sabato 24 maggio 2008

VERUCCHIO FESTIVAL 2008

- Programma Completo -

Quest'anno il Festival prevede cinque serate con doppio concerto ciascuna, più una serata interamente dedicata alla musica elettronica. Un appuntamento a cui non mancare, concentrato in una settimana, con vere e proprie chicche (Josè Gonzales, Tunng, Dani Siciliano, Seth Lakeman, Blonde Redhead, Nathan Fake) praticamente ogni sera.

XXIV VERUCCHIO FESTIVAL (19-26 Luglio 2008)

Concerti di prima serata: Sagrato Chiesa Collegiata, inizio ore 21.30
Concerti di seconda serata: Rocca Malatestiana (21/07: Museo Archeologico), inizio ore 23.30

SABATO 19/07/08
Sagrato Chiesa Collegiata: RICHARD GALLIANO Tangaria Quartet
Rocca Malatestiana: IBRAHIM MAALOUF
Intero primo concerto: € 20,00
Intero secondo concerto: € 10,00 (€ 5,00 con biglietto primo concerto)

LUNEDI’ 21/07/08
Sagrato Chiesa Collegiata: TUNNG + JOSÉ GONZALES (2 concerti)
Chiostro del Museo Archeologico: SETH LAKEMAN
Biglietto unico per tutti i tre concerti € 20,00

MERCOLEDI’ 23/07/08
Sagrato Chiesa Collegiata: TOUMANI DIABATÉ "Mandé Variations"
Rocca Malatestiana: CELINA DA PIEDADE
Intero primo concerto: € 20,00
Intero secondo concerto: € 10,00 (€ 5,00 con biglietto primo concerto)

GIOVEDI’ 24/07/08
Sagrato Chiesa Collegiata: BLONDE REDHEAD
Rocca Malatestiana: DANI SICILIANO
Intero primo concerto: € 20,00
Intero secondo concerto: € 10,00 (€ 5,00 con biglietto primo concerto)

VENERDI’ 25/7/08
Rocca Malatestiana: ELECTRONIC NIGHT con BJ Nielsen & Hildur Gudnadottir + B. Fleischmann
Biglietto unico € 10,00

SABATO 26/07/08
Sagrato Chiesa Collegiata: LUDOVICO EINAUDI con Robert e Ronald Lippok
Rocca Malatestiana: NATHAN FAKE
Intero primo concerto: € 25,00
Intero secondo concerto: € 10,00 (€ 5,00 con biglietto primo concerto)

Abbonamento: € 90,00 (valido per tutti i concerti, di prima e di seconda serata)

venerdì 23 maggio 2008

PLEASE, COVER ME II

- Covers for your great Weekend -


Mentre il primo "Please, Cover Me" spiegava cosa fosse una cover e dove nascesse questa terminologia, questo e i prossimi appuntamenti daranno spazio alle cover più interessanti che girano all'interno del nostro programma radiofonico, recuperate qua e là, fra ragnatele e polvere, negli scatoloni dei 33 giri dimenticati, nelle borse dei dischi o semplicemente girovagando per il web.

Beach Boys:
Kokomo - Adam Green e Ben Kweller
Una spiaggia e un drink. Il vocione da crooner di Green (qui con Ben Kweller) fa il resto. B Side del singolo "Jessica" del 2004. Un film da ricordare: "Cocktail" e "Doug" Coughlin (Bryan Brown), un mito per ogni barista che si rispetti.
Surfin' Usa - Jesus and Mary Chain
Stessa spiaggia qualche drink più tardi. Da "Darklands Ep", 1987.

Eddie Cochran:
Summertime Blues - Blue Cheer
Grazie alle ultime uscite discografiche, si fa un gran parlare di psicadelia in questi giorni. Allora eccone una buona dose vintage: da "Vincebus Eruptum" del 1968, primo album dei Blue Cheer, la cover che li portò a conoscenza del grande pubblico (vedi Video).



Rolling Stones:
(I Can't get no) Satisfaction - Assemblage 23
Nel 1965 il singolo dei Rolling Stones usciva in America e schizzava immediatamente al primo posto nella classifica di Billboard. Una trentina di anni dopo, Tom Shear da Seattle coi suoi Assemblage 23 pensava bene di rifare questa soulish version completa di cori neri come la pece e percussioni martellanti. Consigliata...Otis Redding avrebbe qualcosa da ridire, forse.

