30/12/08

WICKED WITCH - CHAOS 1978-1986

- Frequenze Old School -

Post punk psychedelic mind melting punk funk madness


Dietro lo psedonimo di
Wicked Whitch si nasconde Richard Simms, polistrumentista ed oscuro stregone del suono cresciuto nel magico calderone musicale di Washington DC nell’alcova della Duke Ellington School of the Arts e che, dai primi 80' pubblicò alcuni singoli spettacolari appena ristampati (ed è la prima volta) dalla giapponese EM Records . Ci sono solo sette canzoni in 'Chaos', tra cui una strumentale e un remix precedentemente inedito, ma fidatevi è piu che sufficente per la densità e la ricchezza di sfaccettature che il disco ci offre. Infatti tra il 78 e l’86 Richard pare abbia sbirciato nel futuro e carpito tutto quello che poteva memorizzare. Nel riserbo delle 4 mura dello studio di casa ha costruito una potente macchina funk rubando pezzi di ricambio dalle migliori fuoriserie della storia del funk/rock e riassemblando tutto con soluzioni innovative per l’epoca. Abbandonata per anni nell’autoparco di un rigattiere qualsiasi, l’auto è stata da poco restaurata e rimessa in strada. Luccicante. Pronta per un ritorno al futuro da vincitore. Ogni tanto l’auto di Richard rallenta la marcia svoltando in sporchi vicoli pieni di localini blues. Giusto il tempo per un pieno di ‘carburante’ ed un paio di canzoni al jukebox a scelta tra i Parliament, Sun Ra, ESG, Run DMC, James Brown e Jimi Hendrix, per poi ripartire a palla. Preparatevi ad uno tzunami di diabolico psycho funk, slide giutar affilate come rasoi e synth laccati di lsd. In ‘Chaos’ i Funkadelic incontrano i Throbbing Gristle a casa di Prince. Se siete bravi potete trovarlo in rete (io non ci sono riuscito) : nei negozi verrà distribuito solo tra qualche settimana. Altrimenti accontentatevi di sapere quale sarà la prima ristampa essenziale dell' anno nuovo.


29/12/08

FIOCCANO EMOZIONI

- Frequenze Fast Review -

Oggi ci siamo risvegliati sotto la neve, come non accadeva da qualche anno e per celebrare questo piccolo miracolo desideriamo proporvi – con ingiustificabile ritardo - uno splendido album partorito dalla mente di Jason Edwards. Un cantautore francese (che dire di nicchia è riduttivo) adottato dalla Kill The Dj di Ivan Smagghe, autore nel 2007 di un album folk autentico, dal suono psichedelico e tossicodipendente, registrato su un 8 tracce analogico in poche settimane nel suo sottotetto parigino. Spalle al mondo. Folk, sadcore, e ottoni il marchio di fabbrica di ‘Ouest’: dodici tracce intense e visionarie che parlano di sacchi di ossa, superalcolici, spine, miraggi, pensieri morbosi evocando un’immaginario rallentato scandito da pulsazioni blues rarefatte. I modelli è facile intuirli: Howe Gelb e Tom Waits su tutti. Mentre la musica di Jason sembra sempre attratta e tentata dal silenzio spinta verso gli angoli più bui dell’anima con uno stile narrativo colto ed elegante supportato da un vibrato personalissimo, batterie sghembe, voci femminili che si rincorrono e sorpassano in un via vai di ritmi caracollanti da tasso alcolico sempre elevato. Musica per nulla candida come la neve ma altrettanto ipnotica.


Video: JASON EDWARDS - Codeine

Download:
JASON EDWARDS - Bourbon Ouest
JASON EDWARDS - Codeine

27/12/08

FROM Yé Yé TO YòYò

- Scacco Matto In Tre Mosse -

1967
Scritta a quattro mani da Bob Gaudio e Peggy Farina, potenzialmente avrebbe potuto spaccare la classifica di Billboard, ma purtroppo si accasò mestamente alla sedicesima posizione. La popolarità dei Four Seasons era in declino, minata dallo sbarco massiccio della British Invasion in America e dalle velleità soliste di Frankie. Problemi di etichetta, cambi continui di formazione e quella "Impossibile Take My Eyes Off You" registrata solo un mese dopo da Frankie Valli ne decretarono l'insuccesso commerciale.

