31/07/07

FUNK EVOLUTION

Sa-Ra Creative Partners - The Hollywood recordings

















Usciamo per un attimo dall'ambito rock'n'roll per segnalare l'uscita di un discone HipHop-nu-funk che merita: il nuovo di Sa-Ra Creative Partners. Più che un vero e proprio album, è una raccolta dei loro ultimi lavori, fra singoli e collaborazioni varie ed esce su Babygrande Records (etichetta più direttamente collegata al mondo Hip Hop rispetto ad UBiQUITY Records, loro label abituale, nonchè una delle nostre preferite). Un disco certamente non semplicissimo ma ricco, come dicevamo, di collaborazioni importanti (Erikah Badu, Talib Kweli, Pharoahe Monch, Bilal...) e decisamente da ascoltare prima di lasciar perdere a priori.
In ogni caso, da dove siamo, arrivare subito all'ascolto del singolo potrebbe sembrare un pò troppo affrettato ed azzardato e forse non verrebbe capito. Così, per meglio introdurre i suoni dei Sa-Ra, eccovi un rapido viaggio evolutivo nel mondo del funk, con un paio di riferimenti "Old School" assolutamente basilari e una partenza con un pilastro di tutto l'universo musicale moderno:
James Brown, padre/creatore dell'intero movimento funk ("Ain't it Funky now" live from Paris 1971),

poi i Funkadelic, l'evoluzione psicadelic-rock del funk ad opera di George Clinton (qui con "Red Hot Mama" live)

saltiamo altri riferimenti fondamentali (Prince in primis) per arrivare ad oggi e alle contaminazioni electronic/soul di Jamie Lidell (Live con "A Little Bit More")

a quelle Hip-hop di Cut Chemist (con il clip di "What's the Altitude")

e, appunto dei Sa-Ra Creative Partners e della loro "Feel the Bass" con Talib Kweli ed Erikah Badu come ospiti d'onore, tratta dall'album a cui ci riferivamo in apertura "The Hollywood recordings".


Se, a questo punto, non vi abbiamo almeno un pò incuriosito, va bè...prendetela come una video-gita attraverso lidi che, forse, non conoscevate troppo bene. Speriamo di essere stati comunque utili.

Cheers

UN SALUTO AL MAESTRO

- Michelangelo Antonioni -

Spesso il cinema ha saputo fotografare le qualità di un'epoca e le ha consegnate ai posteri meglio di qualunque altra forma d'arte. Raramente però è riuscito a farlo in maniera così trasversale e realistica come Michelangelo Antonioni che a 94 anni si è spento ieri sera, appena ventiquattro ore dopo la morte di un'altro grandissimo regista: Ingmar Bergman.
Di Antonioni non possiamo non citare capolavori come Zabriskie Point con la chitarra di Jerry Garcia e le urla di Rogers Waters a segnare il film e la psicadelica colonna sonora o "Professione:Reporter" con un giovane Jack Nicholson ad inerpretare un reporter in viaggio fra l'Africa e la Barcellona di Gaudì, ma preferiamo ricordarlo e omaggiarlo con un'altra opera: BLOW UP.
In una delle sue frasi più celebri Antonioni dichiarava: "Penso che gli uomini di cinema debbano sempre essere legati, come ispirazione al loro tempo. Non tanto per esprimerlo nei suoi eventi più crudi e più tragici, quanto per raccoglierne le risonanze dentro di se". Da questo punto di vista Blow up è un documento essenziale per comprendere tante sfumature spesso sottovalutate di quella Swinging London di metà anni '60 che Antonioni si limita a descrivere, tramite gli occhi distaccati di un fotografo. In tutto questo la colonna sonora assume un ruolo determinante, che va ben al di là del semplice commento alle scene, e la scelta di Herbie Hancock non fu per nulla casuale. Il musicista infatti, che già era parte integrante del celebre quintetto di Miles Davis (con Ron Carter al contrabbasso, Tony Williams alla batteria e Wayne Shorter al sax tenore), avrebbe partecipato di lì a poco alla rivoluzione del jazz-rock, e quindi all'inizio della grande stagione di contaminazione dei linguaggi, l'era moderna per intenderci. Le musiche di Hancock sono uno dei primi esperimenti - non dimentichiamoci che era il 1966 - di "funky-beat-jazz" psichedelico. Del resto anche Antonioni era un grande contaminatore, capace di far coesistere nello stesso film stili cinematografici diversissimi (dal documentario, al giallo, al racconto onirico-psichedelico), con l'attitudine che lo ha reso uno dei registi più moderni di questi ultimi cinquant'anni. Le sue trame sembrano tendere a una successione di eventi apparentemente casuali, senza sbocchi. In questo caso il culmine è la celebre scena dell'esibizione degli Yardbirds, con un Jimmy Page giovanissimo e un Jeff Beck incazzato nero che sfascia la chitarra e la getta al pubblico. Il brano suonato dagli Yardbirds è "Stroll On" (una versione rielaborata di "Train Kept A-Rollin" di Myron "tiny" Bradshaw), uno dei più dirompenti e seminali di quegli anni, che contiene tutti i germi del punk, con almeno dieci anni di anticipo. Già solo per il valore storico (sono rarissimi altri filmati degli Yardbirds) questi tre minuti e mezzo assumono un tono quasi epico, mostrando senza mezza misure uno spaccato della vita nei club londinesi dell'epoca (in qualche maniera la club culture nasce in quel momento), e soprattutto evidenziando la violenza della musica garage. Sarebbe bastata questa sequenza ad Antonioni per regalare ai posteri uno dei documenti più significativi e pregnanti di un importante momento storico, descrivendo semplicemente dei fatti, senza falsa retorica.
Con questa scena rendiamo il nostro personale omaggio al maestro.

30/07/07

Il poliziotto americano e i suoi biscotti

Incredibile ma vero. La storia è questa: siamo in America (Michigan), un poliziotto sequestra della marijuana ad uno spacciatore e pensa bene di tenersene un pò. Così, invece di fumarsela, decide di provare una cosa diversa: la dà alla moglie che mette su due biscottini "truccati". Morale: dopo qualche ora telefona al 911 (lui che è un poliziotto) in preda ad allucinazioni, dicendo di stare per morire.
La storia và immediatamente al TG (con relativa telefonata) e anche i conduttori non trattengono le risate...

N.B. I "Brownies" che sentite dire non sono altro che i biscotti fatti al forno.

NINA SIMONE

- Ain't got no... -

Il remix sta impazzando nelle programmazioni delle radio e sui dancefloor dei locali più alternativi.
Noi ci concediamo la voce e il brano originale della grande Nina in versione live.
Buona visione.

