16/09/08

RODRIGUEZ - COLD FACT

- Frequenze Reviews - Ristampa Dell'Anno
Recensione n. 81/08

Sugar Man
Only Good For.. (Mp3)
Crucify Your Mind
This Is Not A Song...
Hate Street Dialogue (Mp3)
Forget It
Inner City Blues
I Wonder
Like Janis
Gommorah (A Nursery..)

Rich Folks Hoax
Jane S. Piddy


Buy it From Amazon
Rodriguez Myspace



...Sugar man met a false friend

On a lonely dusty road
Lost my heart when I found it
It had turned to dead black coal
Silver magic ships you carry
Jumpers, coke, sweet Mary Jane...
(Rodriguez
"Sugar Man")

Cold Fact è, senza ombra di dubbio, uno degli album più belli e sottovalutati che la fine degli anni sessanta (1969 per l’esattezza), ha avuto il piacere di regalare.
La Lights in the Attic, ottima etichetta di Seattle che spazia ad ampio raggio fra Rock e Soul (da Black Angels a Nicole Willis, fino ad Antibalas e Blakes e a bellissime ristampe soul d'epoca) ha pensato bene di ricordare al mondo cosa, fino ad ora, si stava perdendo.
A volte si dice la sorte: quando questo album uscì (era il 1970), nonostante fosse sponsorizzato dalla fetta buona della Motown (la back orchestra di Rodriguez risponde al nome di Funk Brothers, una delle orchestre Soul per eccellenza, chiedere a Marvin Gaye, Supremes, Temptations, etc.) fu completamente ignorato in patria per poi andare a trovare gloria infinita in terre distanti anni luce dalle ribalte statunitensi. Il gioiello di Rodriguez fu più volte disco di platino in Australia e Sud Africa. Ma come spesso accadde nell’America dell’epoca, avere genitori dalla pelle ambrata (quelli di Rodriguez erano entrambi messicani, pur essendo lui nato a Detroit) non era certo il passaporto migliore per un successo immediato. Esempio eclatante di quel periodo fu Jimi Hendrix, madre di origini cheyenne e padre afroamericano, che il successo lo trovò, ma fuggendo in Inghilterra. Rodriguez aggiungeva di suo, un carattere schivo e difficile, poco incline alla socialità e ben poco disponibile nei confronti del pubblico. Dennis Coffey, uno dei chitarristi cardine della Motown, fu rapito dalle combinazioni lisergico-poetiche dei suoi testi proprio mentre Jesus (questo il soprannome di Rodriguez), chitarra acustica sotto braccio, teneva un concerto di spalle al pubblico. Da quell'incontro nacque Cold Fact, un album che racchiude tutto ciò che rese memorabili quei fatidici anni: una personale reinterpretazione del talkin' blues Dylaniano, una spremuta psicadelica di Doors, Hendrix, Beatles e Love accompagnata da liriche affogate in un mare di acido colorato e una fosforescente base soul/rhythm'&blues che solo una produzione targata Coffey/Theodore (da oscar della musica) è in grado di regalare (per ulteriori informazioni chiedere a David Holmes..).
Tuttavia, all'epoca, l'album vendette una modesta quantità di copie e Rodriguez, dopo l'insuccesso economico (e un appena accennato
secondo album), scomparve dalla circolazione. L'America e buona parte del mondo si dimenticò di lui. Tutto questo mentre (come dicevamo in precedenza), a sua insaputa, in Australia e Sud Africa lo osannavano come rock-star di prima grandezza. La storia, da qui in poi, è ottimamente raccontata da un film/documentario sud-africano dal titolo "Looking For Jesus" (vedi video in fondo al post): il racconto romanzato di Craig Batholemew, il giornalista che nel 1996 cercò (per mari e per monti) e rintracciò Sixto Rodriguez per comunicargli l'enorme successo che aveva riscosso dall'altra parte del mondo. Da quel fortunato incontro, due lunghi tour da tutto esaurito e tanta - dovuta - gloria. Oggi, l'album viene finalmente ristampato in un'edizione deluxe in digipak, comprendente un libretto di 36 pagine, con foto, testimonianze d'epoca e una intervista con lo stesso autore.
Dateci retta, fate aspettare ogni novità. Se c'è un disco da avere, oggi, è decisamente questo.

QUI una recentissima intervista della radio americana WNYC a Rodriguez.

Looking For Jesus - Part 1


10 commenti:

Ste ha detto...

Una bellissima cover di Sugar Man la trovate sull'album (mi sembra il secondo) dei Monkeywrench!
Non mi dite che non conoscete i Monkeywrench!?!?!?!?!?!?
;-P

aleFranch*n* ha detto...

Ed un'altra altrettanto sublime nell'album dei Free Association "David Holmes presents the Free Association"

aleFranch*n* ha detto...

Attenzione però, ora che ricordo solo in una delle due edizioni del disco. Credo sia la seconda, in copertina dovrebbe esserci un adesivo che certifica la presenza di "Sugar Man"

Ste ha detto...

che fine ha fatto D. Holmes?

giuli ha detto...

Colonna di sinistra > Frequenze Reviews > David Holmes !!!!
;)

Ste ha detto...

Uau! Un album frescofresco! Dai Suicide a D. Johnston, le coordinate sono perfettamente sbilenche!

Anonimo ha detto...

Toh!un cazzo di blog dove finalmente non si parla di gente che ancora non esiste!!devo venire più spesso in romagna

Anonimo ha detto...

A proposito,ciao!
http://it.youtube.com/watch?v=sx801GO9Q7U

aleFranch*n* ha detto...

Toh!!Un cazzo di Anonimo che finalmente dice qualcosa di assolutamente sensato!!!
Ciao

Anonimo ha detto...

L'album più bello che ho sentito negl'ultimi dieci anni e ancora scopro che non fa parte della mia generazione. Ma la bella musica e veramente passata di moda?
Cercherò le cover ma il mio entusiasmo per questo disco mi fa credere che non siano all'altezza dell'originale...
grazie.. ancora input input input..

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