FRANKIE VALLY & THE 4 SEASONS - Beggin'

1968

In Francia l'onomatopeico ritornello dei baronetti della musica 'yeah, yeah, yeah', sintetizzato in yé-yé, viene scelto per riassumere lo stile di un periodo irripetibile per la storia del rock. La british invasion ha da poco ritirato le truppe vincitrici dal campo di battaglia. La psichedelia incede, i ritmi rallentano e dalle campagne del Lancashire i Timebox pescano nel mazzo una hit minore per provare a rimanere aggrappati al treno del successo che purtroppo non arriverà mai a destinazione.
(mp3):TIMEBOX - Beggin

2007

Trascorse due generazioni il pezzo è ormai dimenticato. Quarant'anni dopo il produttore francese Piloosky rispolvera Beggin' con un remix non autorizzato che raggiunge grazie al passaparola la vetta della classifica britannica dei brani dance. Come da tradizione la re-edit fatta da Pilooski non include nè un nuovo arrangiamento nè nuove parti vocali, ma è meramente una manipolazione del brano originale dei Four Season. La mela è matura per essere colta e il mercato discografico drizza le antenne.

(mp3):FRANKIE VALLY & THE 4 SEASONS - Beggin' (Piloosky Re-edit)

2008

Il mercato americano non sembra ancora pronto per riabilitare la canzone al grado di hit, così la stoccata finale arriva dalla Norvegia. Con la cover di Beggin' il duo hip-hop norvegese MadCon (abbreviazione di Mad Cospiracy) vince 6 dischi di platino e piazza il singolo tra i piu venduti in Europa nel 2008.

MADCON - Beggin'


25/12/08

PRENDETE ED APPROFITTATENE TUTTI

- merry xmas -


PSYCHIC TV - Good Vibrations (Beach Boys)

ELBOW - Back To Black (Amy Winehouse)

GLIMMERS feat. Lindstrom, Prins Thomas & Kenneth Bager - Theme From Atlantis

METRONOMY - A Thing For Me (Breakbot remix)

CHROMATICS - I'm On Fire (Bruce Springsteen)

THE JAZZ BUTCHER COSPIRACY - Just Like Betty Page

JEREMY WARMSLEY - Temptation (New Order)

HALL & OATES - Maneater (Larry Levan extended mix)

LUCIO BATTISTI - Doo, Doo & Doo (Lovefingers instro)

EINE KLEINE NACHT MUSIK - Feuerprobe (Rory Phillips mix)


24/12/08

FREQUENZE ON AIR: A CHRISTMAS SPECIAL

- Frequenze Podcast -


Frequenze On Air - A Christmas Special
Parte 1



Playlist
...Merry Fucking Christmas! (The Song)
The Raveonettes – The Christmas Song
Elvis Presley – Santa Bring My Baby Back
The Kinks – Father Christmas
Rubber Band – Last Christmas (Wham Cover)
Chesterfield Kings – Hey Santa Claus
Long Blondes – Christmas is cancelled
Ramones – Merry Christmas (I don’t wanna fight tonight)



Frequenze On Air - A Christmas Special
Parte 2



Playlist
Clarence Carter – Back Door Santa
Koop
(w/Yukimi Nagano) – Come To Me
Eels – Christmas is going to the dogs
Glasvegas – Please,come back home
The Crystals – Santa Claus is coming to town
Keith Richards – Run Rudolph Run
Luis Armstrong - Zat You Santa Claus ? (The Heavy Remix)
The Marquees – Santa Done Gone Hip


***La terza ed ultima parte dello Speciale
(con l'intervista ai
Last Killers),
la trovate nel post immediatamente qui sotto***


BUON NATALE A TUTTI !!!

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FREQUENZE INTERVIEW: LAST KILLERS

- Frequenze On Air: A Christmas Special (Parte 3) -

Una intervista natalizia con Andy, Meme e Matteo: The Last Killers


Terza parte dello Speciale Natalizio targato Frequenze On Air dedicato a degli ospiti d'eccezione: i Last Killers.
Con Andy, Teo e Meme siamo amici da anni. Claudio, il conduttore di Frequenze on Air, è stato addirittura il loro bassista per un pò. Ma non fatevi ingannare dal tono amichevole dell'intervista: i Last Killers sono probabilmente la migliore fra le nuove formazioni garage che abbiamo in italia, tant'è che sono stati chiamati ad esibirsi addirittura nel cuore garage/punk di Londra, centro nevralgico (insieme ad altri 3/4 club fra Germania, Spagna e Francia) del movimento Rock'n'Roll europeo, il celebre Dirty Water Club di Camden Town. A precedere quella data (Aprile 09), un concerto al Micca di Roma (31.12.08) e un minitour in Spagna che culminerà con una data insieme ai colossi Cynics.
L'album 3 Bombs Over Berlin (foto a sinistra) è uscito ad inizio di quest'anno sponsorizzato da un 8 tondo sulla rivista Rumore (date un'occhiata) e non può certo mancare fra gli scaffali di un appassionato di rock'n'roll con la R maiuscola.
In esclusiva, all'interno dell'intervista, potrete ascoltare 2 brani inediti che faranno probabilmente parte del prossimo album del trio (uno dei 2, "Just one Kiss before i Die", farà anche parte di una compilation francese in uscita fra gennaio e febbraio del nuovo anno). Per le prime due parti di questa puntata speciale di Natale vi rimandiamo al post qui sopra !

