- Frequenze Indipendenti -
In un epoca esasperata dal contenuto, dalla saturazione e dalla sovraesposizione continua, è raro trovare artisti che preferiscono aggirarsi nell’ombra, lontano dall’occhio di bue.
Thomas Pynchon, ad esempio, è forse il piu famoso tra gli autoreclusi: un uomo oramai senza un volto, che di tanto in tanto se ne esce con un romanzo ricco di storia, quanto deformato di fantasia.
Per i Goat vale lo stesso discorso.
Possono tranquillamente qualificarsi come il più grande mistero moderno in chiave pop-culture.
Chi sono questi musicisti mascherati?
Sono veramente membri della comunità artica di Korpilombolo?
La loro musica è retaggio di un patrimonio culturale così isolato?
O un gioco a buon mercato di appropriazione culturale?
E' quasi impossibile individuare le esatte origini del suono di un gruppo tanto sfuggente.
E come se non bastasse, Requiem, il terzo album in studio, offre ancora più domande che risposte.
Proprio come il compagno recluso Pynchon, la forza dei Goat sta nel creare un mondo dove il confine tra verità e finzione è talmente fosco che tutto quello che puoi fare è crogiolarsi nella loro genio criptico.
Requiem in definitiva ha un accento piuttosto folk, permeato com'è di un ritualismo bucolico inedito, pur senza rinunziare ad evocare le afose pulsazioni pagane che ci hanno irretito nei loro album precedenti.
E forse l'aspetto più sconcertante ci attende in chiusura, con l'ultimo brano brano "Ubuntu".
La canzone è poco più di una linea di piano elettrico, fino al ritornello, una reprise di "Diarabi", brano presente sul loro primo album.
Qui si crea una sorta ciclo infinito di riflessione e di ringiovanimento, morte e rinascita.
Visualizzazione post con etichetta Goat World Music. Mostra tutti i post
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13/10/16
30/07/14
GOAT - COMMON
- Frequenze super news -
Forse non sapremo mai chi si cela dietro ai Goat. Se si tratti davvero di una superband, se sia vero che esistono da più di 40 anni ("da prima degli ABBA" dicono) ed la lineup precedente fosse formata dai genitori degli attuali membri, tutti, ieri come oggi, simpatici "inquilini" di una bizzarra comune in quel di Korpirombolo.
L'unica certezza, che spazza via in un baleno tutta questa aura etno ancestrale di mistero, è che il nuovo album, in uscita a Settembre, così come il precedente, sarà destinato a scompaginare parecchie top 10 annuali.
P.S. concedetemi un ulterione certezza: forse mai li vedremo in Italia. Felicissimo di essere smentito.
23/10/12
NUOVO CULTO
"Goatman made me pull my shirt off and start quoting Predator 2:
“Voodoo magic. Fucking voodoo magic, man!”
John Doran (TheQuietus)
“The sound of giant crystal meteorites being fired out from the black hole of a new psychedelic
mass -INCREDIBLE!”
Cherrystones
“Tremendous heavy afro psych funk with killer fuzz-wah guitars, stonking afro percussion
and furious afro voice”
Optical Sounds
GOAT
WORLD MUSIC
rocket recordings, 2012
Stregoni svedesi da un piccolo villaggio sperduto e al primo album, i Goat sono una sorpresa enorme. Impastano un suono allucinato di psichedelia, schegge di kraut, space, afro beat con colate di fuzz incadescente. Vecchia materia ancestrale aggiornata al gusto odierno. E riescono ad essere davvero credibili, trasportanti e piacevoli - il che non guasta - per la negritudine che emanano da tutti i brani. Spogliato da slogan ed imberbi entusiasmi, rimane un album molto vario, con derive acidelle. Almeno la metà dei pezzi merita alla grande (già una mezza rarità). Il resto intriga.
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