INLAND EMPIRE

- David Linch -














Per chiunque abbia visto e trovato Mulholland Drive un film "difficilino", questo non è decisamente il giusto sequel.
Decisamente più complesso e complicato.
Linch è indubbiamente un genio dell'arte visual-cinematografica dei nostri tempi ma con questo film salta ogni logica di pensiero legato al ragionamento. Con gli altri suoi lavori bene o male si poteva riuscire ad arrivare ad una conclusione finale sul perchè di certe scene o di certi avvenimenti o perlomeno si poteva tentare.
Qui salta tutto.
In poche parole Linch ci fà vedere quello che vuole farci vedere. Ci fa entrare in una sua logica. Sempre più difficile da comprendere ma estremamente affascinante.
Comunque...
Inland Empire parte come un film confuso ma comprensibile per i primi trenta o quaranta minuti e poi improvvisamente saluta il pubblico e mette la freccia, scardinando il concetto di causa/effetto in modo ancora più radicale di quanto non facesse Mulholland Drive.
Potrebbe essere cosa? Un melodramma come il film che sta girando il regista Jeremy Irons? Oppure è una pirandelliana finzione della vita reale, secondo un intricato gioco di piani narrativi e temporali?
Jeremy Irons sta girando un film su una coppia adultera: il remake di un film mai finito, visto che l’originale venne sospeso per la morte dei due protagonisti, uccisi per gelosia dal vero marito. Ovviamente, anche il marito dell’attrice Laura Dern è follemente geloso, e la sceneggiatura è tratta da una leggenda polacca, forse è per questo che nel film ci sono scene in polacco? Ma tutti i pezzi di questo puzzle c’entrano davvero?
Tre ore di film, tra primi piani fissi e lunghissimi, incredibili giochi di luce ed ombra, passaggi decisamente stretti e salti temporali vertiginosi, figure ricorrenti e archetipi, e la sensazione di essere finiti (come forse è finita la protagonista) in un buco nero della razionalità.
In Inland Empire ci sono tuttavia dei brandelli di senso ma sono gli stessi che si ritrovano nei sogni dopo che la coscienza ha riordinato il lavoro onirico: ci sono oggetti e personaggi ricorrenti, dei significanti a cui la razionalità dello spettatore si aggrappa disperatamente. L’uomo con la lampadina in bocca, la ragazza che piange davanti al televisore, la famiglia di conigli vestita in giacca e cravatta, la vecchia signora che capita in casa di Laura Dern, la prostituta con la gamba di legno e la scimmietta, il cacciavite, il ricorrere del 4-7…
Ci sarà pure un senso nel modo in cui la Dern si ritrova improvvisamente in un cinema vuoto a vedere la sua stessa storia, mentre la stessa sequenza viene vista in televisione da una ragazza che piange. Vale la pena trovarlo?
Da vedere per gli appassionati di Linch.
Da vedere per i curiosi (che abbandoneranno dopo massimo un'ora).
Da vedere per quelli che pensano di riuscire a trovarci comunque un significato (l'intenzione è ottima).
.

AntiWarmthMondayPlayList

- Aria condizionata per lettori mp3 -



















Modest Mouse - Dashboard
Nouvelle Vague - A Forest (Cure cover)
LCD Soundsystem - Time To Get Away
Kristoffer Ragnstam - Lonely LaneAndrew Bird - Dora Goes To Town (Country Swing !)
Mika - Love Today
Lucky Soul - Lips Are Unhappy
Scott Simon - Umbrella (Rihanna indie cover)
Caetano Veloso - O Leãozinho
Pela - The Trouble With River Cities
Okkervil River - Our life is not a movie or maybe
Amy Winehouse - Back To Black
The Sleeping Years - Setting Fire to sleepy towns
Bright Eyes - Cartoon Blues
Peter Bjorn & John - Start To Melt
White Rabbits - While We Go Dancing
The Pipettes - Judy
Voxtrot - Kid Gloves

29/07/07

DOMANDE E RISPOSTE


Dunque...Da una settimana circa è cominciata l'avventura in radio di Frequenze Indipendenti e, in base alle mail e alle richieste più frequenti che sono arrivate a info@frequenzeindipendenti.com, a questo punto, è più che giusto fare qualche chiarimento.

*Il programma NON è momentaneamente parlato ma, molto probabilmente, passata la metà di settembre ci potranno essere novità da questo punto di vista. NON PRIMA (è estate anche per noi...)

*Non sappiamo ancora esattamente come sarà il format invernale definitivo. E' nostra intenzione focalizzarci sulle novità interessanti in uscita, senza dimenticare gli appropriati collegamenti con il passato e i brani più particolari e difficili da trovare come cover, mash-up, remix, etc.

*Ringraziamo per i complimenti ma soprattutto per le critiche costruttive che ci sono arrivate

*Le playlist vengono postate quando ci è possibile farlo.

*Molto importante: la trasmissione è un modo per arrivare a più persone possibili e per far conoscere ciò che stiamo facendo sul web ma è solo un mezzo. Il sito è ciò su cui ci focalizziamo maggiormente e rimane il nostro fulcro aggiornato quotidianamente con almeno 1 o 2 post.

Alle prossime considerazioni.

D.

Letture da Ombrellone

"BEAT ITALIANO"
dai capelloni a Bandiera Gialla
Tiziano Tarli
Edizioni Castelvecchi

pp.285
euro 14


Il fenomeno beat italiano ha rappresentato un punto di svolta, sia sociale che culturale, in un paese uscito a pezzi dalla Seconda Guerra Mondiale. Durò qualche anno certo, ma fu una lucente meteora che illuminò le menti di una generazione di giovani. Partendo dalle sue origini legate alla Beat Generation americana fino alla Londra dei Beatles, il libro analizza circa cinquanta artisti beat italiani, i locali più significativi come il Piper di Roma, le riviste specializzate, le manifestazioni musicali come il Cantagiro e la trasmissione radio Bandiera Gialla. Ma anche il fenomeno delle messe beat, il boom discografico, l'antimilitarismo e il pacifismo, la protesta contro un mondo vecchio e consunto.La musica beat si presento' come elemento nuovo e meraviglioso, capace di svecchiare una societa' immobile sulle sue tradizioni sociali. E se in qualche modo la si puo' considerare rivoluzionaria e perche' riusci' a creare nuovi gusti, tendenze, movimenti di aggregazione, persino a ottenere conquiste sociali. Il beat italiano e' stato anche attraversato dalle parole di Keruac, quando nel famoso romanzo e testo sacro della beat generation “On the Road” scriveva: dobbiamo andare avanti e non fermarci finche' non siamo arrivati dove andiamo? non lo so, ma dobbiamo andare.

Ma come si fa a perdersi le testimonianze dirette di gruppi come: Cherubino e i Cherubini, i Pigri, i Verdoni Mangiasassi, i Trichechi, i Quattro del Teschio, Igor Mann e i Normanni, i Ramarri, i Mandrilli, i Polli..ecc.ecc. ?

FREQUENZE ON RETE 96

- Playlist trasmissione Domenica 29 luglio 07 - "Sunday chill"




















Bonde do Role - Solta o Frango
Editors - An End has a Start
Amy Winehouse - Tears dry on their own
Prince vs Jet - Are you gonna be my Motherfu**er
Stateless - Down Here
Blur - Country House
1990's - You made me like it
Mark Ronson Feat. Kasabian - LSF
(Funk version)
Roisin Murphy - Ruby blue
(estratto da "Very Victoria")
Raconteurs - Steady as she goes
(Altern. video version)
Duran Duran - Girls on Film (Club Edit)
Lucky Soul - Add your light to mine
The Cure - Close to me
Sons and Daughters - Red Receiver
Rem - What's the Frequency Kenneth
Panico - Lupita
*White Rabbits - While we go dancing ***Consigliata!*** (Scarica l' MP3)
CSS - Let's make love and listen to DFA
Mr. Hudson and the Library - Too late too late
Voxtrot - Every Day
Architecture in Helsinki - Do the Whirlwind
Morrissey - Pregnant for the last time
The Smiths - I started something i couldn't finish
The Ting Tings - That's not my name
(Live video)
Soup Dragons - I'm Free (Rolling Stones cover)
*White Rabbits - Take a walk around the table

* WHITE RABBITS
Oggi scegliamo di promuovere un gruppo che è ancora poco conosciuto ma riteniamo possa essere una delle migliori novità di quest'anno. L'album "FORT NIGHTLY", da noi segnalato sul blog ai primi di giugno e poi recensito e consigliato diverse volte nelle nostre playlists, merita ogni attenzione e l'inserimento nella nostra top ten delle migliori produzioni del 2007.