Frequenze On Air - A Christmas Special
Last Killer's Interview




Playlist
Billy Childish - Ho Ho!
The Last Killers - Do it Right
The Sonics - Santa Claus
The Last Killers - Just one Kiss before i Die
The Last Killers - Jungle Woman
The Hives w/ Cindy Lauper – A Christmas Duel
Weezer – We wish you a Merry Christmas

FREQUENZE CHART * 19.12.08

- La classifica radiofonica redatta dai vostri voti -

Ecco l'ultima puntata del 2008 di Frequenze Chart, la classifica redatta in base ai voti che ci fate pervenire ale nostre mail (e quelli che ci lasciate sul blog). Questa particolare puntata è stata confezionata appositamente per le feste con qualche consiglio natalizio e qualche curiosità dal mondo del Natale, o meglio...dal Natale nel mondo...

Buon ascolto!

Frequenze Chart - 19.12.08

23/12/08

FREQUENZE INTERVIEW: THE GENTLEMEN's AGREEMENT

- Intervista con il cuore pulsante di Napoli -

Questi ragazzi sono speciali, credetemi. Se mai vi capiterà di vederli dal vivo capirete fino in fondo cosa intendo. Il grande talento, la carica umana e l'incredibile dedizione alla musica, hanno permesso loro di confezionare un album da palcoscenici europei. Raffaele, Ivan, Luca e il nuovo arrivato Renzullo hanno l'entusiasmo di bambini che hanno a che fare con il loro gioco più bello. Let Me Be a Child (appunto), il primo album (uscito da pochissimo) è reduce da recensioni entusiasmanti in tutte le testate specializzate (da Blow Up al Mucchio) e, vi anticipiamo, è uno dei nostri 3 dischi italiani di quest'anno.
Ecco i Gentlemen's Agreement, il cuore pulsante di Napoli.

Frequenze Interview: The Gentlemen's Agreement
(Terza parte di Frequenze on Air: Agli ordini del Sgt. Pepper)



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FREQUENZE ON AIR - AGLI ORDINI DEL SGT. PEPPER

- Frequenze Podcast -


Ci scusiamo per il ritardo con il quale postiamo questa puntata, in compenso, la prossima, lo speciale di Natale di Frequenze On Air (andato in onda in radio sabato 20 Dicembre), sarà sul blog entro domani.
"Agli ordini del Sgt. Pepper" ha avuto come ospiti una delle migliori promesse della scena indiependente italiana, i Gentlemen's Agreement da Napoli, che hanno allietato il pubblico della radio (e dell'Officina 49) con quattro chiacchere e un live veramente eccezionale. Posteremo l'intera intervista (nonchè terza parte della puntata) entro oggi, nel prossimo post.
Buon ascolto.


Frequenze On Air - Agli Ordini del Sgt. Pepper
Prima parte



Playlist
Beatles – Sgt Peppers
Beta Band – Round The Bend
Belle & Sebastian – Here comes the sun (live da "Bbc Sessions")
Beach Boys – God Only Knows
Apples in Stereo – Seems So
Divine Comedy – National Express
Ananda Shankar – Dancing Drums
Oasis – Within you Without you
The Chiffons - He's So Fine



Frequenze On Air - Agli Ordini del Sgt. Pepper
Seconda Parte



Playlist
Pink Floyd – Lucifer Sam
Last Shadow Puppets – In The Heat Of The Morning
Mercury Rev – Butterfly’s Wing
The Smiths – Handsome Devil



IMPORTANTE
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22/12/08

WHAT GOES ON

- Frequenze Fast Reviews -

Wave Pictures - Instant Coffee Baby
2008 - Moshi Moshi


Inizialmente accattivanti, perdono qualcosa ad ogni ascolto. E alla fine rimangono lì, fra il Jonathan Richman meno incisivo e l'eco lontano di un brit pop (Suede, Pulp) che sembra aver lasciato ben più di qualche segno su questi ragazzi. Si comincia bene: Leave the Scene Behind è azzeccata e i colori freddi dell'assolo di David Tattersall (chitarra e voce) aiutano a dare un tono sfacciato e seducente. Il problema è che l'approccio non sempre accompagna a dovere l'intenzione dei brani. C'è groove, per carità, ma è spento da secchiate di note sbilenche, che non portano mai al dunque e tolgono parecchia energia invece di donarne. Tattersall, un musicista che ama stare al centro della scena, ha velleità da crooner che qualcuno dovrebbe placare: immaginate un ugola intonata ma sotto colica intestinale. Probabilmente basterebbe una voce un pò meno dolorante ad accompagnare il piglio scarno di questo trio per sfornare un disco dalle doti più durature. E' un vero peccato: un grande potenziale, vuoi per colpa, vuoi per limite, per adesso, scarsamente sfruttato.

