12/05/08

NICK CAVE AND THE BAD SEEDS LIVE at FOREST NATIONAL (Vorst Nationaal)

- Bruxelles, 01 Maggio 08 -

Il Belgio è un lembo di terra grande come l’Emilia Romagna e la Lombardia messi insieme. Un giardino verde interrotto soltanto dalle poche, piccole città (eccezion fatta per Bruxelles) sparse fra le tre regioni di cui è formato. Ci sono molti aspetti interessanti che possono colpire una mente arguta, ma la valutazione di un italiano medio, si sofferma primariamente su due: 1. Le macchine si fermano sempre, incredibilmente, per farti passare sulle strisce pedonali. 2. I concerti cominciano esattamente all’ora scritta sul biglietto (alle 8 di sera). La birra e il cioccolato sono altri “aspetti interessanti” ma faccio finire qui il mio teatrino del superficiale.

A precedere il main event del Forest National, Dave Graney ‘n’ The Lurid Yellow Mist, un trio psych-country-blues acustico australiano, che ha semplicemente incantato. Immaginatevi un Johnny Cash più burlone, che rifà i 13th Floor Elevators in versione countreggiante, accompagnato soltanto dalla sua chitarra acustica, una chitarra bassa e un vibrafono. La lunga fila al merchandising mi ha fatto desistere dall’acquistare i loro dischi. In fondo, internet esiste anche per evitare le file.
La barbona brizzolata di Warren Ellis è la prima cosa che noto quando entrano i Bad Seeds. E’ bello pensare, come per alcuni miti, che in quelle escrescenze risieda una forza vera. La sua particolare figura deconcentra, spiazza, incanta almeno quanto quella di Nick Cave. Ellis è un vecchio eremita in completo gessato, un guru indiano in vacanza nei balcani, il vero ago della bilancia del concerto a cui ho assistito: il suo violino diventa come la Gibson di Jimmy Page, la strato di Hendrix o lo stradivari di Paganini in base ai suoi slanci. Appena dietro ci sono i "Semi Cattivi": un meccanismo che rimane perfetto anche nell’improvvisazione, un lussuoso e comodo cuscino di velluto su cui quell’animale da palco di Cave sa di poter cadere senza mai farsi male. Non c’è James Johnston sul palco (peccato), forse impegnato con i suoi Gallon Drunk. A causa della defezione, Mick Harvey è costretto per buona parte del live davanti ad un organo, con la consueta schiera di chitarre alle spalle, questa volta in secondo piano. Quando Il vocione punk di Cave intona “The Night of the Lotus Eaters” si capisce immediatamente che saranno tuoni e fulmini. Nick Cave...è il rock’n’roll. Aggredisce, urla, straparla, balla, spinge i suoi compagni, percuote il suo hammond, suona tre note della Telecaster e sembra stia intonando una sinfonia. L’esperienza Grinderman gli scorre nel sangue, l’ha nutrito, si sente. Il suo fascino riesce a passare indenne da ogni tipo di errore a cui è sottoposto: dieci minuti buoni di stecche, inciampi vari sui fili del microfono, chitarra regolata male. Chissenefrega. La maggior parte del pubblico è estasiata, gli altri, i non-giovani, sorridono e applaudono. “Looka Yonder! Looka Yonder! A big black cloud come!!”. Così attacca “Tupelo”, sbracciandosi e indicando l’orizzonte. “Deanna” è gridata con tutta la foga che ha in corpo. Le anime soul di “The Ship Song” e “Jesus Of The Moon” escono da ogni accordo di piano e ti passano da parte a parte, “Papa Won’t leave you Henry” trasforma il Forest National in una enorme sagra di paese, dove si salta tenendosi a braccetto. Il tempo passa ma nessuno sembra accorgersene. I nostri sono “costretti” a due bis: Cave non ha più la camicia e la giacca ma esce con una maglietta nera dei Grinderman. Il suo cuore è lì: nel suono scarno, nel blues urlato in faccia alla gente. E così, spaventando due ragazze in prima fila, ti ringhia “Get Ready For Love”, come fosse “No Pussy Blues”. “Into my Arms” e "Stagger Lee" sono due parentesi per respirare prima del definitivo fuoco, “Hard on for Love” da “Your Funeral My Trial”. I Bad Seeds sono una sola infuocata meteora. Sette diavoli urlanti. Guardarli ed ascoltarli è stato come respirare l’essenza rock’n’roll degli ultimi 40 anni. Un approccio così, signori, non si insegna.


Mp3:
Nick Cave and The Bad Seeds - The Ship Song (Live at Forest National - Bruxelles)
Mp3: Nick Cave and The Bad Seeds - Today's Lesson
Mp3:
Nick Cave and The Bad Seeds - We Call Upon the Author

SPECIALE DELLA TV BELGA SULLA SERATA
(Riprese del Live, intervista,etc.)

6 commenti:

Anonimo ha detto...

pare che il buon Nick
abbia un cachet
di 70.000 sesterzi !

Deni ha detto...

I biglietti per Bruxelles costavano 39 eu (42 in prevendita). Moltiplichiamoli per più di diecimila persone...I 70.000 sesterzi li avrei spesi anche io caro amico...

mr.kapp ha detto...

vorrei anche un bell'articolo sui l'altro concerto di Bruxelles..TINDERSTICKS..

Gig ha detto...

Sticazzi amisci....il report di un'evento del genere non è da tutti.
Complimenti.

Anonimo ha detto...

cavolo
deni
mi hai fatto venire
una buona idea !

:-)

Anonimo ha detto...

ritorno sui miei passi.
nelle due date di Spello e Firenze
gli organizzatori ci hanno rimesso
30-40.000 euro !

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