White Rabbits Myspace


White Rabbits sito ufficiale

>>>QUI<<< potete ascoltare tutti i pezzi dell'album

White Rabbits al David Letterman Show con "The Plot"

28/07/07

CATS ON FIRE

- The Province Complains -

Pensando alla Finlandia o agli altri paesi così a nord in Europa, ci viene in mente subito una sviluppatissima scena metal che, in quelle lande, è alla base degli ascolti di quasi tutta la gioventù.
Poi sentiamo i Cats on Fire e, dopo aver pensato per un paio d'anni (grazie ad ascolti saltuari e poco interessati) che fossero inglesi, ci accorgiamo che non è vero: sono proprio finlandesi (scusate l'ignoranza).
Questo "The Province complains" è il primo vero album della band e sfidiamo chiunque ad indovinare una così nordica provenienza dall'ascolto.
La base è rigidamente "Smithsiana". Non mancano tuttavia tocchi melodici alla Belle e Sebastian (ma siamo sempre nei paraggi...) e alla Kinks (in tutto l'album aleggiano organi 60's).
Un album allegro, leggero, super ascoltabile, che ha in "The Smell of an artist" (veramente bella) e "Higher Grounds" (primo singolo) i pilastri su cui poggiare. Non male anche "Astray", "The Sharp End of a Season", "Chain of Saints" (dove Johnny Marr potrebbe reclamare i diritti sui suoni...) e "Born Again Christian" (un brano più semplice e diretto alla Vincent Vincent & the Villains).
















La quarantina di minuti del disco passano a meraviglia e l'effetto band leccata e profumata, tipico dei gruppi sui generis, viene evitato da alcuni passaggi di Hammond che "sporcano" dignitosamente (e arricchiscono) la riuscita finale di tutto l'album.
Il discorso è che i modelli anglofoni ('80s) oggi come oggi sono super imitati e molti dei dischi in uscita ripiegano su queste sonorità. Così, in una così ricca giungla di aspiranti Morrissey, Curtis, Weller e compagnia bella, orientarsi non è facile.
Fra i tanti, ci permettiamo di salvare questo gioiellino, che diamante puro non sarà...ma nella vetrina delle nuove uscite sicuramente brilla molto più di altri. Consigliato.

D.

Cats on Fire sito uff. (in "Music" diversi pezzi dei vecchi Ep sono downloadabili)
Cats on Fire Myspace
Higher Grounds (Video)

The Province Complains - Tracks -

1. I am the White-mantled King
2. Astray
3. Higher Grounds (right click to download)
4. Heat and Romance
5. Born Again Christian
6. The Smell of an Artist
7. Chain of Saints
8. Mesmer and Reason
9. If You Must Tell Him
10. The Sharp End of a Season
11. Draw in the Reins
12. End of Straight Street

FREQUENZE ON RETE 96

- Playlist 27.07.07 -















Playlist della trasmissione di ieri (venerdì 27 luglio 07):

(Click sui titoli per vedere i video)



Simian Mobile Disco - HotDog (VIDEO CHOICE di oggi)
ArcadeFire - No Cars Go
Architecture in Helsinki - Do the Whirlwind
Rem - What's the Frequency Kenneth?!
Primal Scream feat. Kate Moss - Some Velvet Morning
BRMC - Ain't no easy way
Panico - Lupita
White Rabbits - Take a Walk around the table
Stateless - Down Here
Billy the Vision and the dancers - One more full length record
The Rumble Strips - Girls and boys in love
The Fratellis - Whistle for the Choir
Who made Who - Hello, Empty room
Ambulance Ltd - New English
White Stripes - Denial Twist
Eels - Fresh Feeling
Mika - Love Today (new single)
Violent Femmes - Blister in the sun
Gotye - Learnalilgivinanlovin (pezzo stra-raccomandato!!!!!)
Detroit Cobras - Cha Cha twist
The Faint - Southern bells in london sing
Franz Ferdinand - Walk away
Jackson Torpedo - Billie Jean
Ben Westbeech - Dance with me
Lush - Ladykillers
Figli di madre ignota - Theme from "Paradise"

D.

27/07/07

VV.AA. Chairman Of The Board

- A Rowan Chernin Compilation -


“Sixties beats, stoner rock, a touch of folk and psychedelia breathed life into screen sized footage of giant tube rides and alternative views of how to live barefoot in your own oceanic postcard of Woodstock.”

Al pari della SoulJazz,non sbaglia un’uscita neppure l’Harmless,etichetta di altissimo profilo nell’ambito della ricerca e compilazione di musica vintage e rare grooves.
Stavolta esce dai soliti binari del soul-funk per esplorare il lato più oscuro del surf proponendo questo originale concept album tutto dedicato all’epoca d’oro della musica Surf : 1964 - 1974.
Dimenticatevi per un attimo i mostri sacri del genere come Beach Boys, Dick Dale o il surf strumentale dei Surfairs e dei Ventures perchè Chairman Of The Board esplora l’underground di questo fenomeno,mettendo insieme 18 brani di psychofunk,folk,rock,stoner che hanno fatto da colonna sonora ad alcune delle pellicole più rappresentative e di culto nella storia del genere dagli Stati Uniti all'Australia come : The Endless Summer,
Innermost Limits Of Pure Fun,
Morning Of The Earth,
Evolution e
SuperSession!
Compilato da Rowan Chernin,già negli anni 90 co-fondatore di LOADED e redattore musicale di successo in pieno edonismo BritPop e clubculture,Chairman Of The Board riporta alla superfice gemme appartenenti alla seconda “ondata” della scena surf,un periodo in cui i suoni più dolci della California del sud erano fortemente incalzati dalle fuzz guitars,dai rumbling bass e l’ heavy drums dei tardi sixties!
Per capirci meglio,lo stile compilativo della raccolta è molto simile a quello di David Holmes;qualsiasi pezzo dei 18 non avrebbe sfigurato affatto in compilation capolavoro come Cherrystones e Came get it/Got it o nelle colonne sonore dei vari Ocean’s 11,12,13.
Unica pecca:ad un’orecchio non particolarmente dedito alle sonorità psichedeliche a cavallo tra i 60 e i 70 la lunghezza di certi pezzi potrebbe risultare ostica ad un’ascolto svagato,compensato,se non altro,dall’altissimo valore storico che tutte queste canzoni possiedono.

