08/08/07

SOME VELVET MORNINGS

- Lee Hazelwood R.I.P. -

Ci ha lasciato pochi giorni fa uno dei più grandi songwriter della storia della musica, Lee Hazelwood. Aveva 78 anni.

Spedito militare in Corea poco più che ventenne, Barton Lee Hazlewood inizia a fare il dj per le forze armate. Tornato dal fronte, è uno dei primi a dare fiducia ad Elvis Presley, trasmettendolo dalle frequenze della KRUX Radio di Phoenix. In seguito, Hazlewood, che ha iniziato a comporre canzoni che nessuno sembra essere interessato a incidere, fonda la propria etichetta e si dedica a tempo pieno all'attività di produttore e di discografico. Occorre attendere il '63 per sentire, dopo tanti brani ceduti ad altri, la sua voce baritonale su disco: Trouble Is A Lonesome Town è, proprio come For Every Solution There Is A Problem, una raccolta di demo alla ricerca di un'interprete, che però alla Mercury piace, tanto che si decide di pubblicarlo così com'è.
La svolta arriva quando il musicista passa alla Warner e incontra la giovane Nancy Sinatra, figlia di Frank. Una partnership artistica – i due, nonostante i pettegolezzi e la fama di donnaiolo di Hazlewood, non andranno mai al di là di questo – dagli esiti particolarmente fortunati, con una serie di hit destinati a scalare le classifiche come These Boots Are Made For Walking, Some Velvet Morning, Summer Wine. Specialità della casa, quelle che l'autore definisce 'boy-girl songs', con voce maschile e femminile a confronto, in un modo molto simile, se si vuole, a quello che in Europa proponeva all'epoca un altro grande songwriter, Serge Gainsbourg. In questo caso, si parte, anziché dalla chanson francese, da un country un po' oscuro, contaminato via via con elementi pop e orchestrali, con un'attitudine eclettica comunque difficile da etichettare.
Esaurita la scorta di popolarità 'mainstream', Hazlewood torna nel limbo degli artisti di culto: nei primi Anni Settanta si stabilisce in Svezia, continua a incidere ma i suoi dischi diventano territorio di caccia per appassionati. Non passa mai di moda, in ogni caso, e negli anni Ottanta e Novanta il culto si diffonde nuovamente, in primo luogo presso le nuove leve del rock alternativo: dai Jesus And Mary Chain agli Einsturzende Neubauten, passando per Nick Cave. E' quest'ultimo, nel 1999, a invitarlo al londinese Meltdown Festival, per un concerto trionfale. Nel 2002 l'etichetta statunitense City Slang ha pubblicato un duplice omaggio all'artista: la raccolta For Every Solution There Is A Problem, in compagnia del fedele chitarrista Al Casey, che mette insieme venticinque anni di inediti, e Total Lee!, album nel quale nomi noti e meno noti s'impegnano in un tributo al maestro, gente come Calexico, Lambchop, Jarvis Cocker dei Pulp, Erlend Øye dei King Of Convenience, Tindersticks. Proprio l'anno scorso, invece, è uscito il suo ultimo album "Cake or Death".

Frequenze lo ricorda con un brano che è insieme misterioso e drammatico, sobrio e ubriaco, leggero come l'aria e pesante come un macigno, "Some Velvet Morning", qui in tutte le versioni che siamo riusciti a trovare:

Lee Hazelwood and Nancy Sinatra - Some Velvet Morning

Lydia Lunch and Rowland S Howard - Some Velvet Morning

Primal Scream feat. Kate Moss - Some Velvet Morning

Slowdive - Some Velvet Morning

Gabor Szabo - Some Velvet Morning

Thin White Rope - Some Velvet Morning


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