Beatles:
Taxman - Nickel Creek
I Nickel Creek sono un trio di bluegrass acustico che si è sciolto nel 2006. Durante i live, si divertivano enormemente a rifare i classici del rock, dai Beatles ai Radiohead passando da tutto quello che ci stava in mezzo. Sta di fatto che erano veramente bravi. Non per niente il loro album d'esordio nel 2001 li fece vincere un Grammy.
Tomorrow Never Knows - Stereo Mc's
Chi ha più di 30 anni si ricorderà la camicia di jeans a collo allacciato e il pantalone largo di Rob Birch mentre cantava "Connected", il loro pezzo più ballato in assoluto. Questa cover dei Beatles è rifatta sotto i fumi lisergici di una "Madchester" che gli Stero Mc's hanno sempre avuto nel cuore. La versione più particolare che le mie orecchie abbiano mai udito. Alzate il volume , spegnete la luce e sgranchitevi le gambe..

Harry Belafonte:
Banana Boat Song - George Clinton
Anno 1989. La pazzia funk di George Clinton ha superato il ventennio e sta degenerando. Una icona da adorare. Sempre. Comunque.

Bruce Springsteen:
Streets Of Philadelphia - Marah
I Marah di Dave Bielanko sono una band pressochè sconosciuta in Italia ma che in America ha uno zoccolo duro di fans, guadagnato con il sudore di un intenso vagabondare da un live all'altro. Amici di Bruce Sprigsteen, gli rendono omaggio con questa versione country di "Streets Of Philadelphia" che allieta non poco i toni del brano originale.

AC/DC:
Highway To Hell - Patty
Da "Backed in Black", un tributo agli Ac/Dc completamente gestito da voci femminili, questa cover è ciò che sarebbe successo ai fratelli Young se fossero stati...sorelle.

Scissor Sisters:
Take Your Mama - The Zutons
Uno dei pochi casi in cui la cover è meglio dell'originale. L'approccio "south-acustic" rende questo brano ancora più fresco e godibile. Non ce ne vogliano i fans delle Forbici.

Merle Travis:
Sixteen Tons - Stevie Wonder
Nel 1963 usciva sotto etichetta Motown un album dal titolo "The 12 Years Old Genius", un titolo che la diceva lunga su chi potesse essere il nuovo protagonista del Soul da lì in avanti. Tre anni più tardi, in "Down To Earth", Stevie Wonder si cimentava con questo classico degli anni '40 facendo battere il cuore delle ragazzine di colore con un brano che ascoltavano i loro genitori. Sfido chiunque a dire che la navigata voce che si sente sia quella di un sedicenne...

giovedì 22 maggio 2008

BACKBEAT - Tutti Hanno Bisogno d'Amore (Gbr, 1993)

- Old School Movie -

Liverpool 1960.
Una fredda notte d'autunno, due studenti del Liverpool College of Art, Stuart Sutcliffe, spalleggiato dall'amico John Lennon, vengono picchiati e feriti dopo una lite al pub. Insieme a Paul McCartney, George Harrison e Peter Best formano un gruppo: Johnny and the Moondogs, ancora lontani dal trasformarsi in Beatles. Provano in una cantina scalcinata ma poco dopo decidono di trasferirsi ad Amburgo per la loro prima tourneè. Qui suonano cover rock’n’roll in localini della Ripperbahn Strasse, come il Bamby, dove Lennon trova modo di esibire il solito caratteraccio e le ragazze non lesinano le loro grazie ai giovani musicisti; oppure alla Kaiserkeller, dove una sera il grafico Klauss Voorman (disegnerà la copertina di Revolver e Anthology) conduce Astrid Kirchherr, fotografa di spicco nell'ambiente artistico locale, che diviene il grande amore di Stuart, immortala i futuri Beatles in storiche foto d'archivio, inventa per loro un nuovo look e la mitica acconciatura a caschetto - E' tutto vero: la sceneggiatura del film nasce da una conversazione tra il regista Ian Softley e la vera Astrid Kirchherr - La minore età non dichiarata di Harrison causa al gruppo l'espulsione dal paese , ma al 18º compleanno di George ritornano tutti in Germania dove Stuart chiede ad Astrid di sposarlo. Qui finisce per abbandonare il gruppo nonostante la riluttanza di George e comincia la sua breve carriera di pittore affermato. Verrà sostituito al basso da Paul mentre alla batteria subentra Ringo Starr. Ma il 10 Aprile 1962 Sutcliffe (nella foto è quello al centro) muore a soli ventuno anni tra le braccia di Astrid a causa di un emorragia cerebrale. E solo otto mesi dopo avrà successo "I Wanna Hold Your Hand", il primo disco dei Beatles: con ben 13 milioni di copie vendute. Il seguito è storia nota. Ma Stuart la sua scelta l’aveva già fatta e mai l’avrebbe rimpianta.