Tracklist & Ascolto

www.myspace.com/surfthechairmanoftheboard

26/07/07

FREQUENZE ON RETE 96

- Trasmissione del 26.07.07 - Playlist -

Sappiamo di fare cosa gradita a pubblicare la playlist della trasmissione, purtroppo non saremo sempre in grado di farlo...La buona volontà c'è.
Cliccate sui titoli per vedere i video.

1. Connection - Elastica
2. Someone like you (vocal mix) - Etienne de Grecy feat. Camille
3. Dictator of the free World - Kula Shaker (nuovo singolo)
4. Don't - Doris
5. Books from boxes - Maximo Park
6. Ruby Blue - Roisin Murphy
7. I Want you to stay - Maximo Park
8. Let's spend the night together - Simian (Rolling Stones cover)
9. We danced together - The Rakes
10. She's my Man - Scissors Sisters
11. God put a smile upon your face - Mark Ronson (ColdPlay cover)
12. Every Day - Voxtrot13. I'm Looking Through you - The Wallflowers (Beatles cover)
14. New Shoes - Paolo Nutini
15. You made me like it - 1990's
16. Independence - The Blue Van
17. What's going on - Detroit Cobras
18. Dance - Justice
19. Let my Shoes lead me forward - Jenny Wilson
20. Are you gonna be my Motherfu**er - Prince vs Jet
21. Playing around - Jerobeam
22. Safety in Numbers - Strike the Colours
23. House of Jealous lovers - Rapture
24. The importance of being Idle - Oasis
25. Fa Fa Fa - Datarock

Video choice:
RAPTURE - "HOUSE OF JEALOUS LOVERS"



.

Last Night a DVD Saved My Life II

- DownTown 81 -

Titolo: Downtown 81 (Id.)
Regia: Edo Bertoglio
Sceneggiatura: Glen O'Brien
Fotografia: John McNulty
Interpreti: Jean Michel Basquiat, Deborah Harry, David McDermott, Kid Creole & the Coconauts, Eszter Balint, Victor Bockris, Clem Burke, Marshall Chess, Diego Cortez, August Darnell, Jimmy Destri, Lori Eastside, Tay Falco, Vincent Gallo, Bradley Field, John Lurie, Walter Steding, Tav Falco, Fab Five Freddy, Michael Holman, Compton Maddux, Steve Mass
Nazionalità: USA, 1981
Durata: 1h. 15' .

“Ordinaria quotidianità di un’artista straordinario”

Ce n’è voluto di tempo(7 anni) ma ciò che sembrava ormai un’utopia si è avverato:la distribuzione anche in Italia (e in italiano) del documentario fondamentale per gli amanti della grafica di strada,i graffiti e la popart.La storia di questo documento è stata travagliata sin dall’inizio,infatti Downtown 81,in origine chiamato New York Beat , scritto e coprodotto dallo scrittore di Interview, Glenn O’Brien e diretto dal fotografo svizzero Edo Bertoglio, è stato girato nel 1980-1981, ma problemi finanziari ne interruppero subito la post produzione; dopo varie disavventure, è uscito solo nel 2000. La maggior parte del sonoro è andata persa: la voce dell’artista è stata infatti ri-doppiata dal poeta Saul Williams.

Così abbiamo l’occasione di vedere in azione un diciannovenne Basquiat, pittore, graffitista, poeta e musicista non ancora celebre,ma dei cui graffiti New York era già piena. Il film racconta una giornata di un giovane artista squattrinato, che cerca di vendere un quadro per fare un po’ di soldi e pagarsi l’affitto; lo vediamo incontrare amici (di cui assiste alle performance) nella New York downtown, da Soho all’East village, e lo seguiamo nelle sue peregrinazioni diurne e notturne. Nel cast sono presenti alcuni artisti di quella scena: la onnipresente Deborah Harry (Blondie), James White and the Blacks, D.N.A., Tuxedomoon, Amos Poe… Nella soundtrack figurano anche John Lurie, Lydia Lunch, i Suicide, Vincent Gallo e i Gray, il gruppo di Basquiat. Emerge una New York che è il cuore delle tendenze artistiche, non più succube dell’Europa, in cui la pop art è la cultura americana di quegli anni. Basquiat frequenta i locali di Soho e dell’East Village, aiuta il maestro Warhol a superare una crisi creativa e diventerà ben presto un simbolo della società multirazziale newyorchese.

VIDEO 1 2 3

www.downtown81.com/

25/07/07

Frequenze Live: NOUVELLE VAGUE

Giovedì 26 luglio (ore 21.30) - Verucchio Festival


I NOUVELLE VAGUE ovvero la new wave riscritta con il vocabolario della bossa nova.
 Nouvelle Vague si traduce letteralmente in inglese con 'new wave', mentre in portoghese con 'bossa nova'. E se due più due fa quattro ecco svelata la magia che sta dietro alla musica di questo progetto: classici della new wave anni '80 reinterpretati con gli stilemi tipici della bossa nova brasiliana.
 Ideatori e artefici di questa creatura musicale sono i francesi Marc Collin e Olivier Libauax. Il primo, animatore della scena elettronica francese dalla fine degli anni '80, ha poi lavorato come produttore, compositore di colonne sonore, dando anche vita al duo trip-pop Ollano e ai Volga Select a fianco di Ivan Smagghe. Libaux, dal suo canto, trascorre gli anni '90 suonando in numerose pop band francesi, finché non incontra Collin nel 1998.
Dopo aver collaborato a vari progetti, nel 2003 i due hanno la folgorante idea di prendere una manciata delle loro canzoni preferite dal repertorio new wave, scomporle fino ad ottenerne solamente gli accordi base, riarrangiarle secondo i dettami della bossa nova (impreziositi da tocchi jazz e pop anni '60) e coinvolgere alcune vocalist, con la certezza che non avessero mai ascoltato in vita loro quei brani. Scelta bizzarra? Tutt'altro, Collin e Libaux vogliono avere al certezza che i brani vengano cantati come se fosse la prima volta.
Il risultato finale è l'omonimo disco (noto anche come "Nouvelle Vague I") pubblicato nell'estate del 2004: tra i classici rivisitati figurano "Love Will Tear Us Apart" dei Joy Division, "Making Plans For Nigel" degli XTC e "Guns Of Brixton" dei Clash. Ad interpretarli il duo chiama ben otto cantanti femminili (francesi, ma non solo).
La critica va subito in visibilio, dispensando recensioni entusiaste un po' dovunque. Nel frattempo, dopo aver pubblicato l'album anche oltre oceano, i Nouvelle Vague partono per un tour che tocca Europa, Stati Uniti e Sud America.
 Quello di Collin e Libaux sembra il classico progetto destinato a concludersi con un unico e irripetibile episodio, e invece nel giugno 2006 esce il secondo lavoro in studio del duo francese, "Band A part" (subito ribattezzato "Nouvelle Vague II"), titolo ispirato all'omonimo capolavoro di Jean-Luc Godard (giusto per restare nel medesimo universo di riferimenti culturali).
Questa volta, tra le mitiche band omaggiate, figurano Echo And The Bunnymen ("Killing Moon"), New Order ("Blue Monday"), Bauhaus "Bela Lugosi's Dead" e Buzzcocks ("Ever fallen in love"). www.nouvellevague.com

Da FREQUENZE "ON AIR"

- Martedì 24 luglio -

Come spiegato nel più esaustivo link qui a fianco ("Frequenze on the radio"), Frequenze Indipendenti è diventato, da qualche giorno, anche un programma in radio! Tutti i giorni per un'ora e mezza (dalle 15.30 alle 17.00) RETE 96 network si collega con noi.
Dalla programmazione di ieri estrapoliamo qualche interessante video!

