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27/12/16

I MIGLIORI 50.000 DEL 2016

- Considerazioni -


A coronamento di questo merdosissimo 2016 che ha portato via personalità alla musica (in tutti i sensi) lasciando tanto disappunto, incazzatura, dispiacere, delusione, frustrazione, fastidio, scontentezza e tanti altri sinonimi di "amarezza"..........A coronamento di tutto questo, c'è la considerazione che non sono più in grado di giudicare musicalmente un cazzo di niente.

Non che fosse indispensabile farlo, nè che il mondo ne sentisse bisogno.

Però uno dei miei personalissimi hobbies (mio e del mio socio) è sempre stato quello di mettersi in cima all'annata morente per valutare cosa potesse inturgidire i miei capezzoli.

Ed era splendido farlo. Perchè la tipologia di stimolazione proveniva sempre da tante fonti. Era un orgasmo multiplo.

Quest'anno per la prima volta ho provato cosa potesse significare "frigidità da moltitudine di stimolazione".

A parte l'enorme e innegabile contributo che Dj Shadow ha portato con NOBODY SPEAK (un brano che mancava dalla musica come qualcosa di sostanziale e indispendabile e che entrerà nelle più belle storie dei "PRIMI CINQUECENTO ANNI DI MUSICA MODERNA"), molto sinceramente, ho provato una sollecitazione sempre molto piacevole ma assai uguale a sè stessa, senza picchi particolari.
Come una bella figa incapace di farmi godere, lo status musicale 2016 ha continuato a farmi sognare estasi immense senza mai portarmele realmente.

Non mi sono mai arreso, per carità.
Ho sempre guardato avanti. Trovare conforto in un disco del passato, magari ristampato alla grandissima.....poteva essere facile.
NO.
Roba fresca, roba nuova. Bisogna continuare a camminare.

Infine, agli sgoccioli di questo anno, forse anche malmenato dall'ultima stronzissima e prematura morte di George Michael, certe considerazioni mi hanno colpito come un ceffone.

Voi avete idea di quanti dischi sono usciti nel 2016?

Io no.

Una roba infinita. Anche perchè alle copie materiali uscite negli stores dovete aggiungere tutte le uscite "diverse" di I-tunes, Spotify, Bandcamp e diosantosaquantialtri.
Fino ai tardi anni '90 le uscite discografiche erano contate. I musicisti erano contati.

Poi la splendida democratizzazione delle opportunità ha portato chiunque a pubblicare qualsiasi cosa. Internet ha messo sul banco le palle di ogni singolo musicista che aveva uno straccio di idea e all'inizio.......decidere chi le aveva più grosse era tutto sommato facile....

Poi le palle si sono moltiplicate. Adesso ci sono più palle di musicisti che occhi (o orecchie) in grado di valutarle.

La verità è che si è consolidato un certo standard qualitativo al di sotto del quale è pressochè impossibile andare se si vuole essere cagati. E la tecnologia in questo aiuta anche i meno dotati.

Il risultato è esaltante: tante ottime cose. Tantissime. Migliaia. Milioni.

Però adesso qualcuno mi deve spiegare come è possibile trovare un senso a questa spumeggiante situazione (anche perchè molto spesso anche il meglio del meglio si perde nella nebbia mediatica).

E' un pò come guardare l'arrivo di una maratona internazionale.
Fra le 2ore e 45 e le 2ore e 48 arrivano 100 atleti.
Secondo voi....è possibile stabilire la superiorità reale di uno di quei cento in quel minimo lasso di tempo?
NO.
Stiamo cazzeggiando sulla condotta di gara e nient'altro.

Quindi scrivere che DAVID BOWIE, in una ipotetica classifica annuale, "ci sarebbe stato in ogni modo" (non è una critica al mio socio o agli altri centinaia di siti che l'hanno scritto).....beh.....pur trovandola una affermazione giusta per una questione di spessore.....non trovo dia alcun tipo di aiuto a qualcuno in cerca di idee realmente discriminanti.

Notate che un noto sito musicale italiano (SENTIREASCOLTARE) ha abbandonato le classifiche, che aveva stilato fino al 2015, per un più comodo "GLI ALBUM DELL'ANNO SENZA PARTICOLARE ORDINE".

Tipo: "FATE UN PO' VOI".

Qualcosa vorrà dire!

Siamo entrati nel buco nero. Tutto si appiattisce all'orizzonte.
Prendiamone atto, con (drammatica) felicità.


03/10/16

IL VOLUME E' LA FATINA

- Considerazioni -


Il giorno in cui hanno inventato il bluetooth hanno sicuramente fatto un danno incredibile al futuro delle nostre cellule celebrali, tuttavia al momento la comodità che ti regala questa cosa invisibile è meravigliosa.

In macchina...cazzo, per un essere umano il bluetooth in macchina è micidiale.

Fino a quando non dimostreranno (se non l'hanno già fatto in effetti) che usare il bluetooth è come respirare il Sarin, voglio crogiolarmi in questa meraviglia come fossi fra le tette di Jenna Jameson (anche se preferisco di un paio di lunghezze le tette di Jenna, pardon).

Va bè, fatto sta che proprio grazie al mio amico blue T. in macchina mi sparo tanti dischi diversi a volumi atomici senza dover portare una cariola di cd nel bagagliaio. Ho una certa età, abbiate pazienza, questa cosa ancora mi colpisce.

Spararsi dischi a volumi atomici ti mette a contatto con una realtà musicale diversa.

Se ascolti dischi ad un volume superiore a quello consentito dall'umana decenza (che è bassa) ti fa scoprire cose BRUTTISSIME e BELLISSIME.

Per esempio, il disco 2015 che avevo archiviato fra le mie scansie ed etichettato come "assolutamente inutile-maledetta-la-volta-che-gli-ho-lasciato-15-euro", ascoltandolo più tardi a volumi intensi (specie nella mia automobile blue t.) ha assunto un significato del tutto inaspettato.
Tant'è che oggi è uno dei miei dischi preferiti in assoluto.

Però vorrei far presente che, ANCHE OGGI, lo stesso disco, ascoltato a volume basso ritorna ad essere la zucca di prima, una chiavica assoluta.

In poche parole il volume è la fatina. 

MORE FAITHFUL dei NO JOY è un esempio di come per scoprire bene un suono, tu ci debba entrare dentro (che è un pò il MUST di ogni buon musicista mentre non lo è per l'ascoltatore medio).

Guardate che la differenza in questo preciso caso è abissale, sono pronto a sottoscriverlo.

Un disco la cui bellezza si regola con una manopola. Curioso.

Provatelo, dategli una chance. Se vi farà cagare, in fondo, sarà stato un'esperimento scientifico.

Ps: è inutile che ascoltiate i brani sottostanti al volumetto del vostro computer o del vostro telefono, almeno infilatevi un paio di cuffie oneste!