>1>Tutte le canzoni della colonna sonora vennero eseguite dalla Backbeat Band: un super gruppo formato da Greg Dulli (The Afghan Whigs), Dave Pirner (Soul Asylum), Thurston Moore (Sonic Youth), Don Fleming (Sonic Youth), Mike Mills (R.E.M.) e Dave Grohl (Nirvana, Foo Fighters). Guardateli all'opera nel video ufficiale di 'Money' e dal vivo nel medley di 'Money/Long Tall Sally'.

>2>Se desiderate aggiungere maggiori dettagli alla storia e tante altre foto, tutte originali ,date un'occhiata QUI

mercoledì 21 maggio 2008

BON IVER "FOR EMMA, FOREVER AGO"

- Frequenze Review -

2008 - Jagjaguwar

Flume
Lump Sum
Skinny Love
(Mp3)
The Wolves (I and II)
Blindsided
(Mp3)
Creature Fear
Team
For Emma
Re: stacks


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Bon Iver Myspace

Recensione n. 41/2008


"I am my Mother's only one. It's enough". La solitudine è uno stato che regala agli animi romantici una dilatata dimensione per esprimersi. Il tempo scompare, gli occhi si chiudono. Le parole gocciolano dalle ferite.
Justin Vernon, aka Bon Iver, vive la solitudine fra le montagne del Wisconsin, in una baita sperduta. Fuggito dalla città e da un amore finito (arrivato in corrispondenza dello scioglimento della sua ex band, i Deyarmond Edison) sceglie la via più difficile per sistemare le cose con se' stesso, quella che porta ad un confronto diretto con i propri demoni e le proprie debolezze: l'isolamento. Neve, legno e la compagnia di una chitarra per i tre mesi di un lungo inverno. Vernon si ciba degli animali che riesce a cacciare in mezzo ad una natura selvaggia e vissuta come tale. Sembrano scene già descritte da "Into the Wild" e, in effetti, per la parte meno tragica, questa storia assomiglia a quella di Christopher McCandless (personaggio del libro di John Krakauer). Ma in questo caso, la fuga da una realtà poco calzante, è vissuta come disintossicazione dagli avvenimenti e non come via per un nuovo status.
Ascoltando "For Emma, Forever Ago" si entra in una dimensione intima, personale, a volte spiazzante. Il silenzio che accompagna l'ascolto viene da sè , un segno di rispetto verso il modo così disciplinato e diretto con cui il mood dell'intero Lp invade le orecchie. L'animo di Vernon e quella solitaria baracca in mezzo alla neve diventano un'unica cosa, una appartata dimora la cui chiave è nei solchi di questo vinile. Per questo, in alcuni momenti, anche il solo ascolto risulta essere intrusivo, come a violare qualcosa di sacro e fragile. Una vulnerabilità che rende omaggio ad Elliott Smith, Jeff Buckley e più recentemente a Fink, quello stesso accarezzare i contorni di storie raccontate sottovoce perchè troppo tristi e sentite per essere urlate.
Al di là dei paragoni con personaggi o stili, è bello poter intendere i nove momenti di questa istantanea di vita come un insieme di spirituals. Nove modi per trascendere da una schiavitù tremendamente dolorosa, dalla perdita di una parte di sè. Episodi affrontati con il tono di un cantautore di inizio secolo: una chitarra, un semplice registratore e il proprio blues da intonare. "For Emma, Forever Ago" sposta sempre più l'ago della bilancia verso un roots-feeling lontano anni luce da tutto ciò che fà parte di una scena musicale à la mode, riportando il termine indie al suo significato originale, quello di non-appartenenza a qualcosa di banalmente classificabile. Ad oggi, disco folk dell'anno.

Video di "Skinny Love" live @ Jools Holland

AND THE WINNER IS...