The Rifles - Local Boy



Death in Vegas - Hands around my throat



Nick Cave and the Bad Seeds - Nature Boy



Spoon - The Underdog



The Smiths - I started something i couldn't finish (ieri tributo!!!)

24/07/07

Pop-Rock-FutureFunk-Disco-Garage-Indie-gestione Vol.3

CLICK RIGHT BUTTON AND SAVE AS

King Khan & His Shrines-Welfare Bread>>>R’N’Rollnightlong
Datarock - Fa-Fa-Fa>>>Talking Heads still rulez
The Thrills - Midnight Choir >>>Sunshine Pop
The Stars - The Night Starts Here>>>Indie Rock
Modeselektor - The White Flash (Feat. Thom Yorke)>>>World Bleap
CSS - Let's make love (Spank Rock mix)>>>For real dancers
The Shins - Australia (Peter Bjorn & John Remix) >>>Indie clap clap
The National - Blank Slate >>>Romance & Cigarettes
Tiga -- You Gonna Want Me (Van She Tech Mix)>>>Nuova linfa al tormentone
Bloc Party - Hunting For Witches (Crystal Castles Remix)>>>Shitrack
Michael Fakesch – Complicated >>>Electronic Funk
Roy Ayers - Tarzan (Osunlade Yoruba Soul Mix)>>>Mystical soulful house
Deadbeat - Melbourne Round Midnight>>>DigiDub
The Tuss - Last Rushup 10>>>Alter ego of Richer D James aka Aphex Twin
Mark Sultan - "Something Wrong">>>Garage Graffiti
Lindstrom & Prins Thomas - nummer fire to>>>Space Disco

Mp3 and video links posted on this site are for evaluation purposes only and point to files already available somewhere across the web. If you like them, buy the CDs and support the artists. If you are the artist or the copyright owner and would like a link removed, just let us know.
I'll take it off, and you'll lose some free promotion.

John Carpenter & Kurt Russell



In questo momento di "ferma" musicale (si sa, in estate se la prendono tutti un pò più comoda...) volgiamo le nostre attenzioni anche verso i mondi che circondano la musica: l'arte, il cinema, i libri, etc, universi paralleli e spesso coincidenti con quello musicale.
Oggi, cinema:
Le coppie (parliamo di regista/attore) che hanno veramente lasciato un segno nel mondo del cinema sono molto poche: ci vengono in mente Ford & Wayne, Fellini & Mastroianni, Kurosawa & Mifune, Hitchcock & Grant, Hitchcock & Stewart, Scorsese & De Niro, Burton & Depp ... ma John Carpenter e Kurt Russell sono quelli che veramente abbiamo nel cuore.
Quattro film insieme, forse non al pari della produzione di quelli sopracitati ma assolutamente dei cult: nel 1979 la biografia di Elvis ( per cui Russell fu candidato ad un Emmy), nel 1981 "1997:Fuga da New York" (c'è bisogno di dire qualcosa su Jena Plinsky?), un must di ogni buon cultore di cinema d'azione, nel 1982 "La Cosa" (un caposaldo del genere alien-horror) ed infine nel 1986 il meraviglioso "Grosso guaio a Chinatown" un film che raccoglie in sè commedia e azione con battute che sono entrate nella storia del cinema e mai ne usciranno. Abbiamo trovato un condensato del meglio di questo film e ve lo proponiamo suggerendo a chi non lo avesse ancora visto di non esitare. Molto meglio di tanti "Blockbuster" ultimamente usciti.

D.

ADESIVI (stickers) !!!

- Cercateli in giro -


FREQUENZE è in uscita con una prima mandata di ADESIVI da attaccare ad ogni angolo del mondo ! Ok, diciamo inizialmente in Romagna...(qui a fianco due anteprime).

Cheers,

D.

23/07/07

You're Just Like a Dream


Dalla playlist di FREQUENZE INDIPENDENTI on AIR di oggi 23 Luglio 2007:

THE CURE
"JUST LIKE HEAVEN"

Show me how you do that trick
The one that makes me scream she said
The one that makes me laugh she said
And threw her arms around my neck
Show me how you do it
And I promise you I promise that
I’ll run away with you
I’ll run away with you
Spinning on that dizzy edge
I kissed her face and kissed her head
And dreamed of all the different ways I had
To make her glow
Why are you so far away? she said
Why won’t you ever know that I’m in love with you
That I’m in love with you
You
Soft and only
You
Lost and lonely
You
Strange as angels
Dancing in the deepest oceans
Twisting in the water
You’re just like a dream
Daylight licked me into shape
I must have been asleep for days
And moving lips to breathe her name
I opened up my eyes
And found myself alone alone
Alone above a raging sea
That stole the only girl I loved
And drowned her deep inside of me
You
Soft and only
You
Lost and lonely
You
Just like heaven

Nick Drake + New Order = Arthur Russell


“Se Nick Drake fosse vissuto abbastanza a lungo da poter registrare con i New Order, il risultato sarebbe qualcosa di molto simile ad Arthur Russell”.

Russell è stato un pioniere della convivenza tra il classicismo del rock e la nouvelle vague della scena disco underground che vedeva nella New York dei primi anni 80 l’alcova di controculture musicali come il punk-funk,la disco e la no wave. Nell’universo privato di Arthur c’era spazio per il folk-blues,la new wave,il pop,la disco e la classica... un’universo talmente privato da celare e rendere irreperibili centinaia di composizioni,infatti la maggior parte delle sue registrazioni (circa 800 nastri) vennero trovate solo dopo la sua morte nel 92.
Di per sé rappresenta un mondo a parte,una terra di mezzo abbandonata dall’edonismo dance oriented e dall’oltranzismo del rock più colto,ora finalmente esplorabile grazie alle ottime ristampe e raccolte edite negli ultimi anni dalla Soul Jazz e dalla Rough Trade. Dentro ci sono brani fulminanti come Go Bang! e Pop Your Funk, nello stile tipico della No Wave di band come ESG e Bush Tetras, ma anche litanie à la David Sylvian - e soprattutto piccole sinfonie musicali in cui ritmo e sentimento si fondono armoniosamente.
Scomparso a soli 42 anni dopo aver prodotto decine di brani sotto le più disparate sigle (le più note, Loose Joints e Dinosaur L),collaboratore dei primissimi Talking Heads nella New York della metà anni '70, ma anche di gente "seria" e accademica come Philip Glass, Russell era l'esempio vivente di come le barriere musicali non abbiano senso.
In lui convivevano allo stesso tempo l'amore per la disco e per il buddismo, per le sale da ballo e per la musica colta. E questa apparente schizofrenia si conciliava a pieno nella sua musica, che nasceva in sala di registrazione alla maniera del free jazz, con lunghe improvvisazioni che portavano a diverse versioni dei brani, poi montati ed "editati" insieme con la collaborazione di giganti della disco più evoluta come Larry Levan e Walter Gibbons.
Il risultato, il più delle volte, era stupefacente,estraniante e ossessivo.