18/03/16

SEI UN COGLIONE

- Considerazioni -


L'altro giorno parlavo col mio onorevole socio di come s'è modificato il "mercato" dei blog musicali negli ultimi anni.

Ciò che interessa non è più la recensione. O perlomeno interessa molto meno.
Anche Francesco Farabegoli da Calisese, titolare di Bastonate.com, nostro amico e co-scrittore di questo blog fino a poco tempo fa, ne parla QUI, in un post molto interessante e personale.

Non affermo nulla di strano se sottolineo che la cometa-social network ha spazzato via i blog-dinosauri.
Lo sa anche mia nonna.

La gente vuole la notizia nella faccia. Vuole il video, la cazzata leggera, veloce.
E più il gruppo è famoso e/o conosciuto, meglio è.
C'è anche da dire però che a volte fai più visualizzazioni o "Mi Piace" con un pulcino che scoreggia-a-tempo piuttosto che con l'ultimo singolo dei Coldplay.

E stiamo parlando dei Coldplay. Figuriamoci il resto.....

E' chiaro che da parte nostra, di chi foraggia la musica da più di 30 anni, da chi la vive, la compra da migliaia di anni...da chi ancora legge le recensioni, da chi le scrive con piacere, vedere questo deterioramento è più o meno come assistere alla mutazione genetica di un parente stretto.
Tipo film di Cronenberg.

Va be'.
Il mio socio mi ha fatto un esempio molto interessante.
"La notizia di ricerca non interessa più, quella sulla band famosa o contenuto sconosciuto di più....Ad esempio: se pubblichi qualcosa e lo titoli SEI UN COGLIONE, lo vanno a vedere tutti.
E' sociologia spicciola".

In effetti ad oggi vi dico che, dopo mille anni di post e contenuti, permetteteci, della madonna, i 2 post più cliccati di Frequenze indipendenti (con una marea di contatti, veramente una marea!) sono "DAFT PUNK PLAYING UNMASKED!!!" e "DONNE NUDE".

E allora perdonateci........"SEI UN COGLIONE" ci sta di brutto. Offendetevi vi prego.

Pace e bene.

15/03/16

LA DIFFERENZA FRA ROBA VECCHIA E ROBA DATATA OVVERO COSE DA FARE PRIMA DI COMPRARE IL NUOVO ALBUM DEI CORAL OVVERO UN PIPPONE DI UN'ORA

- Frequenze News -


Ammesso che il nuovo album dei Coral sia la cosa più datata uscita dal duemila ad oggi.

Vecchio. Ammuffito. Pieno di ragnatele.

E che un fan ci può rimanere male. Molto male.

Ammesso questo, credo si possa supporre che possa esistere anche una schiera di persone, fan o meno, a cui questo album possa piacere.

E' pure probabile che ne conosca qualcuna.

Ebbene, quelli che seguono sono suggerimenti che vogliono sviare l'attenzione di QUESTE persone nei confronti di QUELL'album. Se non siete fra di esse prendeteli come suggerimenti generali e se ancora non vi è chiaro: non acquistate il nuovo album dei Coral.

Dei trentenni talentuosi che vivono nel 2016 non possono permettersi di produrre un album già putrefatto nel 1972. Vergogna.

Prendete questi discorsi con animo leggero, perchè il mio lo è.

CONSIGLIO N. 1 - USCITE DI CASA
Il che significa che il disco dei Led Zeppelin o degli Stooges, o degli Them, o di un gruppo garage a caso del vostro roster, che stavate per prendere in mano e suonare amaramente in risposta a ciò che avete appena letto, NON VA BENE.
Uscite di casa. Senza cuffie nelle orecchie (anche quello non vale), a meno che non vogliate ascoltare il nuovo di Rihanna o di Kanye West. Ecco, allora fatelo pure. Anche se temo non fosse esattamente la vostra prima scelta.
Passeggiate, coraggio.
Mettere in moto il sistema circolatorio in genere aiuta i pensieri positivi.


CONSIGLIO N. 2 - JAMES HUNTER SIX
Ok, siete vecchi dentro. Non è niente. Ma a questo punto toglietevi almeno quei pantaloni a zampa d'elefante (virtuali) che non si guardano. Scalate una marcia, e dal quadriennio 1968/1972 tornate ai primi anni sessanta.
James Hunter è lì che aspetta, con un album prodotto nel 2016. Si, roba vecchia.
Però, a differenza dei Coral, dopo aver spinto play, sentirete una ventata di freschezza. Perchè la soul music fatta bene, pur vecchia che sia, non scade mai (a differenza di tante altre cose la cui puzza si sente dopo pochi mesi dall'uscita).



CONSIGLIO N. 3 - I MILLE ALBUM PRIMA
E' stata fatta un'inchiesta di recente, su quanti album usciti fra il '68 e il '72 possono suonare più freschi del nuovo album dei Coral. Sono circa mille. Cioè più o meno tutto ciò che l'industria discografica fece uscire in quegli anni.
Considerate che sono presenti anche bootleg, live e album veramente bruttissimi e mai veramente prodotti, tipo un inedito di John Lennon coi rumori emessi nel cesso di Yoko Ono dopo alcune sbronze. Questo dovrebbe far riflettere.

CONSIGLIO N. 4 - LE ORE SPESE MEGLIO
E' ovvio che non ho un cazzo da fare, se no non perderei un'ora a scrivere queste puttanate.
Bene, trovo che sia comunque un'ora spesa meglio rispetto a quella spesa poche ore fa, dedicata interamente al quarto ascolto di tutto il nuovo album dei Coral.
Questo dovrebbe far riflettere.
Soprattutto me, che ho già buttato al vento due ore oggi.

CONSIGLIO N. 5 - DEDICATEVI ALLE DONNE
Se siete arrivati a leggere il consiglio n. 5 siete sicuramente di sesso maschile, una donna non avrebbe assolutamente letto nient'altro dopo le prime 3 righe di questo post.
Questo mi permette di dedicare questo e i prossimi consigli esclusivamente al genere pisello, il che è abbastanza liberatorio dal punto di vista morale.
Gentili signori, sappiate che gli album migliori degli ultimi anni sono stati prodotti da donne. E il futuro è loro.
Quindi, piuttosto che perdere altro tempo, date un ascolto a quanti più album femminili potete. Questo, oltre a farvi capire ciò che intendo, potrebbe darvi un vantaggio con la prossima tipa che conoscerete, quando sfoggerete Julia Holter all'interno della vostra auto e lei penserà di aver finalmente conosciuto una persona intelligente (avrà ovviamente tempo per ricredersi).

