15/12/08

FREQUENZE DEPRIMENTI

- Una nuova rubrica semiseria -


Buongiorno/sera a tutti. Inaugura qui una rubrica estemporanea che parlerà di musica composta e suonata da artisti depressi, depravati, tossici, dissociati, nazisti, comunisti, necrofili ed in genere disgustosi, e diretta ad ascoltatori/lettori depressi, depravati, tossici, dissociati, nazisti, comunisti, necrofili ed in genere disgustosi. Musica con la quale non riuscirete mai a portare a letto una ragazza (anzi, musica da cui starei alla larga per il bene della vostra reputazione di fedifraghi e promiscui tombeur de femmes) MA con la quale potrete comunque impressionare, turbare e perfino spaventare la vostra vicina di casa ottantenne.
Mi chiamo Francesco, molto piacere.


Matt Elliott
Howling Songs
2008 - Ici D'Alleur

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C’è un nuovo disco di Matt Elliott. "Quello dei Third Eye Foundation", secondo una frase che mi son sentito dire da una dozzina di persone - come se esistesse al mondo qualcuno che non conosce Matt Elliott ma sguazza con i Third Eye Foundation... Pare che Howling Songs sia l’ultimo episodio, tra l’altro, a firma Matt Elliott prima della reunion della band di Bristol. Viva la vida. Howling Songs è il terzo episodio di una trilogia i cui primi due capitoli si chiamano Drinking Songs (disco dell’anno 2005 per un sacco di riviste avant-pop con la puzza sotto al naso) e Failing Songs. La musica è una specie di folk psichedelico massimalista iperdepressivo, in cui Matt suona tutto da solo campionandosi in tempo reale e rimandando in loop i suoni (tipo KT Tunstall): per lo più chitarre, ma c’è spazio anche per pianole, flauti, fisarmoniche e altri strumenti di derivazione zingaresca* e/o balcanica e/o di altre parti del mondo con un PIL pro-capite più basso di quello della Grecia. Va da sé che Howling Songs differisce da Failing Songs esattamente quanto Failing differiva da Drinking, cioè è la stessa identica sbobba, e se non fossero dischi tanto belli, sofferti ed importanti verrebbe da accanirsi contro il personaggio e liquidare tutto con una grassa risata. Così non è, purtroppo: nelle playlist della sezione Musica Per Non Scopare il nome Matt Elliott arriva sempre in testa alla classifica, anche se c’è da dire che quel gusto terzomondista negli arrangiamenti tenda a metterlo in sintonia con un po’ troppe persone e a renderlo un culto meno pagano e sotterraneo di quello che vi aspettereste comprando dischi di questo genere. Howling Songs, da questo punto di vista, non fa eccezione.

*se pensate che la parola "zingaro" non abbia accezioni negative non avete mai sentito usare il fenomenale corrispondente in dialetto romagnolo.

Francesco Farabegoli

16 commenti:

enver ha detto...

bellissimo. tutto.

Anonimo ha detto...

Che palle 'sti nerd.

Anonimo ha detto...

ps: Ben detto. Frequenze deprimenti.

chris ha detto...

che due maroni kekko

Kekko ha detto...

"franci". preferisco. :)

Anonimo ha detto...

io sinceramente sta rec non l'ho capita!

Castà ha detto...

Vai avanti così... La verità sta nei bassi fondi.

Gran disco (come del resto i precedenti) del Buon Matt.

Accendere 2 neuroni ogni tanto x impegnarsi in un ascolto che sia più lungo di tre minuti tre no eh?!??

Bravo!!!


Castà

S:F ha detto...

...non l'ho capita perché mi chiedo: se il disco recensito lo si considera un buon disco, perché costruirgli intorno una rubrica da "presa per il culo"?! lo so pure io che i dischi di Matt sono buoni dischi e che Drinking Songs è il suo capolavoro.

e la rubrica che porta quel titolo che la trovo parecchio fuori luogo!

Senza offendere per carità.
Saluti a tutti e buone feste.

Simone

Deni ha detto...

