17/01/08

IO, LA ROUGH TRADE E I RADIOHEAD

- Intervista estemporanea a Phil Selway, batterista dei Radiohead -

Cronaca di un pomeriggio Londinese.
Di Claudio Cavallaro (Granturismo)

E' tutto vero.
Stamattina non sapevo cosa fare: continuo le mie ricerche alla British Library o passeggio per un parco? Ho preso su le mie sigarette e i miei pensieri e verso le 2 sono uscito. Come sempre vado in direzione del negozio della Rough Trade, a due passi da casa.Spero di incontrare Pete, il boss dell'etichetta, e lasciargli le cazzate che ho registrato con i Granturismo. Se l'Orso Yogi avesse capelli lunghi, lisci e biondastri e occhi azzurro-grigi potrebbe ricordare Pete. La prima volta che ho incontrato l'uomo che stringe, nelle sue mani, le redini dell'Empireo Dorato della musica che riempie le giornate (e svuota le tasche) di moltissimi di noi, l'ho trovato placidamente intento a preparare sandwiches al burro per il gruppo di 14enni che provava "The Final Countdown" nel retro del negozio. Spero di aver reso un pò l'idea dell'uomo. Ma forse è solo un altro figlio di puttana travestito da orsetto.. Insomma, passo da lì e mi becco una gran fila ordinata di gente: vabbè che sono a Londra, ma qui gatta ci cova. Curioso come un gatto rosso (appunto), ho chiesto agli infreddoliti cosa stava succedendo.
C'è uno showcase dei Radiohead. Quanto costa. Niente, mettiti in coda.
Obbedisco intontito, forse non ho capito bene. Richiedo. Qualcuno conferma. Data a sorpresa.
Aspetta: i Radiohead, uno dei gruppi più emozionanti e spassosi di sempre, sono qui per me, e sono qui gratis. Esattamente come le persone che incontro in ogni goccia della mia vita.
Mi riprendo stranamente in fretta, non so perchè ma mi sembra tutto molto naturale.
Parlo con un pò di gente, e mi accorgo che la maggior parte sono veri londinesi (ho incontrato solo 2 italiani e un tedesco), e la maggior parte di questi london born-&-bred ha fatto buca al lavoro per essere qui. Chiedo com'è il nuovo disco dei Radiohead e mi sento rispondere: "In Rainbows è la cosa migliore da Kid A", "è così denso e semplice da toglierti il fiato", "quando lo ascolto in cuffia dimentico qualsiasi cosa attorno a me, i miei problemi e le mie gioie". Mi sa che domani faccio un salto al negozio di dischi..Si fa scuro, piano piano. Yvonne di fianco a me, deliziosa nativa ma francese nel basco e nel nome che indossa, dice che sta gelando e vorrebbe un tè. La invito al bar della Rough Trade, a patto che i suoi amici ci tengano il posto. Una decina di roadies sta montando il palco (tra l'altro, ci avete mai fatto caso che i roadies di tutte le latitudini del pianeta si assomigliano tutti?), e ho ulteriore conferma quando caricano il Fender Rhodes e i giocattoloni di Johnny Greenwood. Noto Thom Yorke seduto in disparte davanti a un lap-top. Nonostante abbia il sopracciglio sinistro del tutto paralizzato e il suo volto non esprima molte delle sue emozioni, mi trovo vicino all'uomo che ha trovato molti più eloquenti modi per farle arrivare a noi. in ogni caso è evidente che fa finta di niente, ma è teso: lo sarei anch'io se una trentina di teenagers brufolosi mi stesse guardando come se si trovassero davanti al gorilla albino dello zoo di Barcellona. Quindi mi dileguo in fretta con la mia nuova amica. Mentre stiamo chiaccherando di un disco di Billy Childish, Noto un uomo pelato con una bellissima giacca gessata marrone. Mi guarda per un momento. Lo chiamo: "Phil!" e gli vado incontro. Stringo la mano al batterista dei Radiohead e gli dico che questo concerto e tutto quello che hanno fatto durante la loro carriera ha un valore inestimabile per quelli che stavano in coda al freddo là fuori, e non solo per loro.