CONSIGLIO N. 6 - SI, MA QUALI DONNE?
Il consiglio n. 5 ha prodotto in voi un enorme punto interrogativo poichè al momento non solo non vi vengono in mente donne a parte vostra mamma, Cicciolina ed Edvige Fenech (se avete più di 40 anni), Jenna Jameson e Gianna Michaels (se ne avete 30) e Belen (praticamente tutti), ma quelle che vi vengono in mente (vedi sopra) non c'entrano un cazzo con la musica (Samantha Fox e Sabrina Salerno non valgono perchè vi sono venute in mente adesso, come a me).
Calma.
Album, recenti, donne. Ne indico 3, vi risparmio il pippone delle rece, che già vado di pippone con sto post, tanto sono tutti più che discreti, fidatevi.
E comunque Spotify esiste, le vostre orecchie pure. Forza e coraggio.

Sarah Blasko - Eternal Return



Emma Pollock - In Search Of Harperfield



Basia Bulat - Good Advice



CONSIGLIO N. 7 - SE PROPRIO NON CE LA FATE
Potrebbe pure essere che il vostro amore verso i Coral non abbia ancora mosso il vostro spirito critico e questo post vi stia facendo incazzare paurosamente.
Allora fate una cosa.
Cliccate questo link. E' la recensione che tal Marco Frattaruolo fa di Distance in Between su Sentireascoltare, concedendogli un inspiegabile 6,9. Forse Marco è uno dei vostri. Oppure ha concesso pochi ascolti agli album sotto il 1975, cosa più che naturale se la sua età non glielo permette. O forse, più semplicemente, Marco non ha i miei gusti.
Fatto sta che sente l'impasto semiputrefatto come rinascita.
Il che mi rincuora, perchè significa che i Coral venderanno comunque dischi a qualcuno, anche questa volta. Il che potrebbe portarli a riprovare a proporsi anche dopo questa anzianità precoce che li ha colpiti. E magari faranno altro. Oppure la stessa cosa ma in maniera diversa. O perlomeno, io me lo auguro.

11/02/16

PRIMAL SCREAM - WHERE THE LIGHT GETS IN

- Frequenze News -



I Primal Scream a Cesena non li avrei immaginati neanche sotto effetto di un allucinogeno.

E' stata una notizia bellissima, che dona la giusta importanza ad una meravigliosa cornice e ad un pubblico, quello romagnolo, che ha con il rock un rapporto intenso e autentico da tempi immemori.

Vedere la Rocca Malatestiana accendersi con gruppi importanti, dopo tanta miseria, è un pò come il coronamento di un amore.

Intanto Bobbie Gillespie, a 14 anni da Kate Moss (cover di "Some Velvet Morning"), per il lancio del nuovo Chaosmosis, si coccola un'altra biondina svampita (Sky Ferreira), stavolta più avviata alla musica pop, in quanto già lei star nascente.

Il risultato è un brano da sculettamento danzereccio sulla falsariga di Some Velvet Morning, meno cattivo e più aperto ai canoni pop della Ferreira.

Sky tirata da sera non è male, a parte l'occhio profondamente sballato.
Mi piacerebbe vederla la mattina senza trucco appena sveglia ("Some velvet morning when i'm straight....."). Sulla Moss non avevo dubbi del risultato, su di lei un pò di più.

Forse è meglio vivere di mistificazioni.

Pace e bene.

03/02/16

LA RISPOSTA

- Considerazioni -


Analizziamo la situazione.
Il futuro appare misero. Cosa c'è fuori per me? Niente.
A parte degli impieghi ignobili privi di tutela sindacale e prospettive.
A parte guerre ovunque, anche nelle città.
Le risposte che mi danno sono serie tv che mi glaciano in casa.
Talent show dove mi insegnano che ce la fa uno su 100.000. E dopo due settimane anche quello stronzissimo uno scompare nella nebbia.
Non c'è nulla per me.
La nuova droga è cercare di essere qualcuno sui social?
Allora sono drogato e depresso.
Se mi girano i coglioni compongo canzoni. Scrivo testi.
E formo un gruppo rock.
Dove urlo in faccia alla gente l'incolmabile divario fra speranze e realtà.

1970. 1992. 2016.

Tutto cambia ma nulla è cambiato.
La risposta è sempre la stessa.

Salto. Chiudo gli occhi. Andatevene affanculo.


05/11/15

ISTINTI PRIMORDIALI

- Frequenze News -



Mi ricordo che dopo il primo album dei Foals, in cui tutto sommato c'era molto del minimo comun denominatore che in quel momento rendeva simili la maggior parte delle indieband del pianeta (quella schizofrenia antipop del cazzo che al terzo pezzo ti vien voglia di metter su Rihanna per sentire una voce decente su una melodia senza spigoli nel culo), pensai comunque che ci fosse del margine su cui lavorare.
Questo perchè a differenza di molti stronzi stonati questi, oltre ai coretti indisponenti, nascondevano qualcosa di più. E soprattutto sapevano suonare.
Così comprai il secondo album a scatola chiusa. Fu nettamente meglio del primo.
Col terzo album fu amore puro da subito: in macchina era diventato parte della tappezzeria (tant'è che adesso è il più rovinato di tutti).
E oggi, col quarto, tocco finalmente la consapevolezza di ciò che pensai.
Questi sanno suonare eccome. Ed è una soddisfazione, in questi anni, avergli dato fiducia incondizionata.

Poi, cari signori, ne voglio dire un'altra: questi han fatto uno dei più bei inni da pista rock degli ultimi 10 anni (quello del video e del player di questo post).
Quei pezzi incazzati dentro.......che ti vien voglia di scaraventarti a testa bassa nel pogo più totale, a rischio dell'incolumità propria ed altrui.

Trattasi di istinti primordiali (fame, sesso, rabbia, paura....) e badate che sono pochi i brani che li sanno risvegliare dal midollo.

Sembra un aggiornamento di certi pezzi grunge con i quali all'epoca rischiavi veramente di uscire dalla pista con un arto in meno. E sto parlando di note che hanno segnato la storia della musica.

C'è del buono in tutto questo. Perchè le note giuste devono saper andare oltre la tua tiroide.
Sono opere di risveglio ormonale collettivo.

E fortunatamente c'è ancora qualcuno con l'abilità di saperle mischiare.

23/10/15

PESANTE REAZIONE ALLERGICA ALL'ELETTRONICA D'ASCOLTO ovvero COMPRARE FELPE ALLA DECATHLON UN POMERIGGIO D'AUTUNNO ovvero FRA TANTI MALI DEL CAZZO SCELGO IL MINORE

- Considerazioni e Costipazioni -



L'altro pomeriggio sono uscito.
Dovevo comprarmi una felpa.
Una felpa pari collo, tinta unita.
Dove cazzo si compra una felpa pari collo, tinta unita, oggi?
Da Decathlon, se non fosse che a parte il nero e il grigio hanno colori imbarazzanti.
Da Zara, forse. Ma lo Zara più vicino a me è a Rimini. E non vado a Rimini perchè odio il traffico di Rimini. Al traffico di Rimini ci devi essere abituato. A parte le file chilometriche sull'adriatica, la città sembra chiudersi dietro di me ogni volta che ci vado (e ci vado spesso per lavoro), come un fottuto labirinto pieno di extracomunitari che mi fanno sentire in colpa se ho spicci sul cruscotto e non glieli do.

