08/12/17

BEST OF 2017: LADIES

- Frequenze Best Of 2017: Ladies -


Una volta il"Best Of" era il mio sport preferito. Poi negli ultimi anni m'è scesa di brutto.

Forse perchè di best c'era poco o niente dal mio punto di vista, la voglia di mettermi li a compilare era passata.
Ci ha pensato la mia cara mogliettina, intimandomi neanche troppo velatamente un atto estremo se non sistemavo l'uragano di dischi in macchina.
Così, piano piano, mi sono messo a raccogliere ed impilare...e intanto che c'ero...

Non è una classifica, solo un elenco.

Sarò breve ed intenso.


Lorde - Melodrama
Mini-capolavoro pop. Pop in senso classico.



Jane Weaver - Modern Kosmology
Mini capolavoro pop. Pop in senso moderno.



Nadia Reid - Preservation
Voce divina. Le eredi di Joni Mitchell parte 1.



The Weather Station - The Weather Station
Voce divina. Le eredi di Joni Mitchell parte 2 (Tamara Lindeman, cantante del gruppo).



Joan Shelley - Joan Shelley
Voce divina. Le eredi di Joni Mitchell parte 3.



Aldous Harding - Party
Party.........in verità da festeggiare qua non c'è nulla, se non la sua schizofrenia. In molti momenti è lacera-palle, ma nel totale è affascinante. Non posso lasciarlo da parte.



Hurray For The Riff Raff - The Navigator
Suonato e risuonato per tutta l'estate, ad un certo punto è scomparso, pensavo di averlo perso. Era finito nascosto in un sacchetto nel baule, insieme ad un paio di bottiglie di plastica vuote, qualche scontrino, due penne....non chiedetemi come.
"Rican Beach" l'ho suonato talmente tante volte che ha il solco anche su I-Tunes.



St. Vincent - Masseduction
Una che quando la ascolti ti ricorda Prince e Bowie non può non avere le palle.
Ma non ci sono arrivato subito a questo concetto.
Preso alla Comet in un pomeriggio disfattista, ascoltato male, trattato peggio.
St. Vincent ha avuto pazienza nei miei confronti.
E "Sugarboy"?.....Parte Moroder e diventa Prince: cosa vuoi chiedere di più a una donna?!
Mi inchino.

01/12/17

QUESTI NON SBAGLIANO UN VIDEO...

- Frequenze News -



...Da anni.

Peccato che la musica lasci spesso a desiderare...Va be....non si può avere tutto.

Dopotutto le fighe belle e intelligenti si contano sulle dita di una mano.

30/11/17

THE HAMMOND EFFECT

- Frequenze edit -
 

Avete presente l'effetto Hammond?
Siete mai stati ad assistere ad un live del malefico strumento?

Noi si, anche parecchie volte. In zona ci vivono dei virtuosi.
Fichissimo per i primi due, massimo tre pezzi, dal quarto in poi ti butteresti nel fuoco.
Vivo.

Ecco, le produzioni club oriented di Four Tet seguono più o meno questa dinamica.
Esaltanti sul breve, nello sviluppo della traccia, diciamo intorno al terzo/quarto minuto, ti butteresti sempre nel fuoco, o peggio per il dj, dritto al bancone per un drink.

Riassunto: tanto genio e poca malizia.

Poi succede che un mio amico di Udine - vi dice qualcosa la Riotmaker o i Fare Soldi? - ci mette le mani e la pista non la abbandonate più.

PRINS THOMAS - 5

- Frequenze news -


Nonostante il sodalizio artistico degli inizi tra Lindstrom e Prins Thomas sia terminato ormai da tempo, i due produttori scandinavi rimangono entrambi iperattivi sul mercato inseguendosi a colpi di album.
Pubblica uno produce l’altro, in un alternarsi quasi annuale di album sempre su per giu nello stesso periodo. 
Solo poche settimane fa sempre su queste pagine vi abbiamo presentato It's Alright Bethween Us As It Is di Hans Peter, e la risposta del principe non si è fatta attendere.

Cosi dopo il concettuale “Principe del Norte”, acclamato da pubblico e critica,  “5”, il nuovo album di Prins Thomas «ispirato dai Plaid, dai Teenage Fanclub, da un attacco di bronchite, dal jazz americano, dal chitarrista Pet Metheny e dalla nostalgia», fa due passi avanti e uno indietro, raccogliendo una manciata di tracce registrate a cavallo tra la fine del precedente disco e la recente collaborazione con Bjørne Torske per “Square One”.

Oltretutto il disco segna anche il lancio della nuova etichetta Prins Thomas Musikk.
 

28/11/17

30/70 COLLECTIVE - ELEVATE

- Frequenze Nu-soul -


I 30/70 sono solo l'ultimo collettivo a emergere da una scena animata com'è oggi giorno quella di Melbourne. 

Definita amabilmente come una comunità piuttosto che come una band, i 30/70 partono da quintetto composto da Allysha Joy, Ziggy, Henry, Thhomas e Jarrod per gonfiarsi alla bisogna in un ensemble di 11 elementi.
Il suono è un mélange cosmico di dinamiche boom-bap, armonie neo-soul e licks jazz-funk, il tutto immerso in una profonda tradizione spirituale che va da Alice Coltrane a Kamasi Washington.



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