(Mp3) The Wave Pictures - Leave the Scene Behind


James Hunter - The Hard Way
2008 - Hear Music

&
Alice Russell - Pot Of Gold
2008 - Differ Ant


James Hunter è un quaranteseienne che per diversi anni (nei '90) fu la prima chitarra della formazione di Van Morrison e che lo stesso Morrison oggi definisce "la perla più nascosta dell'odierna Inghilterra". La passione per il blue-eyed soul e per i grandi del genere (Cooke, Redding, etc), esplode in The Hard Way, un omaggio ad un periodo di storia musicale americana che Hunter ama profondamente. Il risultato è, nè più nè meno, un album di quell'epoca. Consigliato allo stesso modo è anche il nuovo lavoro di Alice Russell, Pot Of Gold, sponsorizzato e prodotto da Quantic (Will Holland) e dalla indipendente Tru Thoughts, l'etichetta in testa della scena soul/futurejazz/downtempo inglese. Il soul, in questo caso è bagnato in acque funk e jazz e si esprime attraverso le pennellate vocali della Russell che, personalmente, ritengo essere una delle migliori ugole in circolazione al momento. La cover di Crazy di Gnarls Barkley, ormai inflazionata, qui trova nuove motivazioni fortemente gospel. Da brividi. Se volete un disco che accompagni il buonumore dell'imminente viaggetto Natalizio (se siete così fortunati da potervelo permettere), eccolo qua.

(Mp3) James Hunter - The Hard Way
(Mp3) Alice Russell - Crazy (Gnarls Barkley Cover)


Crystal Stilts - Alight Of Night
2008 - Slumberland (Uk)


Più ascolto dischi del genere più rinnovo l'importanza di Lou Reed e John Cale nell'attuale produzione musicale. Il gruppo più differente degli anni sessanta (i Velvet Underground) ha il merito di aver influenzato un filone di musica che è partito da lì (e ha dato da subito l'80% del totale) e si è sviluppato fino ad oggi, attraverso grossi quantitativi di "visioni" di vita reale, ispirando in ultimo proprio questa, fra la noia e la gioia, dove la desinenza -ia, sta a dimostrare che qualcosa in comune fra le 2 cose c'è, eccome. Qualche anno fa lo avrebbero chiamato semplicemente shoegaze. I poster in camera, come dicevo, sono indubbiamente quelli dei Velvet Underground. I santini in macchina hanno le facce dei Mary Chain. L'ugola di Brad Hargett porta Ian Curtis a fare un giro per le vie di Brooklin. Se amate Raveonettes e Glasvegas, Alight OF Night è un altro buon modo per ascoltare cosa succede al pop quando è filtrato da montagne di delay.

(Mp3) Crystal Stilts - Shattered Shine


Don Cavalli - Cryland
2008 - Everloving


Il blues travalica ogni genere, non è musica, è un vero e proprio linguaggio universale. Don Cavalli è un trentacinquenne parigino con un'anima che sta altrove. Un cajùn in lande elettriche. Ci sono esperienze emotive distillate nel wah-wah delle sue chitarre, qualcosa che ha a che fare con il lato oscuro dell'umana esistenza, sparato in aria colorata e psichedelica. Ciò che differenzia Cavalli da un normale blues-man, è un feeling che va oltre il suono. Come se tirar fuori la miseria dal proprio animo fosse qualcosa di trascendente. Una purga dell'io, un modo per cantare i propri guai e così liberarsene. Uno dei pochi dischi in cui il blues è vera energia e gioia totale. La copertina rende l'idea: una Cry Land (terra di pianto) non è mai stata così colorata.

(Mp3) Don Cavalli - Aggression

Video: Don Cavalli - I'm going to a river

19/12/08

WHAT'S UP IN THE WEEKEND

- Frequenze Indipendenti: Programmi del Weekend -

Venerdì 19 Dicembre

FREQUENZE CHART
Diretta ore 19,15 dal Lego Cafè - Cesena

Appuntamento settimanale con i vostri voti per quella che sarà l'ultima puntata del 2008 !


Sabato 20 Dicembre

FREQUENZE ON AIR
"PUT ON YOUR DANCIN' SHOES - A CHRISTMAS SPECIAL"
Diretta ore 23 dall'Officina 49 - Cesena
Ospiti della puntata:
The Last Killers


Puntata danzereccia incentrata sul Natale
con i Last Killers che ci vengono a trovare dopo alcune recenti live che hanno tenuto in Spagna e prima di una turnèè fra Italia (Roma, Macerata) e Inghilterra: nel cuore rock'n'roll di Londra per tre date fortemente volute da fans e addetti ai lavori d'oltremanica.

Le frequenze di Rete96Network ormai le conoscete:
Fm 95,9 / 96,2 da Bologna a Pesaro.

Dal vivo o in radio, non mancate!