Insomma non vado a Rimini, fine.

Ho pensato: "Voglio sputtanarmi 80 euro in una felpa. Voglio andare in un negozio figo".
Rapidamente ho pensato ai 3/4 negozi fighi nel raggio di 50 km e li ho fatti tutti (tranne quelli verso Rimini). Giuro.
Dopo questa esperienza ho capito una serie di cose:

- Non esistono negozi fighi che ti vendono una felpa decente a 80 euro. Innanzitutto perchè le felpe decenti sembrano essere scomparse dalla faccia della terra. Per felpa decente intendo una roba che ti metti e che ti faccia provare un minimo senso di tepore. Tepore cazzo. Non caldo, TEPORE.

Nein. Adesso solo stracci leggeri come piume dai 100 euro in su. E con mille scritte.
Porca eva, dammi una felpa normale, poi al massimo ci scrivo io quello che mi pare.

- Nei negozi fighi va di moda il djset. Bellissimo. Ottima cosa.
Piccolo particolare: ho girato 4 negozi, ho beccato 3 djset. Con la stessa identica musica elettronica.
Unico cambiamento: i bpm (almeno quelli). Dai 100 ai 115 circa, ma della stessa identica elettronica da ascolto.

Balearic, disco, minimal, tu chiamala come vuoi, fatto sta che ormai è una sorta di mutismo sonoro organizzato. Gli unici che veramente ci credono sono 2 o 3 personaggi all'interno del negozio, e in specifica: il proprietario/gestore, il dj, l'amico/amica del dj.

Gli altri avventori vivono una specie di indifferenza empatica il cui motivo fondamentale è perchè non gliene frega una mazza.

Questi pensieri mi hanno procurato una specie di parestesia. Sono uscito dall'ultimo negozio, ho fatto 35 km verso sud e sono andato da Decathlon a prendere 2 felpe schifose. Per protesta.
Tanto vesto felpe schifose da quando sono nato.

Da Decathlon non c'è la musica o se c'è, è così bassa che sembra non ci sia.
Le felpe non costano un cazzo e probabilmente sono state cucite da bambini cinesi frustati per l'occasione.

Però ho visto Decathlon come un grande e grosso baraccone fuori dal coro.

Una specie di risposta satanica al limbo fighetto.

Crepate di freddo con le vostre felpine e dj Fritzenwald che vi lancia folate di indifferenza musicale.

Io arderò come un ceppo con la mia Decathlon da 7 euro e gli Helmet appalla.


11/03/15

TAME IMPALA - LET IT HAPPEN

- Frequenze News -



Ieri sera il mio socio mi ha scritto per farmi notare che il nuovo brano dei Tame Impala aveva raggiunto circa 13000 likes in due ore.

Cosa che può colpire in effetti poichè lo smembramento clamoroso di opinioni che ha portato lo sviluppo incontrollato di gruppi e gruppetti su FB, paragonabile ad una malattia dalla virulenza spietata, ci ha portato ad abituarci a numeri non certo apocalittici.

In realtà i likes, come ormai tutti sappiamo, tendono a salire a dismisura quasi subito per poi assestarsi su aumenti molto più contenuti nelle ore successive. Non per niente il totale attuale è di poco superiore alle 20000 unità.

Fatta questa premessa non dimentichiamoci che i Tame Impala sono un gruppo di punta di Modular Recordings. E Modular è una affiliata Universal. 
Universal non lancia nessuno nello spazio senza un paracadute decente.....figuratevi se il problema sono i Likes...
Spero di essermi spiegato.

Veniamo al sodo.
Domanda: servono 5 persone per fare un brano che un produttore con un gusto vagamente psichedelico, con l'uso di un campionatore e di pro tools, potrebbe fare tranquillamente da solo?

Non posso dire che il pezzo è brutto, perchè tutto sommato lo si ascolta tutto molto volentieri....dagli Hot Chip.
Ma da un gruppo di musicisti che, sulla carta, hanno i controcoglioni analogici.....mi aspetto altra merce.
Soprattutto suonata. Spremuta. Pestata.
Sono un nostalgico? Stronzate.

Temo siano un filo sopravvalutati, sapete? L'ho pensato dopo il secondo album e continuo a farlo ora.
La mia visione di questi signori è di un gruppo dalle idee lisergiche allungate in troppa acqua. Non fanno l'effetto che devono.

Vediamo se riescono a farmi rimangiare tutto dopo l'uscita del terzo album. Cosa che, fra l'altro, mi auguro.

02/10/14

SENTIERI BATTUTI E ORME DISTANTI ovvero GIOCARE COL FUOCO: UN APPROFONDIMENTO

- Una postilla al post precedente -


Plasmare, rimodellare.
Tante volte il classico diventa inusuale. Brani totalmente diversi, chiamati remix solo perchè richiamano un giro di basso, un riff, 3 secondi di un cantato...

Il che ci sta. Sono interpretazioni.

E' un processo che comprende l'arte in genere, non solo la musica. Da una parte c'è da gioire: le nuove generazioni hanno la possibilità di conoscere ed arrivare alle basi della cultura artistico/musicale attraverso qualcosa di più vicino a loro.
In più lo sperimentare arricchisce, nutre.

Dall'altra, l'allontanarsi troppo dal sentiero originario, depersonalizza, decontestualizza. Fa perdere identità.

Le orme lasciano il sentiero e si perdono. Viaggiare dopotutto fa bene. Sta a noi ricordarci sempre da dove veniamo.

12/09/14

SARA', MA I MIGLIORI ALBUM DELL'ANNO LI HO GIA' ASCOLTATI

- Considerazioni personali -


Siccome di viaggi me ne son sempre fatti pochi e il tesoro di solito lo trovo scavando sotto la grossa X (e non risolvendo enigmi aristotelici), personalmente, almeno sino ad oggi, non sono riuscito a scorgere album che possano eguagliare la deflagrante e immediata potenza di questi 2 sopra (con le dovute differenze fra uno e l'altro).
E' chiaro che esiste una ristretta cerchia che considero subito sotto, ma rinvio ogni commento in proposito ad un più consono post di fine anno.

Faccio un esempio per far capire il metro di valutazione.

Prendiamo un anno a caso, il 1991 (che mi ricordo bene proprio per i disconi usciti...). Consideriamo l'enorme insieme POP/ROCK ALTERNATIVO senza tante seghe sui vari sottoinsiemi (Rock, Rap, Metal, Elettronica, Dance, etc..). Cioè la musica che bene o male può ascoltare qualsiasi persona minimamente appassionata ed informata.