Gli chiedo se è consapevole di questo:
"A volte sì. In fondo facciamo solo quello che ci va di fare".
Visto che mi sembra quasi di parlare con un cliente del negozio mi sciolgo e chiedo ancora:
Cla: "Adoro il tuo modo di suonare. Cosa senti quando suoni nei Radiohead? Cosa ti viene spontaneo fare quando ti trovi davanti ad una vostra nuova canzone? Me lo chiedo spesso quando ascolto la tua parte in canzoni come The National Anthem o Let Down, dove il tuo modo di suonare mi commuove."
Phil:"Non saprei. Mi siedo. Mi concentro e ascolto gli altri. Cerco di rendermi utile, e di suonare solo quando ce n'è bisogno. Non saprei come spiegartelo!"
Cla:"Forse intendi dire che sei lì per "servire" la canzone?"
Phil: (ci pensa, poi mi sorride) "Esattamente! Hai reso molto bene l'idea!"
Cla: "Quindi hai dovuto annullare, diciamo, il tuo "Drummer Ego", no?"
Phil: "Assolutamente. Se seguo il mio "Drummer Ego", come lo chiami tu, non arrivo proprio da nessuna parte. Soprattutto con un gruppo come il mio!! (ride)"
Cla: "Non voglio caricarvi di ulteriori responsabilità, ma lo sapete di essere i "Led Zeppelin" di questa generazione, vero?"
Phil: "Spero di no. Non mi va di finire nel posto dov'è finito John Bonham!!! (ridiamo)"
Cla: "Se mai qualcuno dei tuoi compagni si stufasse di suonare nei Radiohead, cosa faresti? Per esempio, non so, se Johnny Greenwood un giorno annunciasse che vorrebbe mettere su un nuovo gruppo e dedicarsi al Reggae.."
Phil: "Uh. Potrebbe essere interessante, anche se non ce lo vedo Johnny a suonare del reggae!!! I Radiohead sono 5 persone del tutto diverse che insieme diventano quello che vi piace tanto. Senza uno di noi non penso che avrebbe senso andare avanti, almeno non come Radiohead". Poi sbiascica qualcos'altro ma il frastuono attorno e il suo pesante accento di oxford mi colano dentro le orecchie, impedendomi di arrivare a lui. "Do'wore. 'twasn that impotan!". Mi stringe la mano e se ne va. Col cazzo, che non era importante, Phil. Continua a distruggerti l'Ego per noi. Torno in fila. E' lunghissima. Stringe tutta la Truman Brewery come un abbraccio e sfuma per Commercial Street. Un ragazzo di Treviso mi offre una Stella Artois. Non gli parlo del mio incontro, tanto non mi crederà. Proprio come te che leggi adesso. Sono le 6 ormai, tra un pò si entra. La gente sta cominciando a scalciare per il freddo del nord e l'eccitazione. Ma dura poco. Finalmente aprono le porte del negozio, così si vocifera là davanti. Vai, si entra. Poi due ciccioni cominciano a smontare le transenne, dicendo che è tutto pieno, ma alle 8.30 c'è la diretta su internet: sorry, folks! La gente sembra accettare, senza fare storie, ma la cosa è silenziosamente detestata. Io me ne vado a casa. Passo davanti all'entrata. Pete è di fianco all'ingresso, seduto come Buddha mentre sorseggia qualcosa. Sta guardando tutte quelle pecorelle entrare ebeti e felici nel suo locale, dopo aver aspettato ostinatamente il concerto dei loro beniamini dalle 10 del mattino. Ha uno sguardo che dice a ognuna di loro "spero tu ti goda il sandwich che ti ho preparato". Per quanto riguarda me, io me lo sono gustato eccome, in ogni caso. Qualcuno, per favore, benedica quel figlio di puttana travestito.