Genio,innovatore,pioniere,sperimentatore,poeta,mago…….Arthur Russell


LATITUDINE:Avantgarde/NoWave/PunkFunk/PostDisco/Electronic
LONGITUDINE:Matthew Dear /James Murphy (DFA)/Philip Glass/!!!/Talking Heads
DISCOGRAFIA:
Singoli
Dinosaur: "Kiss Me Again" (1979). Sire Records.
Loose Joints: "Is It All Over My Face" / "Pop Your Funk" (1980). West End Records.
Loose Joints: "Is It All Over My Face (Female version)" (1980). West End Records.
"Go Bang" (1982), from 24-24 Music. Sleeping Bag Records. Vocals by Lola Love.
"Tell You Today" (1983). 4th and Broadway. Vocals by Joyce Bowden.
"Wax the Van" (1985). Jump Street Records. Vocals by Lola Love. Produced by Bob and Lola Blank.
"Treehouse/Schoolbell" (1986). Sleeping Bag (US) / 4th and Broadway (UK)
"Let's Go Swimming" (1986). Logarythm (US) / Rough Trade (UK).
"Springfield" (2006). Audika Records. Includes a remix by The DFA.

Albums
24-24 Music (1982). Sleeping Bag Records. With Will Socolov.
Tower of Meaning (1983). Chatham Square.
Instrumentals (1984). Crepsecule. Recorded with The Flying Lizards and Glenn Lamaro, Bill Ruyle, and Jon Sholle.
World of Echo (1986). Recorded by Phil Niblock. Re-issued 2004 Audika Records (US) / Rough Trade (UK).
Another Thought (1994). Point Music 438 891-2. Compiled with help from Mikel Rouse.
Calling Out of Context (2004). Audika Records. Compiled by Steve Knutson.
The World of Arthur Russell (2004). Soul Jazz Records.
First Thought Best Thought (2006). Audika Records. [Includes Instrumentals Volume 1 & 2, Reach One, Tower of Meaning, and Sketch for the Face of Helen].
Springfield EP (2006). Audika Records.
Another Thought (Re-released 2006). Orange Mountain Music.

22/07/07

CHROME HOOF

- Pre Emptive False Rapture -

Ieri, in mezzo a bollette, fogli pubblicitari e lettere, dentro la nostra buchetta c'era un pacchetto che non ci aspettavamo arrivasse in così poco tempo. Un disco completamente argentato con la scritta CHROME HOOF in rilievo sulla copertina, fa capolino dalla carta da pacchi. Le ditate lasciate urlano "maneggiare con cura".
All'interno troneggia una foto dei dieci componenti del gruppo (sotto, a destra): due donne e cinque uomini in tuniche argentate con cappuccio a formare un triangolo. Due uomini portano maschere platinate che sembrano venute fuori da un video dei Rammstein. Agli apici del triangolo tre donne: due con vestitino corto anni sessanta sempre argentato e occhiali spaziali che suonano trombe medievali. La terza, davanti a tutti, coi suoi occhiali scuri e la veste nera sembra la versione femminile di Mick Collins (frontman dei Dirtbombs). Bene, questa è l'esatta contropartita visiva di quello che trovate sul disco. Questa band suona come niente abbiate mai ascoltato fino ad ora. Meglio: come molte cose ascoltate fino ad ora ma mai tutte insieme. Un album lontano anni luce dai circuiti commerciali e dalle vendite di cassetto. Il genere? In questo caso non conta, comunque suonerebbe così: prog-gothic-orchestral-metal-punk-funk. E, credeteci, siamo stati concisi.
L'impressione di essere stati calati in un girone dell'inferno con diavoli ad attenderci a braccia aperte e gli Slayer a deriderci dall'alto dura appena un minuto e cinquantotto secondi, il primo pezzo.
Poi fionde giganti ci gettano fra battaglie interstellari e deliri prog. La cantante, Lola Olafisoye, scaglia la sua voce soul in mezzo a cavalcate furiose di batteria, fiati funk e impeti gothic ; un ibrido di Tool e Funkadelic, con tutta la potenza di un'anima nera (in tutti i sensi) a spremerci sopra litri di soul. James Brown a un concerto dei Goblin. Grace Jones in versione doom metal.
Dentro a questo disco c'è veramente tutto. C'è anche spazio per il jazz-rock sperimentale alla Zappa e l' electro (ci siamo dimenticati qualcosa?). La cosa incredibile è il grado di fusione di questi stili. Come bere un cocktail perfettamente miscelato, gustarne il sapore e riconoscerne gli ingredienti uno ad uno. L'ascolto in alcuni punti non è facile, sia ben chiaro, ma c'è da aspettarselo.
Consigliamo questo disco a chi ha voglia di mettersi musicalmente in gioco...A tutti gli altri diciamo: state attenti. Gli ingredienti usati nell'album sono facilmente "infiammabili", il miscuglio crea forti detonazioni per l'apparato uditivo. STARE ALLA LARGA.

D.

BOOKS FROM BOXES

- Un libro al giorno...-

“Noisers: Tracce, percorsi e geografie del nuovo rumore USA”
di Valerio Mattioli

All’alba dei 2000, l’universo delle musiche indipendenti americane è stato invaso da un’inattesa, temibile generazione di estremisti sonici. Nomi come Black Dice, Wolf Eyes, Lightning Bolt, sono solo la punta dell’iceberg di un movimento ramificato all’inverosimile, tra discografie in cdr, festival, fumetti, performance, concerti negli scantinati e inattese canonizzazioni mainstream. In queste pagine si raccontano le storie, i protagonisti, i luoghi della più atroce tra le party music di inizio millennio: il nuovo noise USA.
160 pagine * 13,00 Euro


“Swingin’ Canterbury"
di Michele Coralli

Nel marzo del 1967 i Soft Machine pubblicano il
loro primo 45 giri, Love Makes Sweet Music,
nell’ottobre del 1981 il singolo It's My Party
di Dave Stewart e Barbara Gaskin rimane per
quattro settimane consecutive in testa alle
classifiche dei dischi più venduti nel Regno Unito.
Tra questi due eventi si sviluppa una delle
leggende più seducenti del rock progressivo
britannico: quella della cosiddetta
“scuola di Canterbury”.
150 pagine * 13,00 Euro




“House Music 1985-2005”
di Christian Zingales.