Quell'anno i Mudhoney fecero uscire "Every good boy deserve etc etc..." un gran bel lavoro, ogni tanto lo riascolto con un bel sorrisone.
I Public Enemy spararono "Apocalypse 91", nel mio cuore, figata.
E sai quanti altri...Slint...Saint Etienne...Massive Attack.......
Bene.
Però dove cazzo vai se di quell'anno non hai Achtung Baby? Blood Sugar Sex & Magic? Ten? Nevermind? Screamadelica? Metallica

In effetti non ho fatto un gran esempio…Quelli erano altri anni. Uscivano ancora "lavoroni".
Comunque ci siamo capiti: sto parlando del bersaglio grosso. Gli (obiettivamente) imprescindibili.

Parlando di imprescindibili elevati al 2014 (livello generico più alto anche grazie alle tecnologie a disposizione, torta più ristretta): a livello dance i Jungle non hanno sbagliato una virgola. In futuro non so se potranno essere all'altezza di questa uscita, ma, momentaneamente, gli altri si possono accomodare alle loro spalle.
Insomma fatevi tutti i viaggi che volete ma se non avete questo album state girando il lucchetto danzereccio n. XIV senza la chiave.

Altro genere: Rock con la ERRE maiuscola.
Ecco qua i dubbi si azzerano. L' unico grande padrone a cui inchinarsi quest'anno (e in generale da anni a questa parte) è Jack White.
Lazzaretto scopa col passato venendogli spietatamente in faccia.
E' maestoso. Fine.

Potrete essere d'accordo con me o meno: i due album che menziono hanno un pubblico diverso e diverso peso specifico. Ma, a loro modo, sono altrettanto necessari.

Adesso spero che i mesi rimasti possano regalarci almeno un altro grosso sorriso.
Un paio di aspettative le ho. Spero non rimangano tali.

Peace.



13/06/14

LA RICERCA DELLA VERITA'

- Considerazioni -


Da poco ho ristabilito un certo ordine nelle mie priorità musicali.
Ho traslocato.
Mi sono mosso.
Ho sollevato la montagna di dischi che mi circondavano. L'ho soppesata. Guardata. L'ho sentita estranea.
Cazzo, ho della roba che non ascolto da un secolo.
Della roba che non dovrei neanche avere.

Ho comprato un paio di casse in legno meravigliose. Quasi un metro l'una. Hanno 40 anni, sono vecchie come me: quando le ho viste mi sono innamorato, quando le ho sentite suonare sono svenuto. Hanno dei medi che non avevo mai sentito prima, allargano la catena dei suoni come un grandangolo con una ripresa fotografica.

La voce di Nina Simone mi ha attraversato. Quella di Billie Holiday mi ha fatto venire. Ho sparato i Beastie Boys a volumi da mal di testa solo per sentire la pacca nello stomaco di alcuni rullanti. Ho ritrovato calore in alcune registrazioni che prima sembravano suonate dentro un freezer. Ho scoperto il valore di certi accompagnamenti orchestrali, di alcuni fiati, di archi di cui prima ignoravo l'esistenza.

Questo nuovo approccio mi ha mostrato quello che potrei definire "il culo della musica". La parte erotica e sensuale di un suono, la libidine di un basso, il fremito del silenzio fra due singole note di un assolo.

Ho ritrovato chili di verità perduta in mezzo a milligrammi di filtri hardware a cui ero troppo abituato.
Vi faccio un esempio banale e attuale.
Il nuovo dei Black Keys suona completamente diverso da come lo avevo sentito prima. Cazzo, non c'entra niente. Non è che è meglio o peggio, non so, è semplicemente un altro disco.

E' come se le mie orecchie si fossero sturate.
Penso che mi fermerò un secondo adesso. Butterò molte cose inutili.

Continuo a cercare verità. E a questo punto mi aspetto di trovarla ovunque.

Intanto ho comprato il nuovo di Jack White.
Sono prevedibile. Ma non me ne frega un accidenti.

Alla prossima.

23/12/13

TIRAR SOMME

- Considerazioni -


Il mondo dei blog musicali sta cambiando.

I grandi "vecchi" (dei quali per anagrafe facciamo parte) cominciano a sentire qualche fisiologico affanno. I social martellano ai reni, sgretolano il pubblico. La voglia di leggere un post è diminuita. Oggi si twitta, si telegrafano 2 cazzate su facebook, veloce ragazzi, ho fretta.
Per i brani ci si mette in fila alle casse di itunes o, ancora meglio, si scarica l'app di spotify e chissenefrega.
Si è anche persa la voglia di "piratare", non c'è più gusto cazzo.

E noi 40enni blogmaniaci? Chessifà ragazzi?
Figli, mogli, vita difficile, analisi sballate, problemi sul lavoro, cazzi e mazzi. Quando si scappa sul proprio blog si scopre che la frammentazione generale dei contatti è proporzionale solo all'aumento degli artisti in giro, che sembrerebbero milioni, miliardi, tutti a giocar con le stesse identiche cose, trite e ritrite, a cui si cerca di dare significati nuovi ogni volta, arrampicandosi su specchi abnormi.

Miliardi di canzoni. Fantastiliardi di remix. Quintali di mail che chiedono recensioni, spazio, visibilità, a te come a milioni di altri.

In tutto questo baillame è chiaro che viene voglia di mollare, di mandare tutti a quel paese.
Basta.
Il treno è super affollato, tempo fa si stava troppo più comodi.
Andatevene tutti affanculo.

Scelta più che comprensibile. Chromewaves, uno dei più anziani, lo ha fatto.

Che la vita sia con lui. Grazie per l'enorme punto di riferimento.

L'amico Enzo (Baruffaldi di Polaroid) pochi giorni fa, in questo articolo, ha fatto notare anche una curiosa coincidenza: lo stesso giorno della chiusura definitiva di Chromewaves, Jason Kottke pubblicava l'articolo dall'eloquente titolo "The blog is dead, long live the blog".
Coscienza collettiva? Probabile.

Insomma moltissimi bloggers oggi sono lì che si chiedono se ne vale ancora la pena e perchè. Ovvio che ognuno saprà trovare le proprie personali risposte.

Per quanto ci riguarda la musica è parte di noi. Comprarla, suonarla, viverla, e perchè no, scriverne, è sempre stato parte di noi. E' così da anni e così sarà, ci auguriamo, ancora per molto tempo.
Se il problema è veramente l'incessabile scorrere delle lancette, cercheremo di adeguarci quel tanto che ci permetta comunque di restare noi stessi.

Quando ci accorgeremo di parlare solo fra noi, forse, smetteremo di rompere le scatole.
Ma non ci giurerei.