18/12/08

SAVE THE LAST DANCE FOR ME

- Frequenze Fast Review -

"Hands In The Dark" dei Chromatics. Un breve
viaggio per le strade di Parigi diretto da Sebastien Rippon.



Timidi acquerelli italo disco, a tinte cupe, decadenti.
Synth pop anomalo, se preferite.
Notturno

a tratti sentimentale.

Dai refrain struggenti, tessuti all'uncinetto

d
alla voce magica di Ruth Radelet.
Bassi ovattati e beats scheletrici
si rincorrono lascivi e stralunati
evocando gli spettri di un Hercules strafatto dal diazepam

o di rimpetto

dei Broadcast colpiti dalla febbre del sabato sera.

Ve lo anticipo sottovoce:

"Night Drive" dei Chromatics sarà uno dei dischi

dell'anno per Frequenze Indipendenti.

Un'album se
nza parte.
Come quelli che piacciono a noi.


lovingly re-imagines the style as retro-futurist noir–a
sleek soundtrack to lives of moral ambiguity

in post-urban shadows"

Pitchfork

(mp3:)
THE CHROMATICS -Night drive
THE CHROMATICS - Running up that hill
(Kate Bush cover)

17/12/08

JORGE BEN - A TABUA DE ESMERALDA

- Frequenze Old School -


Da qualche anno ho sviluppato una certa passione per la musica brasiliana, e penso di aver raggiunto una certa cultura in materia.
Quindi penso di poter affermare, senza rischiare smentite, che Jorge Ben sta al Brasile come per esempio Lucio Battisti sta all'Italia. Musicista e artista ecclettico e poliedrico, Jorge Ben è stato un vero rivoluzionario nella musica brasiliana degli anni `60, il punto d'incontro tra la bossanova, il movimento della Jovem Guardia e il Tropicalismo.
Imparò da solo a suonare la chitarra, sviluppando una tecnica che ancora adesso è il suo inconfondibile marchio di fabbrica: partendo da uno stile "à la spagnola", e consapevole di non avere le basi tecniche per suonare come un Jobim, Ben iniziò a suonare la chitarra in maniera ritmica e serrata, costringendo chiunque vi porga un orecchio a muovere il bacino.
Gilberto Gil, una volta ascoltate le sue prime composizioni, decise di non scrivere più: voleva limitarsi a cantare le sue canzoni. Tra i '60 e i '70 Ben non sbagliò una mossa, fu una leggendaria hit-machine e per questo si ricorda. Fu autore di almeno dieci hits internazionali conosciute e ballate nel mondo intero, da Mais Que Nada a Taj Mahal.
Ma Jorge raggiungeva una poesia non comune nei momenti più confidenziali. A Tabua De Esmeralda, del 1974, è considerato quasi all'unanimità il suo capolavoro. Ricordo che Robert Fisher dei Willard Grant Cospiracy, in una intervista, lo definì "Il Pet Sounds della musica brasiliana", e da quel giorno feci di tutto per procurarmelo e verificare.
In effetti anche questo disco rappresenta un equilibrio meraviglioso e commovente tra anthems e malinconiche, discrete riflessioni: una sublime ricerca melodica che poggia su una strumentazione stupendamente acustica si fa sintesi innovativa. La canzone cardine su cui poggia tutto il discorso dell'album è senza dubbio la traccia d'apertura, Os Alquimistas Estao Chegando... (Gli stregoni stanno arrivando...), che ha la capacità di infondere nuova freschezza alla musica tradizionale brasiliana, immergendola tra ritmi funk e soul e arrangiamenti lisergici e floreali. Un discorso a parte meritano i testi, che da Os Alquimistas in poi, lungo tutto l'album, spaziano dalla religiosità tipica sudamericana all'esoterismo alchemico dell'Europa medievale (il titolo, infatti, è un riferimento alla Tabula Smeraldina, testo cardine dell'Alchimia del IV secolo d.C.), risultando forse un pò datati nella loro ingenuità new age, ma non nel loro messaggio: il buon vecchio "AMORE", gente..
A Tabua De Esmeralda è consigliato quindi a chiunque voglia emozionarsi con un disco imbevuto di fantastica musica.
Brasile a parte.

Claudio Cavallaro


From A Tabua de Esmeralda - 1974

Jorge Ben - Os Alquimistas Estao Chegando...

Jorge Ben - Brother

16/12/08

LILY ALLEN - The Ska EP II

- One Step Forward, Two Step Back -

Sulla scia del grande successo riscosso dal primo capitolo (già trattato su queste pagine) firmato Amy Winehouse, ora tocca all'altra purosangue della scuderia Ronson cimentarsi con due classici della gloriosa 2 Tone Records. E se due indizi fanno quasi una prova, allora lo zampino del produttore americano nella stampa di questi bootleg - campioni di incassi su Ebay - sembra piu che un'indiscrezione. Sul lato A del 7" troviamo una performance dal vivo (Gangster) registrata nel 2007 a Glastonbury al fianco di Lynval Golding e Terry Hall, rispettivamente il chitarissta e il cantante degli 8 "speciali" di Coventry. Sull'altro lato c'è la cover di "Blank Expression" sempre degli Specials, fino ad ora esclusiva di itunes. Per tutte le curiosità legate alla grafica della copertina e alla storia della 2Tone Records vi rimandiamo all'articolo precedente. Se vi affrettate ad acquistarlo, tra poco potreste ritrovarvi in casa un tesoretto.