"House Music 1985-2005" ripercorre nomi, suoni ed estetiche di venti anni di musica house, attraverso gli artisti e i dischi che ne hanno fatto la storia, dalle leggende agli artisti di culto da riscoprire, in un percorso che parte dalle origini del suono negli anni ’70, passa attraverso la nascita del genere a Chicago e la successiva esplosione planetaria, per arrivare nel ventunesimo secolo, a testimoniare l’inizio di una nuova fase e di un nuovo mondo.
260 pagine * 13,00 Euro




"Morrissey & The Smiths
Gli ultimi inglesi"

di Cianfriglia Daniele

Gli Smiths sono forse il gruppo più importante del rock britannico degli anni Ottanta. Nel Regno Unito la loro popolarità rivaleggia con quella dei Beatles: a distanza di vent'anni dal loro scioglimento riescono ancora a guadagnare regolarmente copertine dalle maggiori riviste musicali inglesi e a vincere sondaggi su sondaggi. Morrissey, il leader della band, è ormai oltremanica ben più di un cantante: è un'icona culturale. I suoi testi sono un ineguagliabile mix di rabbia e arguzia. Morrissey ha immaginato la morte della regina e messo la Thatcher sulla ghigliottina, convertito migliaia di ragazzi al vegetarianesimo, e forse salvato la vita ad altrettanti aspiranti suicidi solo con la forza del suo humour. A metà tra biografia e saggio critico, questo volume si propone di ricostruire la complessa mappa di riferimenti elaborata in venticinque anni di canzoni da Morrissey. Una mappa fatta di suggestioni musicali, letterarie e cinematografiche: dai gruppi femminili degli anni Cinquanta a Oscar Wilde, da Sandie Shaw al Free Cinema britannico, da James Dean a Pasolini. Senza tralasciare gli scandali che hanno visto coinvolto Morrissey e la sua band, fino alle controverse dichiarazioni sul "quarto sesso" di un uomo sempre sospeso tra passione e astinenza. Autoelettosi "figlio ed erede di niente in particolare", Morrissey è così portavoce di una generazione (o forse più d'una) e campione di stravaganze e contraddizioni, amarezze e ironie tutte inglesi.
364 pagine * 12,60 euro

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21/07/07

WELLER/COXON SUPERGROUP

- This Old Town -



Prendete Paul Weller, leader dei Jam, degli Style Council, con una carriera da solista da far invidia a chiunque. Aggiungeteci Graham Coxon, chitarrista/compositore/voce dei Blur e avrete due manici di chitarra che potrebbero essere messi nella Hall of Fame della maggior parte dei cuori musicali nel mondo. A questo punto, siccome i cuori devono pur battere al ritmo di qualcosa, prendete uno che alla batteria degli Oasis, di cuori ne ha fatti battere parecchi: Zak Starkey.
Ecco a voi la risposta rock'n'roll ai "The Good, The Bad and The Queen". Un supergruppo che esce il 30 luglio con un 7" di 3-pezzi-3 a tiratura limitata di 5000 esemplari e che promette una seconda puntata, magari sottoforma di album.
Weller è, insieme a Morrissey e a Robert Smith, l'unico della old school britannica dei favolosi Eighties a sapersi sempre rimettere in gioco negli ultimi 25 anni. Instancabile, ha continuato a sfornare album e collaborazioni (ultimamente anche con i DOGS) in cui ha imposto a tutti il suo sound e la sua inconfondibile voce. Tanto di cappello.
Guardate il video: Weller è una presenza imponente. Occhiali scuri (a coprire qualche ruga), giubbotto nero e classica pettinatura a "cipolla" e anche uno come Coxon passa in secondo piano.


Il brano "This old Town" è un rock-blues tirato con una melodia e degli accordoni in maggiore che, insieme, metterebbero di buon umore anche il pessimista più incallito.
Il pezzo è una "Wellerata" ma non si discosta troppo neanche dalla produzione di Coxon da solista; un ibrido che farà la felicità dei rispettivi fan.
Qui sotto, in mp3, il singolo e le due splendide b-sides ("Each new morning" scritta da Coxon e "Black river" da Weller) da scaricare:

This old town.mp3

Each New Morning.mp3

Black River.mp3

Se, ascoltando i brani, vi siamo sembrati di parte, non scusateci: era esattamente il nostro intento.
Al cuor non si comanda.

Cheers,

D.

20/07/07

Frequenze Live: CINEMATIC ORCHESTRA

- Venerdì 20 luglio - Faenza -


Stasera (venerdì 20 luglio) Faenza ospiterà il live di una delle migliori realtà internazionali sul versante rock di atmosfera: Cinematic Orchestra.

Alleghiamo una breve presentazione del loro ultimo lavoro "MA FLEUR" e invitiamo, chi ne avrà la possibilità, a non mancare.

CINEMATIC ORCHESTRA - "Ma Fleur”

"Ma Fleur" è il nome del quarto album dei Cinematic Orchestra, la band fondata da James Swinscoe alla fine dei '90.
Subito dopo aver prodotto “Everyday”, che ha avuto un grande successo
commerciale, vendendo più di 100.000 copie, J. si trasferisce dall'East
London prima a Parigi, dove inizia a prender forma l'idea di un nuovo disco
e poi a New York, dove il disco viene poi registrato. In questo lavoro
ritroviamo Fontella Bass, la grande singer di band come Art Ensemble of
Chicago, ma soprattutto di “Rescue Me”, uno dei grandi singoli di successo
della mitica label blues Chess, e Phil France, valido partner sin dagli esordi della carriera artistica di Jason Swinscoe. Per la prima volta
appaiono invece Lou Rhodes e Patrick Watson: Lou Rhodes è l'indimenticabile
voce dei Lamb, una delle prime formazioni di trip hop ad aver successo fuori
dall'Inghilterra, che ha inoltre debuttato come artista solista lo scorso
anno con “Beloved One”; Patrick Watson, già molto noto nel suo Canada, è un
cantautore molto affine vocalmente a Jeff Buckley o ai più recenti Sufjan
Stevens
. Come parte finale del processo produttivo, la famosa fotografa/pittrice/artista
newyorkese Maya Hayuk (sulla destra alcuni suoi lavori - clicca per ingrandire) ha curato 11 scatti per rappresentare ciascuna delle scene/tracce. Queste foto, scene dove la natura dei soggetti ritratti è astratta o metaforica, dovrebbero ancora una volta ricollegare il sound dei Cinematic Orchestra ad una colonna sonora di un film inesistente, come per i precedenti lavori.
Queste immagini sono relative a dei momenti individuali e
complessivi allo stesso tempo, lasciando i luoghi il più possibili vuoti,
ariosi, così da poterli lasciare riempire a chi li osserva o ascolta il disco, completandoli o reinterpretandoli in maniera del tutto soggettiva .
Maya Hayuk è un'artista di Brooklyn, pittrice visionaria e fotografa. Tra gli ultimi artisti musicali per i quali ha lavorato troviamo Prefuse 73, Bonnie Prince Billy, Tortoise e Beastie Boys.

D. & Castà

South Park Studio

- Fatti il personaggio -

I Simpson chiamano e la concorrenza subito risponde.
Poteva mancare il programmino per creare i personaggi di South Park a vostra immagine e somiglianza?!
Certo che no!!
…E un’altra giornata lavorativa passa in un baleno; contando poi che oggi è il Venerdi dovreste ringraziarmi due volte….
SOUTH PARK STUDIO

Come sono venuto????

19/07/07

Wanna Dance ?

- Copia la mossa -

Se state cercando qualche nuova mossa danzereccia per impressionare la gente sui dancefloor, prendete spunto da qua (anche le pettinature non sono male).
Detroit 1982*. Ah, il pezzo sotto non è di Tiga....ma adesso abbiamo capito dove si è ispirato il ragazzo.....**

*Tratto dalla trasmissione "The Scene" un dance-show giornaliero andato in onda per 12 anni consecutivi (dal '75 all'87) sul canale statunitense WGPR-TV. Lo show proponeva molti artisti ospiti, locali e non, che si esibivano davanti alle telecamere: chiunque avesse un minimo di coraggio e di talento poteva mostrare al mondo di cosa era capace. In breve tempo divenne uno degli show più famosi e di successo della rete.
Per chi volesse ulteriormente approfondire: thescenedetroit.com

**Il pezzo in questione è "Sharevari" di Paul Leslie e Sterling Jones, in seguito "A Number of Names", primo vero disco della scena techno di Detroit (era il 1981!). Info: Metrotimes.com


D.

