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15/01/18

MAH!?

- Frequenze news -
 


JACK WHITE - CONNECTED BY LOVE


Il 2018 si è aperto nel modo più imprevedibile possibile.
Chi avrebbe mai immaginato che Black Eyed Peace potessero rendere grazie al Dio del rap, mentre un loffio Jack White ci ha deluso con un singolo insalvabile anche dal fan più partigiano.
La tocco piano: dire che ascoltarlo è una perdita di tempo è già di per se una perdita di tempo.
Una ballad che al mio socio ha ricordato i Roxette, a me Paul Young.

Attenzione, non siamo hater, siamo delusi.

24/10/16

SUPERSONIC

- Frequenze documentary -


Noi figli degli anni '90 non possiamo rimanere indifferenti.
Perché si può dire tutto, che siano dei cazzoni, arroganti e presuntuosi, che dal vivo siano una mezza fregatura, che in confronto ai Blur perdano su tutta la linea, ma quelle melodie lì, rimangono quelle melodie lì.
E non c'è nulla da fare: finché muori non te le scordi più.

Sfido chiunque, anche i più feroci antagonisti di genere, a dire il contrario.

13/10/16

GOAT - REQUIEM

- Frequenze Indipendenti -
 

In un epoca esasperata dal contenuto, dalla saturazione e dalla sovraesposizione continua, è raro trovare artisti che preferiscono aggirarsi nell’ombra, lontano dall’occhio di bue.
Thomas Pynchon, ad esempio, è forse il piu famoso tra gli autoreclusi: un uomo oramai senza un volto, che di tanto in tanto se ne esce con un romanzo ricco di storia, quanto deformato di fantasia.

Per i Goat vale lo stesso discorso.
Possono tranquillamente qualificarsi come il più grande mistero moderno in chiave pop-culture.

Chi sono questi musicisti mascherati?
Sono veramente membri della comunità artica di Korpilombolo?
La loro musica è retaggio di un patrimonio culturale così isolato?
O un gioco a buon mercato di appropriazione culturale? 
E' quasi impossibile individuare le esatte origini del suono di un gruppo tanto sfuggente.

E  come se non bastasse, Requiem, il terzo album in studio, offre ancora più domande che risposte. 

Proprio come il compagno recluso Pynchon,  la forza dei Goat sta nel creare un mondo dove il confine tra verità e finzione è talmente fosco che tutto quello che puoi fare è crogiolarsi nella loro genio criptico.

Requiem in definitiva ha un accento piuttosto folk, permeato com'è di un ritualismo bucolico inedito, pur senza rinunziare ad evocare le afose pulsazioni pagane che ci hanno irretito nei loro album precedenti. 
E forse l'aspetto più sconcertante ci attende in chiusura, con l'ultimo brano brano "Ubuntu".
La canzone è poco più di una linea di piano elettrico, fino al ritornello, una reprise di "Diarabi", brano presente sul loro primo album.
Qui si crea una sorta ciclo infinito di riflessione e di ringiovanimento, morte e rinascita.

11/10/16

VANISHING TWIN - CHOOSE YOUR OWN ADVENTURE

- Frequenze news -


"Broadcast, The Oscillation, Innerspace Orchestra, Tomaga, Uuuu, Neon Neon, Zongamin, Floating Points costituiscono solo alcuni dei trascorsi dei cinque componenti dei Vanishing Twin.

E c'è tutto il mestiere di Malcolm Catto (The Heliocentrics, DJ Shadow, Mulatu Astatke, The Gaslamp Killer, Orlando Julius...), che produce."

Un mio amico (di cui c'è da fidarsi) su Facebook.


Formed in 2015, Vanishing Twin came together to make an exploratory record that marries oblique English pop with a palette of arkestral sounds.
Having previously released a string of conceptual cassettes under the name Orlando, founder Cathy Lucas named the group after her vanishing twin, an identical sister absorbed in utero, when they were both still a cluster of cells.



27/09/16

THE GASLAMP KILLER - INSTRUMENTALEPATHY

- Frequenze Indipendenti -


Ricordate la teoria secondo cui la maggior parte degli album cardine del rock composti tra la metà degli anni '60 e fine dei '70 siano stati influenzati pesantemente dall’abuso di morfina o di suoi derivati.
Non penso ci siano dubbi al riguardo.
Come non ce ne sono per l’ultimo album di GLK, in buona parte prodotto allettato dopo un incidente quasi fatale, sotto sedazione da morfina.
Ed infatti, come vuole la teoria, ci benedice con qualcosa di veramente unico: la produzione sperimentale e la mescolanza di riff psichedelici, elettronica e ritmi orientali fanno per un'esperienza di ascolto davvero originale.

Ospiti speciali: Miguel Atwood-Ferguson, Gonjasufi, Mophono, Amir Yaghmai, The Heliocentrics, Kid Moxie e Niki Randa.

 

21/06/16

WHITE DENIM - STIFF

- Frequenze Indipendenti -


Il motivo per cui White Denim non abbiano attecchito in Italia è un mistero che in confronto quello della fede è un cruciverba facilitato.

Finora sono state davvero poche le apparizioni nel nostro paese per una band al sesto album e con un grosso seguito negli States.
Forse troppo imprevedibili per le sacre certezze del rockettaro nostalgico nostrano.
O troppo poco collocabili.
O vittime del rigetto per il rock sperimentale di fattura ’70 che ha caratterizzato l’ultima decade.
Non saprei, io li adoro proprio per tutti questi motivi.
Compreso l’ultimo album che se vogliamo è ancora più accessibile di Corsicana Lemonade, ma sempre saturo di energia, invenzioni melodiche e rock and roll frenetico e primordiale.
Uno o due tracce hanno l'anima mainstream. 'Ah ah ah ah' è un allenamento soul / funk estremamente accattivante che ricorda zio Stevie.
'Take it Easy' di contro echeggia zio Curtis.
Ancora meglio è"Mirorred in Reverse" che martella con riff pesanti e i vocalizzi schizzofrenici di James Petralli.

La porta è chiaramente aperta ad espandere la loro base di fan.
Attenzione però a non scivolare nel territorio dei Black Keys.
Quello si, sarebbe un errore.
 

06/06/16

RYLEY WALKER - THE HALFWIT IN ME

- Frequenze news -
 

C’è poco che dire, le atmosfere creata da Walker con le sue canzoni, la sua voce e soprattutto le sue corde, sono sognanti ed intriganti, specie per chi ama i paesaggi sonori sospesi tra rock, jazz e folk progressivo.
Suoni da fine sixties, visioni dolci, allucinazioni di provincia, musica vera, senza tempo per il massimo dei voti

N.B. Ryley Walker suonarà a Marina di Ravenna sul palco del Beaches Brew Festival mercoledì 08 giugno. E, dettaglio molto importante: al tramonto.

10/05/16

BEACH SKULLS - SLOW GRIND

- Frequenze review -


"Dreamin" "Blue" "Johnny" "Suede" "Beach" "Baby" "Liar"....
Analizzando semplici parole rubate a caso tra i titoli delle canzoni dei Beach Skulls, l’immaginario è chiaro e ben delineato.
Di certo l’ispirazione non proviene dal profondo degli anni ’80, lo capirebbe anche un bambino.
Qui siamo belli comodi a bordo di una Cadillac rossa fiammante sparata a Santa Fe.


E, se sarebbero da condannare per abuso di clichè, musicalmente sono assolti con formula piena.


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