(MP3):
LILY ALLEN - Blank Expression

VINTAGE GIFTS

- Frequenze Gadgets -

1.Crosley Nomad Portable Speaker: ispirato ad un modello del 1930 il Crosley Nomad è un piccolo gioiello. Un'elegante radio Am/Fm in legno rivestito da vinyl tweed con ingresso audio per amplificare un lettore mp3. 72 dollari 2.Rolleiflex Mini Digital Camera: minuscola fotocamera digitale da 5 megapixel. Perfetta per i ritratti quanto la sua antenata del 1920. Però costicchia: 399 dollari 3.Panasonic AV Room Headphones: queste splendide cuffie le ho provate a Parigi. Leggere, maneggevoli e perfette da passeggio. In quattro tonalità diverse. Vostre per soli 62 dollari. Rapporto qualità prezzo imbattibile 4.Crosley AV Room Portable Usb Turntable: giradischi portatile a valigetta completo di porta usb. Ne esiste una seconda versione (quella usata da Dj Shadow per setacciare i magazzini di vinile usato) laccata bianca piu vicina al design minimale degli anni '70. Uscita pin e cuffie. Prezzo: 130 dollari

15/12/08

FREQUENZE DEPRIMENTI

- Una nuova rubrica semiseria -


Buongiorno/sera a tutti. Inaugura qui una rubrica estemporanea che parlerà di musica composta e suonata da artisti depressi, depravati, tossici, dissociati, nazisti, comunisti, necrofili ed in genere disgustosi, e diretta ad ascoltatori/lettori depressi, depravati, tossici, dissociati, nazisti, comunisti, necrofili ed in genere disgustosi. Musica con la quale non riuscirete mai a portare a letto una ragazza (anzi, musica da cui starei alla larga per il bene della vostra reputazione di fedifraghi e promiscui tombeur de femmes) MA con la quale potrete comunque impressionare, turbare e perfino spaventare la vostra vicina di casa ottantenne.
Mi chiamo Francesco, molto piacere.


Matt Elliott
Howling Songs
2008 - Ici D'Alleur

Buy or preview the album from Amazon

C’è un nuovo disco di Matt Elliott. "Quello dei Third Eye Foundation", secondo una frase che mi son sentito dire da una dozzina di persone - come se esistesse al mondo qualcuno che non conosce Matt Elliott ma sguazza con i Third Eye Foundation... Pare che Howling Songs sia l’ultimo episodio, tra l’altro, a firma Matt Elliott prima della reunion della band di Bristol. Viva la vida. Howling Songs è il terzo episodio di una trilogia i cui primi due capitoli si chiamano Drinking Songs (disco dell’anno 2005 per un sacco di riviste avant-pop con la puzza sotto al naso) e Failing Songs. La musica è una specie di folk psichedelico massimalista iperdepressivo, in cui Matt suona tutto da solo campionandosi in tempo reale e rimandando in loop i suoni (tipo KT Tunstall): per lo più chitarre, ma c’è spazio anche per pianole, flauti, fisarmoniche e altri strumenti di derivazione zingaresca* e/o balcanica e/o di altre parti del mondo con un PIL pro-capite più basso di quello della Grecia. Va da sé che Howling Songs differisce da Failing Songs esattamente quanto Failing differiva da Drinking, cioè è la stessa identica sbobba, e se non fossero dischi tanto belli, sofferti ed importanti verrebbe da accanirsi contro il personaggio e liquidare tutto con una grassa risata. Così non è, purtroppo: nelle playlist della sezione Musica Per Non Scopare il nome Matt Elliott arriva sempre in testa alla classifica, anche se c’è da dire che quel gusto terzomondista negli arrangiamenti tenda a metterlo in sintonia con un po’ troppe persone e a renderlo un culto meno pagano e sotterraneo di quello che vi aspettereste comprando dischi di questo genere. Howling Songs, da questo punto di vista, non fa eccezione.

*se pensate che la parola "zingaro" non abbia accezioni negative non avete mai sentito usare il fenomenale corrispondente in dialetto romagnolo.