- Motorpsycho Contest -

Vincono un biglietto
per il Live dei


MOTORPSYCHO


Sabato 24 Maggio

presso
VELVET Club (Rn):

CHIARA DAMIANI
Firenze

MARCO BONACCOLTO

Bologna

martedì 20 maggio 2008

SMILE PLEASE..........CLICK

- Only Good News -


>1>Come un fulmine a ciel sereno, tra meno di due settimane, uscirà a sorpresa il secondo album dei Fratellis, seguito del fortunato “Costello Music”. Intitolato “Here We Stand“, sarà preceduto dal primo singolo estratto “Mistress Mabel“, un rock’n’roll mid tempo placcato di glam. Niente a che vedere con i ritmi incalzanti in levare di “Chelsea Dagger” o “Henrietta”. Il video in compenso è molto peggio.

(MP3) The FratellisMistress Mabel’

>2>Capitolo Glasvegas: i nostri rockers prediletti di Glasgow hanno firmato un contratto per una major, la Columbia, ed il 23 Giugno uscirà il primo singolo ufficiale intitolato “Geraldine”. Ora, insieme al produttore Rich Costey (Interpol, Muse), stanno ultimando a New York le registrazioni dell’ atteso album di debutto previsto per Settembre con ospiti importanti come Lisa Marie Presley, figlia del Re e grandissima fan della band scozzese almeno quanto noi.

(MP3) Glasvegas - 'Geraldine' (demo)


>3>Era Domenica 19 Agosto 2007. Quel giorno usciva la nostra recensione su un album che avrebbe segnato il 2007 di Frequenze Indipendenti: “Like Drawing Blood”. Ignorato ovunque, prima o poi qualcuno si sarebbe accorto del geniale Gotye, il “Jamie Lidell australiano". Finalmente, visto l’eco del suo talento cristallino, l’etichetta londinese Lucky Number, tra le cui fila troviamo colleghi chansonnier come Sebastian Tellier e Keith, ha pensato bene di ristampare e distribuire l'album per il mercato europeo. Il 7” del singolo “Hearts A Mess” è gia disponibile.

(MP3) Gotye - 'Learnalilgivinanlovin'


>4>Richard Norris ed Erol Alkan tolgono il velo al progetto psichedelico Beyond the Wizards Sleeve in questa interessante intervista a Sup Magazine.


(MP3) Beyond The Wizards Sleeve - Get Ready To Fly


>5> E' cosi tanto tempo che aspetto una raccolta completa sui Liquid Liquid che quasi non mi sembra vero. Proprio oggi Domino Records pubblicherà “Slip in and out of Phenomenon” la ristampa rimasterizzata in un unico cd dei primi tre EP della band che meglio ha rappresentato l’essenza della New York degli anni 80 segnando per sempre la musica post-punk. Riponete senza rimpianti i vari Rapture, LCD Soundsystem, Who Made Who e quant'altro di simile uscito in questi anni per dedicarvi ai bassi profondi e ai ritmi ballabili dei pionieri del punk funk newyorkese.

Guarda il video originale (1983 ) di Cavern e quello amatoriale di Optimo.


>6> E' disponibile per l'ascolto (da oggi) sul myspace di Beck, "Chemtrails" il primo brano dell'artista americano nato dalla collaborazione con Danger Mouse. In attesa dell'album in uscita in estate, la prefazione è pura psichedelia '60s...L'ennesima conferma che più si va avanti, più bisogna necessariamente guardarsi indietro.

lunedì 19 maggio 2008

FOXBORO HOT TUBS "STOP DROP AND ROLL"

- Frequenze Review -

Stop Drop and Roll
Mother Mary
Ruby Room
Red Tide
Highway 1 (MP3)
She's a Saint Not a Celebrity
Sally
Alligator
The Pedestrian
27th Ave Shuffle
Dark Side of Night
Pieces of Truth (MP3)


2008 - Jingle Town Records (Recensione n. 40/2008)
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Foxboro Hot Tubs Myspace