Cogliamo l'occasione per augurare a tutti di passare un felice Natale.
State in forma e godetevela. Noi cercheremo di fare lo stesso.
Peace.

18/12/13

IO ABITO NELLA CITTA' PIU' ROCK D'ITALIA...

- Considerazioni -


...E non me lo sarei mai aspettato.
Secondo le stime di Amazon, Cesena è la città con più vendite musicali Rock-oriented in tutta Italia.


Bene. Considerando che a Cesena, e comunque in Romagna tutta, non esistono network radiofonici che propongono questo genere musicale perchè sembra che la gente voglia ascoltare tutt'altro, io adesso me la godo.

Noi è dal 2007 che portiamo avanti una crociata solitaria in radio con mezzi nostri. Solo per promuovere un certo tipo di musica.
Alternative Music for the Masses, eccheccazzo.

Due ore al giorno, tutti i giorni da sei anni. Siamo gli unici in Romagna e lo possiamo urlare.

Lo facciamo perchè siamo i figli diretti di una cultura passata (Radio Melody & C.) che ha forgiato noi e la romagna a colpi di musica alternativa. Una cultura che dopo la fine degli anni '90 non ha più trovato una casa, purtroppo.
Lo facciamo perchè crediamo nell'intelligenza della gente. Perchè non tutti vogliono ascoltare solo Vasco o la Pausini, come invece sembra...visto l'andazzo dell'FM locale.

E oggi Amazon, uno dei più grossi colossi mondiali di vendite di dischi on line, ci da ragione.

Cesena, Rimini, Ravenna, sono tutte nella top ten alternativa.

Frequenze Indipendenti in questo fine 2013 festeggia. Perchè è parte di questo inaspettato risultato.

Noi come tutti quei personaggi locali che, attraverso l'organizzazione di eventi, serate e concerti, quotidianamente portano avanti un fine musicale che da anni sembrava perduto, ma che nell'animo della gente è rimasto, eccome se è rimasto. Anzi, visti i risultati, è cresciuto.

In Romagna il fuoco è acceso. Venite a scaldarvi.



Ps: A proposito di radio, dovevo fare un altro post con alcune news fresche fresche.
Intanto che ci sono le allego qui, che faccio prima.


Questa è da riproporre a vita solo per la carica che trasmette. Ogni remix che non perde di vista il tema principale è sempre il benvenuto. Qui ne approfitta Flying Lotus.




Buon umore Motown style. In Cattivissimo Me 2 poi rende di brutto.




Hit.
Di quelle grosse. Sam Smith ha firmato un contratto col successo. Aspettare per credere.




Se vi chiedete cosa sia il funk oggi, ascoltate i Jungle.
La butto su come anticipazione del mio "Best Of"...
Il loro EP spacca i culi. Ocio.

12/10/13

PENSIERI SULLO STAGE DIVING DI EVEN FLOW

- Considerazioni & Frequenze Old School -


Dunque, innanzitutto fra qualche giorno esce il nuovo album dei Pearl Jam.
E sinceramente non me ne frega un accidenti se so già che non sarà nulla di eccezionale, anzi, che sarà forse la cosa più normale di questo mondo (per gli standard di normalità a cui Vedder & C ci hanno abituati).
I Pearl Jam sono il gruppo rock più fondamentale dopo i gruppi rock fondamentali.

Nel senso che a livello storico ci sono delle gerarchie che il tempo ha scritto e che esulano dal puro gusto musicale, quindi i Pearl Jam non esisterebbero senza, chessò, i Count Five o i Led Zeppelin o Bruce Springsteen. Sono semplicemente venuti dopo, bisogna averlo ben presente.

Ogni tanto sento il bisogno delle gelatine.
In fin dei conti uno raccoglie innanzitutto i frutti della sua giovinezza prima di tutti gli altri.

Le passioni musicali, durante la vita, possono essere migliaia: si può nascere nel blues e morire nella lirica passando attraverso un arcobaleno di stili, ma gli anni critici (quelli attorno alla maggiore età), sagomano l'esistenza un pò per tutto ed è ciò che ricevi in quegli anni che ti segue sotto pelle fino alla fine dei giorni.

Per quanto mi riguarda posso dire che è stato lì che ho ricevuto il battesimo musicale più potente ed illuminante della mia esistenza. Uno scroscio di emozioni che avrò rivissuto ormai un centinaio di volte da allora, ed ogni volta riesce a darmi i brividi, anche oggi, anche adesso.

Lo considero un imprinting emotivo, un big bang legato alla musica, pur non essendo avvenuto all'inizio della mia vita musicale.

Lo stage diving di Even Flow.

Se non avete mai visto lo stage diving di Even Flow, fatelo, perchè aggiungerete un tassello alla gamma di esperienze che la musica può regalarvi. Ascolterete un pezzo meraviglioso, e, a parte questo, almeno saprete di cosa sto parlando.

Even Flow è un pezzo di Ten, "l'album" dei Pearl Jam per eccellenza, il primo.
Uscì come singolo nel '92, dopo "Alive" e prima di "Jeremy", due brani che ebbero sicuramente più successo, almeno da noi in Europa, forse perchè potevano contare su ritornelli più orecchiabili da subito ed uno sviluppo un filo più lineare.

"Even Flow" è una cavalcata potente, basata su un riff ritmico di Stone Gossard, qualcosa di più vicino al blues e al funk e lontano chilometri dal grunge a canoni "stoner" di Alice in Chains e Soundgarden, giusto per indicare gli altri 2 pilastri del movimento di Seattle in quegli anni.

In generale i Pearl Jam sono sempre stati i meno assolutisti di quel gruppo, più vari e legati ad un rock che pur con picchi rabbiosi verso il punk, è sempre rimasto più comprensibile da tutti, più popolare, se mi passate questo termine non in senso dispregiativo.

Lo stage diving di Vedder, che caratterizza il fulcro emotivo del video, è stato girato ad inizio '92 al Moore Theater di Seattle durante l'ultimo concerto dei Pearl Jam nella città natale, prima di partire per il tour europeo.

Una curiosità: "il volo" in quel concerto non è avvenuto durante Even Flow, bensì in Porch, altro brano del primo album, ma è stato montato, insieme ad immagini di altri brani, nel video ufficiale del pezzo di cui stiamo parlando, diventandone, a tutti gli effetti, un simbolo vero e proprio.

E' situato al centro del brano, nel momento in cui, dopo il secondo ritornello, parte l'assolo di Mike McReady:

Vedder comincia ad arrampicarsi sui palchi del teatro. Scala un tubo dell'impalcatura, avanzando e ondeggiando come una scimmia.
La musica ora è solo una base, un tappeto.
Il pubblico, i tecnici e gli stessi Pearl Jam guardano Vedder fra il divertito e lo stupito, sentendo però qualcosa salire, sapendo che qualcosa deve succedere, qualcosa STA succedendo.