MAKE YOUR OWN SIMPSONS CHARACTER !

- La scoperta del giovedì mattina -

Attenzione: rischiate di perderci ore ma il divertimento è assicurato.
Andando sul sito del Film dei Simpsons è possibile creare un proprio avatar in stile con il cartoon. Ecco un esempio:

18/07/07

Last Night a DVD Saved My Life

- "Maestro" -

“MAESTRO” di Jossell Ramos (2003) 3h.30min.
2DVD+1CD italian edition
Dopo un periodo di lunga trepidante attesa da parte degli addetti ai lavori e dei fans esce finalmente anche in un’edizione italiana il DVD di Maestro, film-documentario sulla dance music americana, più precisamente di New York, che ha rappresentato un vero e proprio fenomeno di costume nel continente a stelle e strisce. Il film ripercorre i club leggendari della New York degli anni settanta attraverso riprese inedite e racconti dei leggendari Djs che furono e sono i pionieri di quel movimento oggi identificato come club culture.
Scritto, diretto e prodotto da Josell Ramos, regista al suo primo film, nato a Cuba e cresciuto a New York, Maestro è il primo film documentario, realizzato in 4 anni, che ripercorre le origini della Underground Dance Culture (in seguito house) , la storia dei suoi protagonisti, di chi ha dedicato la propria vita a una cultura che si e`diffusa in tutto il mondo divenendo ciò che viene chiamata Dance Music Culture.
Maestro è un emozionante viaggio nella club scene della New York di fine anni '60 fino ai primi anni '80, periodo in cui la città vide la nascita di un movimento "musicale e culturale" , in cui la figura del DJ sostituì in maniera irreversibile il jukebox, aprirono i battenti i primi club come il Sanctuary, il The Gallery, e soprattutto il Loft ed il Paradise Garage le cui rivoluzionarie caratteristiche hanno influenzato i party di tutto il mondo.
Maestro fornisce un intenso ritratto dei protagonisti della dance scene e focalizza l'attenzione su due figure in particolare, Larry Levan, DJ del Paradise Garage e David Mancuso (foto), DJ e fondatore del party The Loft. Veri e propri "pionieri della consolle", fra i padri fondatori di questo movimento, sono ancora oggi considerati leaders nella Club Culture.
Maestro include altre figure fondamentali della scena dance come Francis Grasso, considerato primo DJ nella storia dato che suono`due dischi contemporaneamente per la prima volta ed e` considerato l`ideatore del "beat matching".
Maestro raccoglie anche una lunga serie di interventi di artisti come:Nicky Siano, DJ del club The Gallery, Frankie Knuckles, Tony Humphries, Tom Moulton, Little Louie Vega, Francois K, Danny Tenaglia, Danny Krivit (foto), Jellybean, Derrick May e molti altri.
Attraverso le testimonianze di DJs, promoters e club people, Maestro ricrea le magiche atmosfere e gli indimenticabili momenti creati da questi moderni Maestri, grazie anche a inediti filmati esclusivi, del Paradise Garage, del The Loft and del The Gallery, oltre che all'unica intervista rilasciata da Francis Grasso.
Maestro si differenzia da altre pellicole, più o meno dedicate al tema della dance culture, per il suo approccio "real" , veritiero e personale, non tralasciando la documentazione di tematiche sociali proprie di quel periodo, soffermandosi su alcuni tragici eventi che hanno profondamente cambiato la club scene in N.Y. e nel mondo, come la diffusione dell'AIDS.
L’edizione italiana del documentario(2 DVD+1 CD) è realizzata dalla KeyNote Multimedia e la si può trovare nel sito o nei migliori negozi di musica.
Chissà che il prossimo anno non si riesca ad organizzare (…ma dove!?) una bella rassegna di videoclip (Gondry,Spike Jonze,Cunnigham su tutti) e documentari musicali.
Chissà...Intanto accontentiamoci del trailer del film...



ELVIS PRESLEY - CRAWFISH

- In attesa di remix... -

Direttamente dal film "King Creole" del 1958, ecco quello che potrebbe essere un pezzo che, se dovutamente remixato da qualche Dj competente, potrebbe riempire i dancefloor come lo fece "A Little Less Conversation" qualche tempo fa. Prima o poi, vedrete, qualcuno se ne accorgerà. A noi piace anche così...

Il brano è presente nella compilation "The Future is Unwritten" di Joe Strummer.

D.

"I'M NOT THERE" pt.2

- Qualche precisazione -


.
Torniamo volentieri a parlare di "I'm not There", dopo avervi mostrato un paio di clip, ecco la filmografia del suo regista Todd Haynes.

Tra una settimana ci sarà la conferma della presenza del film a "Venezia 64"; intanto eccovi un sito in cui si parla della trama della pellicola e dei ruoli che i vari attori interpreteranno.

Ricordiamo che gli attori sono sei ed interpreteranno Bob Dylan in diversi momenti della sua vita e carriera. Prima precisazione: nessuno nella pellicola si chiamerà Bob Dylan, e i vari amici non avranno i loro veri nomi.

Iniziamo da C. Bale, che interpreta il cantante all'inizio degli anni '60, e ci si concentrerà sulla data del 13 Dicembre del 1963, quando Dylan ritirò il Tom Paine Award, tre settimane dopo l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas. Dylan accettò il premio, che veniva consegnato ad un personaggio pubblico che avesse contribuito alla causa dei movimenti civili, ma fece un discorso riguardante soprattutto Lee Harvey Oswald, l'assassino di Kennedy, che fece scandalo... Il suo personaggio, secondo Imdb, avrà due nomi: John e Jack, forse perchè dall'agosto 1962 il cantautore cambiò nome facendosi chiamare da lì in avanti proprio Bob Dylan..

H. Ledger interpreta Dylan in un paio di anni sempre nei '60 e poi all'inizio dei '70, quando il cantautore inizia ad avere problemi con la moglie Sara che qui viene chiamata Claire.

La Blanchett interpreta Dylan durante il periodo della realizzazione del documentario Don't Look Back, con il personaggio di Michelle Williams che è un chiaro riferimento alla superstar warholiana Edie Sedgwick (ma nel film si chiama Coco). Il suo personaggio si chiama Jude.

R. Gere interpreta Dylan durante il periodo di lavorazione del film Pat Garrett e Billy the Kid di Peckinpah: c'è una fusione fra il personaggio del cantautore e il personaggio di Billy the Kid (non a caso il personaggio si chiama Billy). E' questo il periodo in cui incide la celeberrima e bellissima Knockin' on Heaven's door.

I personaggi di Marcus C. Franklin e Ben Winshaw si sa solo che si chiameranno nel film rispettivamente Woody e Arthur. Non si sa ancora che parte interpreterà invece Julianne Moore, il cui nome nel film è Alice.



Per vedere i clip vedi post "I'M NOT THERE"

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