25/10/10

NON BASTA ESSERE ISLANDESI

 - Frequenze live -

Foto: Francesca Sara Cauli
AMIINA live @ Covo
5 Ottobre 2010

Non basta essere islandesi, né avere di conseguenza sei mesi di buio all’anno. Poter osservare il sole di mezzanotte, a pochi chilometri dal circolo polare artico, sarà certamente un’esperienza stimolante a livello artistico ed emozionale, almeno quanto far da supporto ai Sigur Ros sia nei live che in studio di registrazione, ma nemmeno questo è sufficiente. Il problema delle Amiina, ma più in generale della musica islandese negli ultimi anni, è l’aver preso i Sigur Ros non a modello, ma a stereotipo.
Nel live di Bologna del quartetto di Reykjavìk (in realtà sono sei, dal momento che si sono aggiunti due ragazzi in pianta stabile, al nucleo originale), il 5 ottobre 2010, questo limite si è palesato. Ciononostante non ho sentito commenti negativi, durante il concerto, né letto recensioni avverse, nei giorni seguenti. Gli stereotipi, evidentemente, sono contagiosi come il morbillo.
Il pubblico del Covo, quella sera, lo dico senza voler offendere nessuno, rientrava nella categoria “fa figo ascoltare musica islandese” (dove islandese diventa post-rock minimalista. Che ci siano anche Bjork ed Emiliana Torrini, per esempio, poco importa…), qualunque essa sia. Ma c'è musica e musica.
Un esempio concreto: nel concerto dei Sigur Ros a Ferrara, nell’estate del 2006, il mio vicino di sedia in Piazza Castello, non commentava l’esibizione, ma continuava a piangere, commosso, ad intervalli più o meno regolari. Non c’era bisogno di dire nient’altro. Al Covo i ragazzi che mi stavano accanto sentivano al contrario l’esigenza di far notare agli amici quanto le signorine sul palco fossero brave ed emozionanti, con un’espressione in viso piatta quanto la performance a cui stavano assistendo. Atona.
Non basta essere islandesi e suonare due o tre arpe tascabili e uno xilofono, avere un mac a campionare i suoni e due violini e scambiarsi ripetutamente gli strumenti. Condizione necessaria è il talento, innanzitutto. L’Islanda è una terra in cui, come già detto, il giorno dura sei mesi filati e la notte gli altri sei. Ma è anche uno degli stati con il clima più variabile al mondo, una zona di bassa pressione costante che provoca velocissimi passaggi dalla pioggia al bel tempo, dal vento fortissimo alla calma piatta. È ricoperta in buona parte dai ghiacciai del circolo polare ma allo stesso tempo è puntellata da vulcani ancora in attività e Geyser.
I Sigur Ros sono tutto questo assieme, sono introduzioni lente e diafane, il cielo che si dipana e il buio senza spiragli, ma sono anche l’attesa della luce e i repentini cambi di condizioni climatiche, le tempeste improvvise che investono l’isola per pochi minuti, lasciando però memoria del passaggio.
Le amiina sono i sei mesi di notte (o, a volte, i sei mesi di giorno), ma si sono dimenticate tutto il resto. O più probabilmente non sono in grado di esserlo.

Marco Spanghero

Foto del live a cura di Francesca Sara Cauli:

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