Vedder atterra sopra un palco in precario equilibrio e guarda giu. Tutti in quel momento capiscono.

Capiscono che stanno assistendo ad un suicidio.

E molto di più: hanno visto l'evoluzione umana in pochi semplici gesti.

Il puro istinto trasformarsi in pensiero, la scimmia che scala l'albero, cresce, realizza la sua condizione.

Il teatro è buio, Vedder è illuminato da un fascio di luce blu glaciale. La musica si abbassa ancora.

Poi quello sguardo.

Quello sguardo è la cosa più insana e al contempo triste e affascinante che abbia mai visto.
Dentro quello sguardo c'è la giovinezza, l'autodistruzione, la follia, l'eternità.

E il volo. Sgraziato, mortale. E la gente che si chiude e abbraccia quel volo come il padre fa col figlio che cade. E poi la salvezza, l'urlo, l'esplosione. 

Ecco, quando vieni battezzato con queste emozioni a 17 anni, poi non scappi più. Quando quell'energia nervosa ti pervade, poi, a vita, tenderà ad riaffiorare, alternatamente, in base agli stati d'animo.

Tipo adesso, che ho appena fatto vedere il video di Even Flow al mio bimbo di 3 anni.
Mi ha detto "Bellissimo! Ancora!".
Boom.

22/07/13

PODISMO MUSICALE: ASPETTI SOCIOLOGICI. OVVERO "IL SOTTILE FILO CHE UNISCE GLI ASCOLTI DI UN'ESTATE TIEPIDA"

- Considerazioni -


In un'estate tutto sommato sopportabile, grazie a temperature ancora non esagerate, faccio veramente fatica a dedicarmi alla musica come facevo in passato, in quelle estati "di carattere", con 40 gradi all'ombra.
Quei 2 mesi scarsi che ti fanno rinchiudere in casa o in macchina con l'aria condizionata a 21, sono un grosso pretesto per ascoltare album al fresco e rimpilzarsi di note come ad un banchetto.

Questa "primavera calda", vuoi anche il sopraggiunto limite di età, mi sta portando ad apprezzare altro.

Ho adottato così un metodo podistico (se mi passate il termine) per dedicarmi alla musica.
Trattasi di ripetute. Cioè di sedute intense con momenti di pausa più o meno lunghi.
Posso decidere se fare ripetute brevi (ascolto solo singoli per la radio), medie (ep o album che non superino i 35 minuti) o lunghe (album veri e propri).

Le pause si aggirano dai 2 minuti ai 2 giorni e consentono, come detto prima, di dedicarmi ad altro (figli, mogli, parenti, piante, sole, cibo, lettura & C.)

Detto questo, sono ancora in cerca di un album che mi piaccia ascoltare per periodi prolungati come un tempo. E per periodi prolungati intendo mesi, stagioni.

Ultimamente sono passato dal jazz (Cecile McLorin Salvant, lo consiglio), alla world (Bassekou Kouyate e Mop Mop, meritano), tentando di apparire particolarmente intelligente anche a me stesso, ma dopo poco Chk Chk Chk e Daft Punk sono tornati a rinfrescarmi (perchè ad apparire si suda) ricordandomi che in fin dei conti sono uno stronzetto pop e da lì non scappo.

Oggi, a differenza degli anni passati, sono più bravo a consigliare album da botta e via. Tipo magnaccia musicale. E non ho ancora capito se è pienamente colpa mia o di quello che mi circonda (la situazione musicale, la crisi, l'aria inquinata, le cattive compagnie, etc).

Chettiserve?
Musica Nera per ascolto frugale di una serata? Har Mar Superstar (si, è un bianco, ovvio).
Vuoi saziare il tuo lignaggio indie senza offendere l'hipster che ti domina? Is Tropical.
Sei un animale radiofonico col piedino che batte e la puzza sotto al naso? Disclosure.
Hai 40 anni e un disperato bisogno di sentirti come ai vecchi tempi? Primal Scream, Alice In Chains, Queens Of the Stone Age.
Hai bisogno di album da capire, che però non ci devi mettere troppo e di cui magari un po' ti innamori? Austra, Fat Freddy's Drop, Laura Marling.

E ne avrei altri, ma chiudo perchè: A) Mi faccio schifo. B) Ho quasi scritto le 30 righe che mi ero prefissato. C) Anzi no, ne manca ancora una. D) Aspetta adesso la scrivo. E) Ecco, arriva. Aspetta.  F) Eccola qua.

















13/03/13

METROPOLI ROMAGNA UNDER ATTACK

- Support your local club -


E' innegabile che oggi la provincia faccia meno paura che in passato. Palpabile e crescente è stata negli ultimi anni la consapevolezza di vivere in un territorio piu grande rispetto ai confini della propria città, grazie al consolidarsi di una generazione dagli orizzonti aperti, libera di vivere la provincia come grandi quartieri di un territorio unificato dall'arte, dal teatro e dalla musica.
Allora venne addirittura coniata la definizione affascinante di Metropoli Romagna (6.380,6 km quadrati per 1.107.057 abitanti).
Non staremo a dilungarci sulle ragioni, per comodità riassumiamole in un fermento culturale assolutamente inedito per l'entroterra. Concerti, mostre, festival, rassegne, band, idee, energia creativa, moda indipendente, semplice movida: una rete fitta di eventi ha collegato quasi ogni sera Ravenna, Faenza, Cesena, Forli, giù fino alla riviera adriatica.
Bologna non è mai stata così distante,  Milano stessa fa meno esuli di un tempo.

Certo il vento sta cambiando ed il panorama si è ridimensionato. Molti locali hanno ceduto alla crisi, altri hanno semplicemente fatto il loro tempo senza un rincalzo adeguato, altri cercano di sopravvirere senza rischiare nulla.
Per questo ci tengo a segnalarvi il 20 Hertz Club di Cattolica. In poco meno di due mesi ha accolto le performance di nomi come Actress e Luke Abbott: due esempi di proposte - nel senso nobile del termine - in linea coi tempi, trasversali e per certi versi rischiose.
E Venerdi prossimo si replica con il djset FaltyDL, producer di Boston, fresco di album per Ninja Tune: "tra i lavori che a livello di elettronica pura potrebbe essere fra le cose migliori di quest'anno". 
Quindi attenzione ragazzi: ogni lasciata è persa e Bologna si sta riavvicinando.