Francesco Farabegoli

13/12/08

JAMIE LIDELL IN ITALIA A GENNAIO 2009

- Frequenze News da comunicato DNA Concerti -

JAMIE LIDELL

21 gennaio 2009 – Firenze @ Tenax
22 gennaio 2009 – Roma @ Circolo degli Artisti
23 gennaio 2009 – Torino @ Hiroshima
24 gennaio 2009 – Rimini @ Velvet


Quattro date per Jamie Lidell, che presenta per la prima volta in Italia le canzoni del suo ultimo lavoro, “Jim”: soul, funk e derive tra retro-pop e sperimentazione per uno dei talenti più puri ed imprevedibili dell’ultimo decennio, passato dall’underground al successo mainstream senza perdere nulla in energia, creatività ed integrità artistica.

A più di dieci anni di distanza dall’esordio con l’ep “Freakin’ The Frame”, il genio e la sregolatezza del cantante nato in Inghilterra nel Cambridgeshire (ma già da tempo residente a Berlino) hanno avuto nell’ultima annata la definitiva consacrazione, sancita anche da un avvenimento piuttosto bizzarro: essere chiamati da Sir Elton John in persona per aprire alcuni concerti, nella seconda metà del 2008.

Il punto è che un approdo nel pop mainstream è in qualche modo per Lidell un controsenso, se pensiamo al profondo e coraggioso lavoro di ricerca e sperimentazione che ha compiuto negli anni combinando soul e sperimentazione digitale, vuoi da solo (“Muddlin’ Gear” nel 2000, “Multiply” nel 2005) o in coppia con Cristian Vogel nell’ormai leggendario progetto Super_Collider (due gli album prodotti a cavallo del 2000, “Head On” e Raw Digits”).

“…perché ogni concerto non deve mai assomigliare a quello precedente, e deve essere diverso da quello futuro”. Parole di Jamie. Da qui, deviazioni oblique combattute a colpi di effetti, destrutturazioni, passionali improvvisazioni. Se il soul contemporaneo deve essere una creatura mutante che abbraccia gli anni ’60 così come il futuro, il tutto passando per funk e sperimentazione, Jamie Lidell ne è oggi senza dubbio l’eroe per eccellenza.


12/12/08

STASERA ALLE 19,15 - FM 95,9/96,2

- Frequenze Chart -

Mentre i Razorlight affondano, questa settimana, Santogold e i Kills se la stanno giocando all'ultima mail. Anche sul blog la situazione è equilibrata. Una Torrini che davamo per spacciata fino ad una settimana fa, si è ripresa in maniera piuttosto brillante in questi ultimi giorni, mentre continuano a riscuotere un ottimo successo i pezzi prettamente dance (Dj Mehdi e il nuovo fenomeno pop Little Boots su tutti). Vedremo alla fine dei conteggi che succederà. Vi invitiamo a continuare a votare, scriverci e suggerirci brani da inserire, intanto l'appuntamento pop di Frequenze Indipendenti con la classifica redatta dai vostri voti è, come tutti i venerdi sera, in diretta radiofonica dalle 19,15 in poi. Non mancate.

Frequenze Chart
dalle 19,15 alle 20
Location:
Lego Cafè
Radio:
Rete 96 Network

Frequenze: 95,900 Fm/96,200
da Bologna a Pesaro

CIAO RAGAZZI CIAO

- Se ci chiudono il blog, ricordateci così -

[Minacciateci, censurateci ed oscurateci se volete. Fa niente. Non potevamo rimanere indifferenti di fronte a cotanto capolavoro di street art disegnato da Bando Kalibandulu]


[Per par condicio riesumiamo questo stencil geniale apparso un paio di anni orsono sui muri di un cantiere edile di Rimini. Invurnìt = invornito: in Romagna indica persona strutturalmente non adatta ai processi logici. Rimbambito o imbranato.]