Fermi. Questa non è una compilation-revival anche se la copertina potrebbe trarre in inganno. Non è un gruppo nuovo anche se il nome non vi dice niente.
Dietro a questa psicadelica facciata si nascondono dei musicisti molto navigati, la cui vera identità circola, a livello mondiale, da quasi una ventina d’anni. Foxboro HotTubs è il garage-side project nientedimeno che dei Green Day. Sorpresi? Non è nulla, aspettate di sentire il disco.
"Here is an American Band who sounds like the Brits", questo il succo della mini bio che ci è arrivata via mail. Ed è così. Il debito verso bands come Kinks e Yardbirds è evidente, anche se, a questo punto, il paragone più diretto è con un’altra band dei 60’s, anch'essa americana (come gli Hot Tubs) e super-influenzata dal r’n’b britannico: gli Shadows of Knights.
I giri di accordi, i riff, lo stile, sono tremendamente riconoscibili. Chi ha un minimo di conoscenza dei classici di quel periodo sentirà i Kinks di “You Really got Me” in “Alligator”, o di “Tired of Waiting For You” in “Red Tide”, i Monkeys di “I’m Not your Stepping Stone” in “Sally”, gli Who di “Run Run Run” in “27th Ave. Shuffle”. Ma, come ben tutti sanno, nel 2008 è praticamente impossibile cimentarsi con questo genere senza assomigliare a qualcuno o qualcosa. Il garage è un ramo del rock dove tutto gira attorno ai quei tremendissimi tre accordi, suonati con tutto il cuore possibile, ma pur sempre tre. Già gli anni sessanta erano pieni di gruppi fotocopia, figuriamoci 4 decenni dopo..
La luce ideale sotto cui leggere questo lavoro dei Green Day (lasciatemeli chiamare così) è quella del puro spasso. Scendete in pista gente, oggi si balla. I tre di Berkeley si tolgono i panni famosi di punk rockers e tornano alle origini della specie con un dannato piglio danzereccio, che sa di genuino. Abituati a indie-dolci elaborati e contraffatti è come assaggiare una fetta di torta fatta dalla nonna: l‘avrai mangiata un migliaio di volte......ma vuoi mettere?
Dodici brani sotto i tre minuti, che suonano semplici e dannatamente più coinvolgenti ad ogni ascolto. Il singolone "Mother Mary" è il pezzo che serviva agli Strokes del dopo "Last Nite" (in ascolto in fondo al post), "Highway 1" farebbe molto comodo ad un qualsiasi album di Hives o Mooney Suzuki. La voce di Billie Joe Armstrong (qui Reverend Strychnine Twitch) si sente eccome e si capisce istantaneamente, anche grazie ad un brano come “Pedestrian”, che gli Hot Tubs sono i Green Day prima diventare i Green Day, con la stessa voglia di divertirsi che avevano nell’89. Siamo insomma davanti ad una band dalle molteplici sfaccettature: dal recente risvolto politicamente impegnato di “American Idiot” (vedi crociata anti-Bush), a quello di precursori pop del punk anni 90 (insieme a Rancid, Blink e Offspring), fino a quello odierno di old school rockers che fanno fischiare gli hammond e tuonare gli ampli come una garage-brit-band dei sessanta. Oggi, da Berkeley, arriva un gruppo vecchio che suona come quarant’anni fa. Dov’è la cosa buona? Chiedetelo a vostra nonna.

Ascolta "Mother Mary" (singolo)



Foxboro Hot Tubs:
Reverend Strychnine Twitch, Mike Dirnt, Tre Cool, Jason White, Jason Freese.

" ... We are four guys who love to play music and be spontaneous, [and] after a few late night jams and a few too many bottles of wine, we were inspired to record some rockin' eight-track recordings".

sabato 17 maggio 2008

CRAIG CLEVENGER "IL MANUALE DEL CONTORSIONISTA"

- Frequenze Books -

Craig Clevenger
Il manuale del contorsionista
Mondadori - Collana: Strade blu Narrativa
Pagine 257 - Formato 15x21 - Anno 2005