>>>QUI<<<
Qualche info dal sito Rough Trade
>>>QUI<<<
Il video della BBc con le interviste a chi era in fila
>>>QUI<<<
"All I Need" - Radiohead Live @ Rough Trade
>>>QUI<<<
"The Bends" - Radiohead Live @ Rough Trade
.

24 commenti:

Chelo ha detto...

Sono sincero. Io non avrei neanche avuto il coraggio di avvicinarmi.

Loky ha detto...

Ci sono quelli che vanno in giro e quelli che DEVONO lavorare!!!!!!!
Volevamo andarci anche noi ma in questo periodo siamo nella kakka più totale causa esami a ripetizione e lavori in aziende della City.
Sono più che felice di leggere su un blog italiano le cose più interessanti che accadono qui a Londra.Avete battuto anche i blog e i siti specializzati inglesi.
Complimenti.

Creamy ha detto...

Ecco un'altra assente giustificata
;)

Giuli ha detto...

Ciao Djs!!!!!
Adesso sono certa di poter seguire la buona musica anche durante la settimana!
BaciBaci
Giu :D

Giuli ha detto...

P.s.:
Thanks for the good music!

Claude Horser ha detto...

Grazie mille per i complimenti, loky, e penso di parlare a nome degli altri due (Ale e Deni) che, mentre io sono a Londra a bighellonare per voi, loro si spaccano il culo per farvi avere ogni giorno una notizia curiosa per la vostra pausa caffè al lavoro.
Sono contento che qualcuno l'abbia notato.. WOW!

loky ha detto...

noto una vena polemica claude horser.
La mia era una battuta :^

Claude Horser ha detto...

no no, scusa nessuna nota polemica, si vede che mi sono espresso male.
ci riprovo.
siate riconoscenti con 'sti ragazzi, perchè magari sembra che non facciano un "cazzo", ma stanno lavorando per allietare voi, che magari faticate e vi stressate al lavoro o a scuola. se tu scrivi "Sono più che felice di leggere su un blog italiano le cose più interessanti che accadono qui a Londra.Avete battuto anche i blog e i siti specializzati inglesi." penso che tu gli abbia tributato un complimento F-E-N-O-M-E-N-A-L-E.
quindi stai sicuro che domani la loro schiena si spezzerà un pochino di più.
E tutto questo per il tuo commento!!!!
quindi a'sto punto: complimenti anche a te, Loky!

Loky ha detto...

Ehm....la battuta era su quello che ha scritto l'articolo,non altro!
I ragazzi del blog non centrano!
Mai oserei!
Cmq era una battuta ;)!

Claude Horser ha detto...

Ah! io che bighellonavo mentre voi lavoravate?
ehmbè?
cosa c'è di male?
tu non avresti fatto lo stesso nei miei panni?
io ho solo fatto quello che avresti fatto te se ti fossi trovato a londra, libero da cartellini da timbrare o libri da studiare, e per strada avessi, toh, inciampato su un sasso chiamato radiohead.
ti ho solo descritto il sasso come se tu fossi cieco perchè, magari non me lo chiedi direttamente, ma vorresti saperlo.
quindi sì, bighellonavo.
Alla faccia vostra!!!!!
lavorate schiavi!!!

lady ha detto...

Questi uomini che si perdono in un bicchier d'acqua!
:)

giulia ha detto...

dio quanto ti invidio! jonny l'hai visto per caso?

Claude Horser ha detto...

No Johnny, no.
solo thom e phil.
ma ho visto qualcuno dei suoi giocattoli, quindi in qualche modo l'ho visto.

l'invidia è una brutta bestia: capito?!?!?!?!?!?!

Claude Horser ha detto...

Quanto hai ragione lady..
parlo per me almeno!
me lo dice sempre anche la mia adorata signora.
miao.

Nitecruz ha detto...

Deve essere stato una figata

Ste ha detto...

Grande Claude! la notizia e' anche su rockol!

Anonimo ha detto...

ma quante puttanate racconta questo claudio cavallo!

a. ha detto...

@Anonimo:Ti Tira Il Culo,Eh?!?

TORAZINA ha detto...

Che palle che fate tutti. Non riuscite a prendere una cosa per quello che è e basta. Dovete sempre ricamarci sopra qualcosa.
E' questo il motivo per i quali i blog alla fine sono tutti uguali.
Tutti parlano degli stessi gruppi, e alla fine diventa un dibattito personale perdendo di vista l'oggetto di discussione vero e proprio.

Mah....!!!

radiazione ha detto...

faccio presente a torazina che i commenti nei blog li fa la gente.
Questo blog (e lo dico con convinzione) è sempre una piacevole sorpresa e si stacca NETTAMENTE dal resto in giro. Torazina, preoccupati della gente che commenta, non dei blog.

alf ha detto...

Non sò quanti blog possano vantare un'intervista sgraffignata al batterista dei Radiohead.

Lappa ha detto...

Mentre lo leggevo non vedevo l'ora di passare alla riga dopo, e pensavo: chissà che cazzo gli è successo lì al Rough Trade.
Ma quello di Talbot Road o l'altro?

Claude Horser ha detto...

Grazie Lappa..
Quello nuovo, nella Truman Brewery..
Di fianco a Brick Lane.

Claude Horser ha detto...

@Ste..

è anche Su Rockol?!?!
mi daresti il link che vado a vedere?

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