11/12/08

MEET THE BUNNYMEN

- Frequenze Old School -


La santissima trinità del punk Liverpooliano nel '77 (Julian Cope, Pete Wylie e Ian McCulloch) aveva un nome adatto alla circostanza: the Crucial Three. Tre ego giganteschi che non seppero stare nella stessa sala prove per più di sei settimane. O forse non ci provarono neanche. Liverpool, soprattutto in quel periodo, era piena zeppa di gruppi fantasma che si univano per gioco e in realtà non fecero mai uno straccio di prova. Un esempio furono gli Shallow Madness, una band di cui sembra aver fatto parte mezza Liverpool e che, storicamente, sarebbe diventata la line-up principale dei Teardrop Explodes (Paul Simpson, Dave Pickett e Mick Finkler), il gruppo (vero) di Julian Cope. Tornando al terzetto, Pete Wylie, appena dopo i Crucial Three, fondava gli Wah!, una band che si reincarnò un migliaio di volte (Wah!, Wah! Heat, Shambeko! Say Wah!, JF Wah!, The Mighty Wah! etc), pressocchè sconosciuta ai più in Italia, apprezzata da appassionati e fanatici dell'era wave, vedi i singoli The Story Of the Blues e Seven Minutes to Midnight, due brani (ma non solo quelli) che vale la pena recuperare in ogni party post punk che si rispetti.
La verità è che Liverpool alla fine dei settanta era la patria di Narciso. Ogni personaggio di quella scena sembrava traspirare le parole "io-sono-meglio-di-te" e denigrare senza pietà chiunque altro lo facesse, quindi più o meno tutti.
Storia vuole che un emblema di quel pensiero autocelebrativo fu proprio Ian McCulloch. Un ragazzo che perdeva ore davanti allo specchio di camera sua a provare movenze e look, ossessionato da Bowie (si faceva chiamare il Duca), che visse per due anni con il sussidio di disoccupazione, invece di frequentare l'università, aspettando che il gruppo perfetto gli si creasse intorno. Per sua enorme fortuna, così fu. Gli Echo & the Bunnymen nacquero nel '78 dai giri di basso di Les Pattison, dallo scarno drumming di Pete De Freitas, dalla lamentosa chitarra di Will Sergeant e, come dicevo, dalla voce dolcemente cavernosa di McCulloch. Un gruppo che aveva imparato a memoria le lezioni dei Television di Tom Verlaine (di cui ci occuperemo presto...Newyorkesi che fecero subito breccia nei cuori inglesi, lasciando inizialmente perplessi quelli Americani...), facendo capire che l'immediato futuro della musica inglese non era nel calore delle discendenze del blues e del rock'n'roll ma nelle gelide e lamentose stoccate di chitarre usate come languidi accompagnamenti e nulla più. C'erano ombre di Jim Morrison nella voce di McCulloch, c'erano le incertezze, le disperazioni, le angosce di una generazione che doveva ancora decidere se guardare verso il buio o la luce. E se i Joy Division e i testi di Ian Curtis erano il buio, il sound dei Bunnymen accompagnava i dubbi di McCullogh verso la luce e la salvezza. Come scrive Simon Reynolds nel libro Rip it Up and Start Again - PostPunk 78/84, riferendosi ad un loro brano: pura euforia intransitiva.
Un piccolo compendio sulla storia di Echo & the Bunnymen ce lo da questo documentario disponibile anche su You-Tube dal titolo "Meet The Bunnymen", che prende spunto dai concerti che il gruppo tenne alla McCartney Fame School di Liverpool nel 2001.
Suddiviso in quattro parti, ne consigliamo vivamente la visione.
Di seguito la prima parte e i tre link per le parti successive. Buon divertimento.

(Mp3) Echo & The Bunnymen - The Killing Moon (Brian's Sessions Version)



10/12/08

DON'T CALL ME WHITEY

- Frequenze Ep Review -


WHITEY

'Made Of Night' Ep
Marquis cha cha

Streetwords of the sour(mp3)
Made of night(mp3)
Not you again
Shaking on a string


Whitey myspace


‘La risposta inglese agli LCD Soundsystem’ ad un domanda che nessuno ha mai posto. O se l’ha fatto, assolutamente a sproposito. Da questo infelice paragone il primo album del giovane polistrumentista Nathan J. Whitey venne accolto e stroncato da una buona fetta di critica nostrana, reo di aver visto la luce in concomitanza col debutto degli LCD e di condividerne a grandi linee l'attitudine. E pensare che all’estero (cliccare per credere) i giudizi positivi sono andati a ruba! Ma ormai è del tutto inutile star qui a dissertare su chi abbia preso il granchio, no?!
"The light at the end of tunnel is a train", uscito nel 2005 per 1234 Records è un bel viaggio allucinogeno scandito da una cassa battente, mai troppo invasiva grazie a manipolazioni di filtri e riverberi, chitarre corrosive e bassi patinati, a cui fa da contraltare un cantato languido e distaccato. Paragoni spontanei non ne escono, ed è già un grande punto a favore. Tanto quanto la genesi del disco. Infatti Whitey ha fatto tutto da solo: scritto i testi, suonato violino, le tastiere, i sintetizzatori, il basso, la batteria e programmato tutte le macchine su ritmiche ripetitive ed ossessive, un po' noisy ma sempre brillanti e con un orecchio teso alla scuola d’ipnosi teutonica. Ora il ragazzo di West London torna con un ep di 4 canzoni intitolato “Made Of Night”, prologo ideale di un secondo album che, come si evince dal myspace ufficiale (ne esiste un'altro segreto di rarità e b-sides), si trova tutt'ora confinato, per qualche ignota ragione, in una specie di limbo. Apre “Sweetwords For The Sour” con un jingle jangle sintetico a presa rapida. Sfido chiunque a rimanere fermo a bordo pista. Calano le tenebre sulla successiva “Made Of Night”, una ballata costruita su arpeggio catalano scandito da una pulsazione metronomica appena accennata. Le ultime due non spostano tanto gli equilibri di un ep che fa ben sperare per il futuro di un talento rimasto incompreso solo alle nostre latitudini.


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