Io dico la mia poi al curatore della rubrica spiegare le sue intenzioni.
Si tratta semplicemente di affrontare un certo tipo di uscite in maniera più ironica. Dischi indubbiamente seri e affascinanti e che vale la pena ascoltare e comprare, che coinvolgono un certo tipo di pubblico, letti senza il pesante fardello della convinzione totale, che è quello che copre gli occhi e tappa le orecchie.
Io stesso trovo che quello di Matt Elliott sia un gran bel disco ma che sia felice non posso certo affermarlo.
Trovo "deprimente" un aggettivo abbastanza ironico e illuminante sul contenuto.

Bisogna sorridere, non offendersi!

Kekko ha detto...

dice Deni che devo spiegare le intenzioni -mi sembra un po' così, ho già scritto un paio di mila battute per il pezzo...

comunque: sì, FD parla di dischi negativi e depressi, e nel compilarla mi permetto un paio di sfottò. naturalmente nel pezzo sta SCRITTO (non è "intuibile", è "scritto") che howling songs è un bellissimo disco, quindi mi sento bello, bravo, ben pasciuto e al sicuro dalle critiche di chicchessia...
riguardo al disco in sè, tuttavia, c'è senz'altro un bell'alone di tristezza che sormonta tutto e rende un pelo indigeribile l'insieme, e magari è pure bello leggersi un miglione (la G è voluta) di recensioni in cui si parla di apocalissimi, millenarismo, depressione cronica, autismo costruttivo e tonnellate di carbolitio per via anale, ma howling songs rimane comunque un disco almeno in parte (auto)ironico; magari sono io a sbagliarmi e la copertina NON raffigura un gentiluomo ottocentesco (incredibilmente simile al dottor Xabaras) che si fa succhiare via il cervello da un bagherozzo alieno, ma comunque il post è firmato con nome e cognome e chiunque è libero di dissociarsi, sentirsi offeso, adirarsi, insultarmi, segnalarmi all'inquisizione od organizzare un pestaggio DIY :)

diego ha detto...

rimane il fatto che all'ultimo concerto di Matt Elliott c'era un sacco di figa (NdR) e tutto ciò rimane alquanto deprimente. ovvero splendido (post, disco, curatore etc etc).

kris ha detto...

Deprimente è il modo in cui viene trattato l'argomento, non un gran disco.
Accendine anche 4 di neuroni nei tuoi bassifondi, castà.

Castà ha detto...

Quello che intendevo dire è che spesso molti dischi vengono etichettati come "pallosi" sopratutto per il fatto che non si presta la dovuta attenzione in quanto l'ascolto non è immediato.

Purtoppo stamo vivendo in un era in cui tutto viene calcolato in termini di velocità di lettura (Ho visto una rivista che scriveva in quanti minuti puoi leggere i vari articoli pubblicati in modo da decidere a priori se leggerlo o meno) e di ascolto.

Non intendevo offendere nessuno, ma l'attuale mercato discografico è pregno di uscite tanto inutili a mio avviso. ù

Ciò a scapito di opere di valore artistico più elevato alle quale questo fast food musicale toglie quasi tutto lo spazio.

Alcuni anni fa si conoscevano i titoli delle canzoni dei dischi che si acquistavano.

Ora si ascolta la 2, la 4 , la 9.
Mi ci metto anche io nel mucchio.

Proverò a togliermi presto e visto che ci sono proverò ad accenderne un pò di più di neuroni.

Grazie a tutti.

Anonimo ha detto...

c'è anche da farsi un'altra super-domanda: perché sto post sta raccogliendo così tanti commenti e tutti gli altri manzo mezzo?!!!

bellastoria!

Anonimo ha detto...

Se ne parla come se in Africa facesse una bufera di neve.

vostro affezionato

Anonimo ha detto...

Lasciatemi stare castà e kekko che son le due persone che più han contribuito a plasmare i miei gusti musicali....Cazzo forse dovrei cominciare a prendermela un po'con loro anch'io..
Matteo

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