19/07/08

THE GREAT OTIS REDDING SINGS SOUL BALLADS

- Frequenze Old School and Porretta Soul Festival -

Da molti considerato il più bel disco soul della storia. Io mi associo al coro di voci che osannano The Great OTIS REDDING Sings Soul Ballads (Volt, 1965) , approcciandomi a quest’album però come ad un’opera molto più vasta dell’etichetta che porta virtualmente appiccicata sulla copertina.
Otis Redding è principalmente un interprete eccezionale, oltre alle indubbie doti vocali che lo rendono riconoscibile entro i primi 5 secondi di un qualsiasi suo brano. Mentre scrivo, quel cerchio tutto nero, con quei microsolchi che formano decine di altri cerchi concentrici , sta girando sotto la puntina, avvicinandosi piano al proprio cuore, come al cuore del suono, accordando il mio stato emozionale alle atmosfere che si respirano dai diffusori.
Non è soltanto soul music. Otis ha la capacità di unire il rhythm’n’blues e il gospel e riversarli nella coscienza di ogni brano affermando la complessità e la completezza del bagaglio di conoscenza che lo contraddistingue: cantante ed autore, ma anche musicista in toto. Piano, basso, chitarra e batteria erano gli strumenti che dominava, firmando una carta d’identità che tra i segni particolari portava la dicitura "genio".
Rarissimo, in quegli anni, era trovare un interprete che fosse anche l’autore di quasi tutte le liriche dei brani, come in questo caso. I pochi pezzi che Redding prende in prestito, sono di Sam Cooke (quello che per Otis è sempre stato l’esempio da seguire, la strada da percorrere) e di altri artisti con la stessa attitudine del Nostro a fondere i diversi aspetti della musica nera, sfornando gioielli di musica popolare.
Attenzione: nessuna vera hit da classifica è compresa (come invece accadde per album successivi come il ben più famoso The Dock Of The Bay) ed una chiave di lettura sbagliata potrebbe indurre a pensare che di fondo il livello complessivo sia buono, ma nulla di più. La realtà delle cose invece sta nella coesione assoluta e nell’equilibrio perfetto che ogni singolo dettaglio mostra, esattamente come un’opera-simbolo di un’epoca e di uno stile dovrebbe possedere.

Marco Rota


(Mp3) Otis Redding - That’s How Strong My Love Is
(Mp3) Otis Redding - Woman, Lover, A Friend
(Mp3) Otis Redding - For Your Precious Love



Porretta Soul Festival

Otis Redding morì in un incidente aereo all’età di soli ventisei anni, ma quello che ha lasciato è un patrimonio inestimabile. C’è chi, anche qui nel nostro bel paese, ci tiene ad omaggiare Otis da ormai quasi ventun’anni, con un festival di musica soul che può dire di aver annoverato nella propria scaletta di performers, i migliori artisti soul e funk di questo pianeta. Isaac Hayes, Booker T. & The MGs , Wilson Pickett, Percy Sledge, Rufus & Carla Thomas, Solomon Burke, Irma Thomas, sono solo alcuni dei nomi che hanno calcato il palco del festival, situato al Rufus Thomas Park.
Anche quest’anno il festival, arrivato alla sua ventunesima edizione, è in corso di svolgimento.
Se desiderate maggiori e più dettagliate informazioni, andate alla home page del festival: www.porrettasoul.it

Porretta Soul Festival, Tribute To Otis Redding
21a Edizione, 17 – 20 Luglio 2008 (July 17 – 20)
Graziano Uliani, Direttore Artistico
Porretta Terme, Rufus Thomas Park

Marco Rota

2 commenti:

Zonda ha detto...

Pensa te. Non sapeveo fosse polistrumentista... Un grande.

Marco ha detto...

The "Great"...non a caso!

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