Quindi ricapitolando:
Venerdi 15 Marzo
FaltyDL - Djset - 20Hertz Club - Cattolica

06/02/13

WARNING, KEEP OFF

- Frequenze bad news -


Lunedì abbiamo inaugurato "la settimana della polemica" con il post su Four Tet. Direi di continuare a battere il ferro perchè in giro è pieno di indecenze autorizzate. Questa poi è incredibile. Sono sette le teste pensanti (5 degli Young Galaxy + i 2 Peaking Lights nel remix) a concorrere, con ottime possibilità di vittoria, per il record mondiale di plagio d'autore. Per carità, truccato bene ma pur sempre opera altrui. Vi proponiamo lo stesso questa versione di Temptation dei New Order aggiornata - con suoni più carezzevoli - al 2013 un pò per curiosità, un pò per scoramento. Ed un consiglio barra avvertimento: state lontani da cose del genere.

20/12/12

DALL'ALTO NULLA E' COME SEMBRA (QUINDI MEGLIO SCENDERE)

- Considerazioni -


Sono giorni che scartabello i dischi del 2012 per capire cosa ho ascoltato quest'anno.
Sembra una cazzata ma uno non si rende conto di che musica ascolta veramente fino a che non si confronta con un elenco vero e proprio. Faccia a faccia con la realtà. Capita che pensi di essere un certo tipo di ascoltatore e ti accorgi che invece non lo sei. E' come quando ad un certo punto sali sulla bilancia e vedi che sei sovrappeso: per i tuoi occhi sei quello di prima eppure l'effettività ti segnala un cambiamento più o meno netto.
Eccomi qua, dunque, sulla bilancia.
Sovrappeso o no, sono cambiato.
Una volta almeno il 70% dei miei ascolti era rock'n'roll alla vecchia, roba analogica, vera, sudata e un pò sporcacciona. Adesso, senza accorgermene (me ne ero già accorto però se lo dicevo prima non potevo fare l'esempio della bilancia), mi sono ridotto a una fighetta semi-elettronica.
Siccome non voglio colpe sulla coscienza ho impostato una motivazione sociale: è la musica che è cambiata. E uno che la musica la surfa in tutte le sue onde non può evitare di essere trascinato dalle correnti. E' la natura.
Ok, non so se è veramente così. O perlomeno se è la sola motivazione valida. E' anche ovvio che il tempo e l'età abbiano modificato i miei gusti: a 25 anni se mi facevano sentire Burial davo di stomaco, mentre adesso riesco ad ascoltare lui e i suoi gemelli diversi con l'acidità gastrica più o meno sotto controllo.
Fatto sta che il 2012 è finito e mi trovo a voler fare un bilancio di quella che è sempre stata la mia musica, il rock'n'roll, con una pila di dischi sui generis alta (o bassa) come il mio avambraccio, mentre il resto sfiora il lampadario.
Che tristezza. Maledetti synth. Maledetta tecnologia, maledetto Pro Tools, maledetto Logic, maledetti tutti i giovinastri che se non hanno una cassa in battere (o un piatto in levare) non si divertono.
No, io non mi maledico. Prendo atto e continuo ad ascoltare.

**************

Tagliamola corta.
Se il vostro "peso" musicale è quello da 20 anni e le bilance/bilanci di fine anno vi fanno una pippa, questo è il disco che fa per voi. Qualità analogica o sporcizia digitale, sempre di chitarre dal Tennessee parliamo. Uscito i primi di ottobre, non ci sono Tame Impala, Goat (che comunque è subito alle spalle insieme a Jack White), Allah Las o Ty Segall che tengano. Anche Jim Jones se ne sta dietro tranquillo. Se quest'anno avete di meglio, su questi lidi e a questi livelli, fate sapere.


NATURAL CHILD
HARD IN HEAVEN
2012 Natural Child Music


07/11/12

LA FAVOLA DEI DISCHI DELLA SETTIMANA

- Considerazioni -

Il disco della settimana di Stereogum è questo:


Dunque: i dischi della settimana sono un modo come un altro per aggiornare i vari blog/siti/webzine, ed è una iniziativa lodevole, perchè parlare di musica nuova fa sempre bene.
Però il termine "disco della settimana" (usato spesso impropriamente) implica un prodotto che merita attenzione, un qualcosa che il consumatore/ascoltatore medio deve quanto meno poter prendere in considerazione di comprare.

Questo significa che ci sarebbero 52 dischi all'anno da considerare come inequivocabilmente importanti. Cinquantadue dischi.
Io ascolto musica dalla mattina alla sera. Il mio tempo è scandito dalla musica. Cinquantadue dischi "folgoranti" (cioè da avere assolutamente) non li trovo neanche in 5 anni. 

Però è anche vero che io sono uno solo e non una intera redazione (come nel caso di Stereogum e affini), quindi ripongo la massima fiducia in chiunque desideri sbattersi per farmi notare roba tosta da passare sotto le orecchie.

Questa mattina, per la prima volta, dopo aver letto la rece di Tom Brelhan sul disco della settimana (Prince Rama) di Stereogum, mi sono voluto calare nei suoi panni ed ascoltare tutto il disco, dall'inizio alla fine, perchè se qualcuno trova 52 dischi nuovi all'anno da mettere in bacheca magari ha ragione lui.

Tom. In amicizia. Ma vaffanculo và.

Io non so cosa diavolo ascolti, ma se puoi anche solo considerare un secondo questo riciclo di porcate anni'80 come disco della settimana, parlando di Incredible Bongo Band solo per un insieme di percussioni che ormai assembla anche mio figlio di 3 anni con il Bontempi della nonna, e una voce paragonata a Babe Ruth per un timbro vagamente simile, perdi nei miei confronti ogni tipo di credibilità della settimana.
Anzi, meriti di comprartelo, questo disco (ma magari te l'hanno già regalato), e sorbirtelo fino alla prossima ciofeca della settimana, perchè di più penso proprio tu non possa reggerlo (questo per la stima che cmq nutro nei tuoi confronti).
Spezzo invece una lancia in favore dei produttori dell'album (membri di Animal Collective e Ariel Pink), che grazie ad un buon grado di furbizia (e soprattutto ai loro software), hanno almeno regalato dinamica ad un sacco di idee riciclate. Come a dire: "...almeno battiamo il piedino".

Tornando a bomba: alla luce di questi 40 minuti passati con Prince Rama, adesso posso comprendere come si possano trovare 52 dischi della settimana all'anno. Ogni cosa mi è più chiara.

E adesso succhiatevi il ghiacciolone delle sorelle Krishna, così per farvi un'idea. E siccome amo i dibattiti, spero che qualcuno abbia voglia di infamarmi e dare ragione a Brelhan.



Da notare la rece della Rough Trade:

'Top Ten Hits of the End of The World' non è solo un album pop, è una retrospettiva di tutti gli album pop mai realizzati. Niente di simile è mai stato tentato da una singola band (e per forza cazzo - scusate -), e i suoi echi residui continueranno a tormentare questo mondo e l'altro".
Ecco, avete detto bene: "tormentare".
Ora sostituite i termini "gli album" con "le stronzate".
Avrete una traduzione più veritiera di chi "gli album", in un modo o in un altro, li deve vendere...

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