Soffri di emicranie “da spaccare in due la testa di Dio”. Prendi tutti i farmaci che ti capitano sottomano sperando di placare il dolore. Puntualmente ti risvegli in un letto d’ospedale, mentre lo psichiatra di turno sta valutando il tuo stato di potenziale suicida.
La recidività ti obbliga ad assumere ogni volta una nuova identità, nel tentativo di evitare l’internamento psichiatrico.
Ti chiami John Dolan Vincent, Christopher Thorne, Eric Bishop, Daniel Fletcher. Hai venticinque anni e vivi a Los Angeles, sei un cocainomane, nella tua mano destra si contano cinque dita, nella sinistra sei, hai un’intelligenza sopra la media, sei un incredibile falsificatore, dalla tua mente nascono continuamente nuove identità, nuove vite.
Mistifichi documenti, crei nuovi passati, nuovi ricordi difficilmente verificabili, ed un presente da persona comune. L’invisibilità diventa la tua ossessione, la tua vita è un continuo gioco di prestigio, come quelli che ti insegnava tuo padre da bambino, un esercizio di contorsionismo mentale perpetuo.
Come se non bastasse, sei nel mirino di un’organizzazione criminale che vorrebbe assicurarsi i tuoi servigi e che non sembra accettare un “no” come risposta.
Romanzo d’esordio di Craig Clevenger, cult negli US, passato quasi inosservato in Italia, una scrittura cruda, maniacalmente attenta ai dettagli, una narrazione che dalle prime pagine, tipiche del romanzo introspettivo in prima persona che alterna abilmente flussi di coscienza e flash back dell’infanzia del protagonista, sfuma via via verso le atmosfere classiche del noir, mettendo in scena le ataviche debolezze ed angosce umane.
Clevenger deve la sua formazione letteraria, per sua stessa ammissione, ad autori come Calvino ed a maestri del noir come Thompson e Cain.
Per una volta, le note di copertina non deludono ed il commento di Chuck Palanhiuk “Giuro che negli ultimi cinque, anzi dieci anni, non ho letto un libro all’altezza di questo” non sembra la solita marchetta dovuta all’editore, ma un parere sincero.

Matteo Armillotta
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venerdì 16 maggio 2008

FAST REVIEWS

- From Our Records Pusher -

SPECTRUM meets CAPTAIN MEMPHIS
"Indian Giver"
Birdman

Un progetto ambizioso, ma del resto J.Spaceman (o piuttosto Sonic Boom, Spacemen 3 e Spectrum) ci ha abituati a questo ed altro. Il chitarrista inglese si è recato dalle parti di Independence, Mississippi, per incontrare Jim Dickinson, al secolo Captain Memphis, produttore e musicista di raro spirito, che vanta collaborazioni con Ry Cooder (Paris Texas), Dylan (1990s), The Stones (Wild Horses), Aretha Franklin (Spirit In The Dark), Big Star (Like Flies on Sherbet), The Cramps (Red Headed Woman). Il risultato della joint venture è un album all’insegna di una psichedelia bagnata tanto nel blues quanto nel rock motorico dei Neu! Instant classic. per tutti i fan di Primal Scream, Spiritualized e The Stooges.

(MP3)Spectrum meets Captain Memphis - Take Your Time


LANGHORNE SLIM
“Langhorne Slim”

Kemado

Dopo 3 anni di quasi assoluto silenzio ecco l'atteso nuovo lavoro di Langhorne Slim. Già si parlava di una promessa in ambito alternative-folk. Ma è come se Langhorne Slim avesse egli stesso paura di esplodere,come se scrivesse per pochi intimi. E’ del 2005 il meraviglioso “When The Sun’s Gone Down”,il debutto su lunga distanza, e gia si intravedeva l’ispirazione urgente, figlia del folk scarno dei Violent Femmes, non foss’altro perchè il batterista di Slim è tale Malachi DeLorenzo, figlio di Victor, appunto nelle femmine violente. L’album contiene 13 brani magicamente sospesi fra prewar Folk, Blues, Bluegrass e Country arrangiati qui in chiave moderna.Promessa mantenuta,e di questi tempi...

(MP3)Langhorne Slim - Rebel Side Of Heaven


ATLAS SOUND
“Let the blind lead those”

4AD

Bell’esordio esordio solista di Bradford Cox, anima e volto dei Deerhunter. "Let The Blind Lead Those" è un disco registrato in intimità, un flusso di coscienza che mischia cantautorato, garage rock ed elettronica. Cox costruisce un piccolo muro di suono che vive anche di arpe, violini, e, ovviamente, della sua voce inconfondibile. Capace di slanci pop emotivamente intensi.

(MP3)Atlas Sound - 'Recent Bedroom'


EL PERRO DEL MAR
“From The Valley To The Stars”

Memphis Indsutries

Ritroviamo la svedese Sarah Assbring con un secondo album che non mancherà di ammaliare tutti gli amanti del pop più onirico, delle palpitazioni evanescenti ed inquiete. In questo From The Valley To The Stars la signorina Assbring propone canzoni trasparenti, soffici e accorate. Tastiere pastello dal retrogusto vagamente acido, un'orchestra - la Gothenburg Symphony Orchestra - devota e misurata (oboe, flauto, tromba, corni, contrabbasso, persino un sitar), reminiscenze di Sparklehorse (la title track), melodie degne della migliore Beth Gibbons (Glory To The World) o unit